• Alessio Arriu

Basta copiare gli USA


Sono dei gironi scorsi le dichiarazioni di Maurizio Pisciottu, in arte Salmo, che in alcune stories su Instagram spiega perché il rap italiano viene ascoltato soltanto entro i confini nazionali:


“Perché non abbiamo un’identità, non siamo originali, copiamo gli americani, francesi, tedeschi e il suono italiano è uguale a tutti gli altri, quindi passa inosservato”. [1]




Non ha tutti i torti il rapper di Olbia.

Salvo alcuni artisti come può essere l’emergente Paky, tutti gli altri sono una copia sbiadita del trend americano o di quello francese.

Ma per capire meglio il concetto che ha espresso Salmo analizziamo alcuni di questi artisti.

Il più rappresentativo di questa nuova generazione è Rondodasosa.

Milanese, nato nel 2002, è salito alla ribalta nel 2020 con il remix di una traccia americana "Exposing me". [2] La canzone in sé è anche valida; il ragazzo ha una timbrica singolare e un flow che promette bene, ma il problema è un altro: il contesto e il testo. I concetti che vuole trasmettere nei suoi testi sono molto plastici e impacchettati, facendo sembrare il giovane un rapper con tutti i cliché più mainstream del genere.

Una delle tante regole non scritte del rap è quella di rappresentare nei tuoi testi chi sei, cosa vivi e cosa vorresti essere, e in questo l’artista analizzato pecca, perché si appropria della narrazione dei Crips [3], una delle organizzazioni di strada più note d’America, ed è lapalissiano che il ventenne abbia poco a che vedere con criminali suddetti, nonostante sia cresciuto nel quartiere popolare di San Siro. Questo perché la “vita di strada” negli USA è ben diversa da quella italiana, non vi è un preponderante disagio dovuto alla ghettizzazione delle metropoli, ergo tutta la narrazione criminale americana risulta ridicola se applicata nella nostra nazione.

Rimanendo sempre nel contesto della regola di rappresentare, paradossalmente Sfera Ebbasta è stato coerente in tutto ciò, ovvero ha smesso di parlare di strada quando ha smesso di viverci, iniziando di conseguenza a scrivere testi molto meno cupi rispetto a prima.

È anche vero che non bisogna fare di tutta l’erba un fascio. Nonostante vi sia questa abitudine di emulare artisti esteri, vi sono anche artisti validi in quello che fanno come appunto Paky; artista di Secondigliano classe 1999 cresciuto a Rozzano, da lui traspare una narrazione urban ma in chiave italiana, e con una serie di featuring e di singoli, tra i quali vi è Boogeyman [4] e il featuring nell’ultimo album di Guè Pequeno [5], sta dimostrando di essere - si spera- un erede adeguato ai veterani della scena italiana.


Fonti: [1] Salmo e la verità sul Rap italiano, https://www.youtube.com/watch?v=aRaUXFRjRu8

[2] Rondo - Face To Face (Exposing Me RMX), https://www.youtube.com/watch?v=V2mnB2gYEMs

[3] Crips, Wikipedia, https://it.wikipedia.org/wiki/Crips

[4] Paky - Boogeyman (Loyalty Means Everything RMX), https://www.youtube.com/watch?v=5SiHLXzfbrY

[5] Guè Pequeno, Pakt - Ti Levo Le Collane,

https://www.youtube.com/watch?v=ubtCGQqfREk


Fonte foto:

Instagram @rondodasosa