• Emanuele Orrù

9 novembre: il giorno del destino tedesco

Corsi e ricorsi storici per la ricostruitone di una Nazione


Neunter november”, il nove novembre in Germania non è un giorno qualunque. Per la nazione tedesca questa particolare data ha un nome: Schicksalstag, ovvero “giorno del destino”.

A partire dal 1918 sino ad arrivare al 1989, la data è stata il fil rouge di tutte le vicende chiave del Novecento in uno degli Stati più importanti d'Europa.


Novembre 9, 1918: die Novemberrevolution

Mancavano pochi giorni alla fine del primo conflitto mondiale, gli Imperi centrali erano in ginocchio; nonostante questo gli ufficiali imperiali ordinarono alla Kaiserliche Marine (marina da guerra imperiale tedesca) di affrontare la Royal Navy (regia marina britannica). I marinai tedeschi, già consci della sconfitta della guerra, si ammutinarono iniziando in tutto il Paese una serie di rivolte che ben presto si trasformarono in rivoluzione; si arrivò così, il 9 novembre, all’abdicazione del Kaiser Guglielmo II e alla successiva nascita della Repubblica di Weimar l’11 agosto 1919. [1]


Novembre 9, 1923: Bürgerbräu-Putsch

L’8 novembre a Monaco di Baviera si preparavano i festeggiamenti per commemorare la rivoluzione del novembre del 1918; contemporaneamente, in una grande birreria si riunisce il Partito Nazionalsocialista Tedesco dei Lavoratori (NSDAP). Durante il comizio irruppe il futuro leader del partito nazista sparando platealmente un colpo in aria ed attirando verso di sé tutta l’attenzione dei presenti. Con la sua oratoria convinse i vertici del Partito ad attuare un colpo di stato: il piano era prendere alcuni punti importanti del potere a Monaco. Hitler si allontanò, lasciando i futuri putschisti da soli; al suo ritorno però ritrovò solo alcuni degli uomini a cui aveva svelato i piani. Alcuni di essi, infatti, l'avevano denunciato alla polizia e all’esercito, smascherando cosi il piano del golpe e dichiarando la loro estraneità ai fatti.

Vista quella che si annunciava una essere débâcle, Hitler, scoperto il tradimento, decise di seguire i consigli di un vecchio generale della Grande Guerra, l’eroe nazionale Ludendorff, ben visto dall’esercito. Il generale convinse il futuro cancelliere a marciare verso il centro della città occupandola, non curandosi della fuga di notizie e sicuro del fatto che l’esercito, alla vista alla testa del corteo del generale Ludendorff, si sarebbe unito alla causa. Così però non accadde: l’esercito sparò sui 3000 putschisti causando morti e feriti, arrestando i leader, tra cui Hitler, e mettendo al bando il NSDAP. [2]

Figura 1: riunione del NDSAP (Wikipedia)


Novembre 9, 1938:der Kristallnacht

Hitler nel gennaio del 1933 prese il potere. Nel 1935 emanò le Leggi di Norimberga, ben più tristemente note alla storia come le leggi razziali, che escludevano dalla vita pubblica e politica i cittadini di origine e religione ebraica.


L'uccisione in Francia, a Parigi, di un diplomatico tedesco per mano di un ragazzo ebreo, che pochi giorni prima aveva ricevuto una lettera in cui la sorella gli chiedeva un aiuto economico perché - a causa delle leggi razziali - stentava a vivere fu la causa dell'escalation.

Come sempre, in Germania si festeggiava l’8 novembre, stavolta non per la rivoluzione dei marinai, ma per ricordare i “martiri” del Putsch di Monaco del 1923 (i corsi e ricorsi storici, certe volte, lasciano l’amaro in bocca). Le notizie dei fatti francesi percorsero velocemente il confine causando la furia dei nazisti nei confronti dei cittadini ebrei, aggravando la loro posizione in Germania e causando nuove restrizioni alla libertà.

Migliaia di persone, nella notte tra nove e dieci novembre, misero a ferro e fuoco in tutto il Reich non solo le sinagoghe ma anche le abitazioni e i negozi di proprietà degli ebrei. L'episodio è passato alla storia come “la notte dei cristalli” per via del vetro di finestre e vetrine distrutte dal barbaro odio e dalla furia nazista capace di creare un tappeto di cristallo nelle strade delle città tedesche. [3]

Figura 2: Sinagoga bruciata durante la "Notte dei cristalli” (Wikipedia)


Novembre 9, 1989:

Antifaschistischer Schutzwall

Era il 9 novembre; piano piano davanti ai Grenzübergangsstelle (valichi di frontiera) i cittadini di Berlino est stazionavano e aspettavano. Contemporaneamente i cittadini di Berlino ovest si recavano davanti ai posti di blocco. Si sentivano urla, le guardie di frontiera erano poche e più spaventate dei cittadini.

I giorni precedenti il governo filosovietico aveva subito diverse emorragie di cittadini che tramite diversi sotterfugi riuscivano a raggiungere l’Europa libera tramite l’Ungheria.


9 novembre, ore 18.00. Conferenza stampa: dal politburo della SED (partito socialista tedesco) arrivò una velina che indicava la volontà di concedere la libertà di movimento verso l’altra metà di Berlino. Iniziarono le domande, ma le risposte non furono precise; infatti, la decisione era stata presa poche ore prima, le guardie di frontiera non avevano ricevuto ordini e non erano stati ancora stabiliti protocolli. I berlinesi erano gli uni davanti agli altri, erano tanti, le guardie poche. Alcuni coraggiosi si diressero davanti ai varchi, le guardie non riuscendo a fermare quella marea umana non spararono come le altre volte. Dopo le prime corse sui ponti furono tagliati i km di filo spinato e vennero aperti nuovi varchi.

Berlino il 9 novembre è riunita.


La Germania il 3 ottobre del 1990 fu riunita sotto un'unica bandiera. [4]


Fonti:

[1] Wikipedia, Rivoluzione di novembre,

https://it.wikipedia.org/wiki/Rivoluzione_di_novembre

[2] Wikipedia, Il Putsch di Monaco,

https://it.wikipedia.org/wiki/Putsch_di_Monaco

[3] Rai Play, La notte dei cristalli, https://www.raiplay.it/video/2018/

[4] Focusstoria, 1989: la caduta del Muro di berlino nei tg italiani, 25 agosto 2009, https://www.youtube.com/watch?v=udmcoic0kJo


Foto copertina: Caduta del muro di Berlino