• Francesco Podda

Caro bollette e politiche europee: i pastori sardi di nuovo in protesta




Nella mattinata del 20 ottobre un migliaio di pastori sardi si è recato con le diverse rappresentanze settoriali e diversi tra sindaci e amministratori locali sotto il palazzo della Regione Sardegna in via Roma, a Cagliari.


La protesta pacifica, ai piedi del palazzo regionale, ha voluto mettere sotto la lente d’ingrandimento le problematiche del comparto ovicaprino, in particolare alla luce degli aumenti delle materie prime e delle nuove politiche europee agricole e nazionali previste per il quinquennio 2023-27.

Una manifestazione che aveva come obiettivo un incontro con una delegazione dei capigruppo del Consiglio regionale, per esporre loro le preoccupazioni dei lavoratori e provare a raggiungere un’intesa tra le parti.


Le ragioni alla base della nuova protesta


Se alla base della protesta vi sono sicuramente ragioni ormai comune a tutti i settori, come i rincari di carburanti e materie prime e secondarie dovuti alla crisi energetica internazionale, lo stesso non si può dire dei fondi specifici stanziati per il settore agropastorale da parte degli organi competenti europei e nazionali.


Per entrare nello specifico, l’Unione Europea ha approvato lo scorso 2 dicembre 2021 la nuova PAC, la Politica Agricola Comune, uno dei pilastri delle politiche comunitarie. Il documento fornisce ai governi nazionali i principali punti da cui dipende la ripartizione dei fondi comunitari destinati alle attività agropastorali. Due su tutti quelli individuati dall’UE nella PAC che entrerà in vigore dal primo gennaio 2023: sostenibilità ambientale e qualità del prodotto, con un focus sullo sviluppo rurale delle zone economicamente meno benestanti.

A seguito dell’approvazione del documento, lo Stato italiano ne ha approvato uno proprio, chiamato Piano Strategico Nazionale. Il programma regola lo sviluppo agropastorale nazionale, nonché la ripartizione dei fondi alle varie regioni e conseguentemente alle imprese. Nonostante la PAC ponesse dei focus chiari, il PSN non ha subito variazioni rispetto a quelli precedenti, non dando dunque attenzione a concetti come sostenibilità ambientale e qualità del prodotto, punti di forza dell’attività agropastorale sarda. Per questo motivo i pastori sardi, lo scorso 27 febbraio, hanno inviato una nota di protesta ai rappresentanti UE per poi rivolgersi l’11 aprile all’allora Ministro Patuanelli, incontrato poi il 29 aprile da una delegazione di pastori isolani.


Sono diversi i punti del piano criticati dai pastori. Primo tra tutti il mancato inserimento nel cosiddetto “Ecoschema di qualità nazionale per il benessere animale”, scelta che nega alle aziende la possibilità di rientrare nei criteri previsti dall’Unione Europea - e ricevere così fondi maggiori - nonostante la maggior parte degli allevamenti sardi in tutti i settori, da quello ovi-caprino a quello suinicolo fino al bovino, rientrino negli standard previsti. A essere messa in luce è poi la grande disparità di trattamento a livello nazionale sulla ripartizione dei fondi: per quanto riguarda uno dei maggiori sistemi di finanziamento del settore agropastorale, ovvero il pagamento dei titoli base, esistono aziende in alcune regioni il cui valore di titolo base si attesta intorno ai 2000 euro contro una media regionale sarda di soli 132 euro. Un sistema di finanziamento che è stato ridotto nel PSN nazionale di ben il 30%.

A livello pratico, tutto ciò significa che nel piano strategico nazionale per il quinquennio 2023-27 per i pastori sardi vi sarà un decremento dei fondi a disposizione pari a circa 115 milioni di euro, ovvero circa 23 milioni di euro l’anno. Una cifra enorme, che rischia di mandare ulteriormente in difficoltà un settore già enormemente provato dalla crisi economica attuale.


Cosa chiedono i pastori?


Da quanto si evince, la rappresentanza dei pastori sardi ha chiesto alla Regione Sardegna di rinegoziare il Piano Strategico Nazionale, di modo che sia costruito in conformità ai documenti rilasciati dall’Unione Europea, di cui la Sardegna ed il suo settore agropastorale potrebbero beneficiare maggiormente rispetto a quanto già previsto. I pastori chiedono però anche che arrivino i fondi previsti dal Governo diretti a tamponare le perdite causate dal conflitto tra Russia e Ucraina, così come l’introduzione del finanziamento De Minimis, nato per contrastare gli aumenti delle materie prime, e la semplificazione delle procedure burocratiche a riguardo. Infine, il movimento richiede la Certificazione del Sistema Qualità del Benessere animale per il comparto ovino e suino.


E la Regione?


L’Assessore Murgia, dal canto suo, aveva definito ‘un risultato importante’ la liquidazione dei pagamenti residui della domanda unica PAC 2021. Oltretutto, la stessa Regione ha previsto una perdita di finanziamenti non pari ai 115 milioni di euro prima citati, ma di ‘soli’ 51 milioni di euro. Una cifra che resta comunque importante. [1]

Durante la protesta dei pastori a intervenire è stato il presidente del Consiglio Regionale Michele Pais, il quale ha mediato e raggiunto una tregua, fornendo ai pastori la certezza di una discussione a riguardo in aula. La nota della giunta regionale è poi arrivata in serata: "Al governatore e all’Assessora stanno a cuore i problemi dell’agropastorizia - si legge - e lo dimostrano le ingenti risorse messe in campo dall’inizio dell’anno: oltre 60 milioni di euro".


I prossimi passi prevedono un confronto martedì 25 ottobre tra la rappresentanza dei pastori e l’Assessora Murgia e un lavoro sempre in via Roma mercoledì 26. I pastori e gli amministratori locali si augurano possa portare ad una soluzione della questione quanto prima. Chissà che sia davvero così, per un settore che non rappresenta solo una grande parte identitaria regionale ma anche una vera forza trainante dell’economia, per troppo tempo trascurata.


[1] Regione Sardegna, Agricoltura, liquidati i pagamenti residui della domanda unica Pac 2021. L'Assessore Murgia: "Risultato importante, tempi in linea con le scadenze fissate dall’Unione europea", RAS, 12 ottobre 2022, https://www.regione.sardegna.it/j/v/2568?s=441842&v=2&c=130&t=1