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21 Club: fine di un’epoca?

Il Covid 19 miete un’altra vittima. Chiude i cancelli il 21 Club.


Per tutti i nostalgici di un’epoca lontana, il 21 Club di New York City è sempre stato un punto di riferimento dello splendore passato. L’usbergo di un’età dell’oro ormai parte della corte dei ricordi presenti solo nei film e nei libri di grandi scrittori del secolo scorso. Un locale che ha saputo adattarsi al mutare delle mode nel fluire dei decenni, mantenendo sempre il suo carattere tipicamente americano che lo ha contraddistinto e che ha conferito un’atmosfera magica all’intero edificio.


“Gangster, cantanti, scrittori, politici, attori, tennisti, hanno calcato i pavimenti della famigerata cantina nascosta”


I giocattoli antichi, i cimeli accumulati negli anni in aggiunta ai 33 fantini che decorano e sorvegliano il balcone all’ingresso,contribuirono a regalare a quello che adesso è un ristorante quell’aria di licenziosità e divertimento che ha animato le sue stanze lungo il suo periodo di gloria. Aprì i battenti il primo gennaio del 1930, al numero 21 della cinquantaduesima strada, giusto a pochi passi dal MoMa,presentandosi negli anni del proibizionismo come quello che sarebbe poi diventato il più famoso speakeasy della città, inaugurando un luogo dove la clandestinità era un requisito necessario. Gangster, cantanti, scrittori, politici, attori, tennisti, hanno calcato i pavimenti della famigerata cantina nascosta che rappresentava una scappatoia da un regime severissimo sul consumo di alcolici. È stato un luogo che ha fatto da cornice alle relazioni clandestine di Hemingway, che ha osservato le stravaganze di Dalì, eche è stato testimone delle non dichiarate avventure libertine di Sinatra e Jacqueline Kennedy. Anche Donald Trump tra quelle mura festeggiò la vittoria delle elezioni nel più recente 2016. A conferma della sua versatilità, oltre a essere stato uno speakeasye in tempi più recenti un ristorante, ha ospitato set di film come “Wall Street”di Stone (1987), “On the Rocks”di Sofia Coppola (2020), ma anche della serie “Sex and the City”.

Questa pagina di storia sembra giungere a conclusione. Chiude i battenti, causa la crisi economica portata come un vento feroce dalla pandemia in corso. Non sembra aver resistito all’ordinanza di Andrew Cuomo, sindaco di New York, il quale ha decretato la chiusura dei ristoranti che non offrissero servizio all’aperto e ha costretto i proprietari del 21 Club a licenziare i suoi 150 dipendenti. Chiude anovant’anni dalla sua apertura, portando con sé le speranze malinconiche dei più nostalgici che già sperano in una prossima riapertura quando anche il virus sarà soltanto un ricordo.