• Alessandro Manno

A serrande chiuse: come raccontare la ristorazione nonostante il Covid-19


Quante storie ci sono dietro un colore? In questi mesi abbiamo iniziato ad associare ai colori situazioni differenti e stati d’animo contrastanti. Così il giallo ci fa tirare un sospiro di sollievo, l’arancione getta nello sconforto, e il rosso genera

un misto di rabbia e delusione.

Ovviamente parlo dei colori a cui sono tristemente associate le regioni italiane in base al tasso di rischio del contagio della pandemia. Ad ogni fine settimana parte subito la ricerca su cosa si può fare e cosa invece viene vietato dalle varie ordinanze. All’arancione ormai si associa immediatamente la chiusura di tutte le attività legate al mondo della ristorazione e i rider di Deliveroo e Glovo che sfrecciano sui loro motorini in giro per la città.


Sicuramente tra i settori che sono stati colpiti più pesantemente da questa pandemia e dalle chiusure/aperture di questi mesi, la ristorazione è percepita dalla grande maggioranza della popolazione come qualcosa di superfluo. La stessa definizione di “attività non essenziali” l'ha declassata, nei fatti ma anche nella percezione generale, a un qualcosa di accessorio e di cui si può fare volentieri a meno, senza tener conto del numero di famiglie che vivono di ristorazione.

Questo perché difficilmente si conosce davvero il mondo della ristorazione e quanta preparazione c’è dietro a un servizio ben fatto, a un piatto preparato come si deve, a un locale organizzato e pulito. Tutte cose che in genere si danno per scontate e, di conseguenza, sono preda di facili dimenticanze.



Chi non se ne è dimenticato, ma che ha anzi cercato di raccontare in modo dettagliato il mondo della ristorazione, è stato Andrea Tronu, cagliaritano e docente all'alberghiero, che durante il momento di stop dovuto alla pandemia di Covid-19 ha deciso di raccontare i suoi vent’anni di attività nel campo della ristorazione, descrivendo i cambiamenti avvenuti nel settore nel corso degli anni e legando la narrazione alla propria esperienza di vita.

Il libro “Breve storia della ristorazione”, edito da Amicolibro, ha il pregio di analizzare i vari periodi storici che hanno rivoluzionato la ristorazione partendo addirittura dal Neolitico sino ad arrivare ai giorni nostri, dedicando anche un’importante parte a come il mondo della ristorazione dovrà adeguarsi a questo periodo di grandi cambiamenti e stravolgimenti legati alla pandemia. Bisogna sapere da dove si è arrivati per poter ripartire e per trarre importanti insegnamenti utili per il futuro. Allo stesso tempo non viene dimenticata la parte più intima e personale, così importante in un settore dove la propria vita si lega in modo indissolubile al proprio lavoro.

Nel caso di questo libro, ad esempio, non si può non citare il fatto che il lavoro dell’autore è stato completato proprio durante il lockdown e in contemporanea alla perdita del padre il 19 Marzo, il giorno della Festa del Papà.


Proprio il riuscire a raccontare questi due aspetti, la storia personale e quella della propria passione, è il punto forte del volume. Dare valore e importanza a questi due lati fondamentali del settore aiuta a comprendere quanto c’è dietro a un bacone o tra i fornelli di una cucina. Una storia fatta di sacrifici, di infiniti aneddoti e di tanta passione. Questo libro aiuta ad avere un quadro completo del mondo della ristorazione, dando la possibilità anche ai non addetti ai lavori di capire molti lati importanti che molto spesso passano inosservati.

Dare la possibilità di conoscere questo mondo consente al cliente di apprezzare ancora di più determinati aspetti del luogo in cui si reca per pranzare e cenare, così come di notare la differenza tra un lavoro di qualità e uno più rudimentale.


“Breve storia della ristorazione” è quindi una guida, sia per gli addetti ai lavori sia per le persone comuni che hanno la curiosità di sapere com’è il mondo dall’altra parte della sala. Un modo per orientarsi e gettare un fascio di luce su un settore importantissimo, ma in un periodo di grande sofferenza che sta portando molte attività a chiudere i battenti.


Come insegna Andrea nel suo lavoro, la storia della ristorazione ha avuto momenti di grandi cambiamenti e stravolgimenti, ma è sempre riuscita ad adattarsi alle nuove situazioni e a reinventarsi. Forse questa pandemia, che ha portato tanti danni e tanti problemi a molti lavoratori del settore, può essere un momento per riprendere in mano il modo di fare ristorazione, reinventarlo e ripartire un’altra volta.