• Francesco Podda

Come sarà il futuro di Vettel in Aston Martin?


Stempiato, ridimensionato, quasi invecchiato. Così ci è apparso Sebastian Vettel, classe 1987, mentre provava il suo nuovo sedile nella sua nuova scuderia di appartenenza: la Aston Martin.


Eppure nel novembre del 2014, quando fresco del suo nuovo contratto provò per la prima volta a Fiorano una Ferrari, sembrava che quel tedesco nato ad Heppenheim avrebbe potuto scrivere la stessa storia scritta solo un decennio prima da un altro tedesco di nome Michael Schumacher.


Quattro titoli mondiali alle spalle: il primo vinto un po’ fortunosamente grazie alla strategia/disastro della Ferrari ad Abu Dhabi, gli altri tre dominati quasi totalmente, tra rimonte pazze (vedasi il GP in Brasile del 2012) e inchini alla sua monoposto. Scene indimenticabili per lui e per tutto il motorsport, tanto da suscitare reazioni non indifferenti di persone non indifferenti. "Inizio a credere che sia meglio di Schumacher" disse un certo Bernie Ecclestone. Non di certo uno qualunque.

Poi un anno difficile in RedBull, il 2014. Primo anno fatto di Power Unit (motori turbo ibridi) e dominio assoluto Mercedes. Tre vittorie per Ricciardo, allora suo compagno di squadra, e neanche una per lui.

Qualcosa, in quell’anno, certamente cambiò.


"Grazie, grazie, grazie! Forza Ferrari". La prima volta che abbiamo sentito questa frase era primavera, e l’anno era il 2015. Chi può dimenticare quella prima vittoria in rosso a Sepang? "Una delle più belle di tutta la mia carriera. Forse la più bella in assoluto" disse lui.

Il resto è storia.


È la fine amara di una storia agrodolce. Una storia che ha fatto innamorare della Rossa e di Sebastian milioni di tifosi. Una storia che si è conclusa con un Sebastian escluso dagli sviluppi della squadra e relegato a fare il secondo pilota dietro ad un ragazzo dieci anni più giovane di lui. "Non possiedo la stessa macchina di Charles" le sue parole, che rivelano un uomo sospettoso di non avere un mezzo alla stessa altezza di quello del suo compagno di squadra.

Rimarrà un podio, in Turchia, ed il suo solito "Grazie ragazzi".

Ed una canzone portata in macchina con sè durante tutto il Gran Premio di Abu Dhabi: "Voi siete la squadra rossa, appassionata più che mai. La mia fermata sta arrivando, mi è piaciuto stare con voi. Mi mancherete" cantata sulle note di Azzurro, una delle canzoni italiane più famose al mondo.

Una dedica strappalacrime, ma d’altronde l’ha detto anche lui: "La Ferrari per me è stata come una storia d’amore". Si può forse non piangere al finale?


Ma adesso quali sono le prospettive per Vettel nel suo nuovo team?

Lawrence Stroll, magnate canadese e padrone della Aston Martin F1 Team, non poteva farsi sfuggire l’occasione di mettere sotto contratto il pilota tedesco. D’altronde è un quattro volte campione del mondo, ma non solo.

Sono note le enormi capacità di Sebastian di migliorare la vettura e renderla più competitiva: maniacale è la sua preparazione a riguardo. Poteva forse il ricco imprenditore canadese scegliere miglior pilota da affiancare come compagno di squadra a suo figlio Lance? Già, perché essendo Lance Stroll primo pilota del Team inglese e suo padre Lawrence padrone del Team nonché suo finanziatore numero uno, forse l’obiettivo di Lawrence è proprio quello di mettere al fianco del figlio un pilota che sia non solo un campione ma anche un valido aiutante, sia a livello di guida che a livello - come già accennato - di sviluppo della vettura.


Se infatti Sergio Perez - ex compagno di squadra di Stroll jr e quindi ex dipendente di Stroll senior - risultava essere un ottimo pilota, aveva certo una qualità che alla a Stroll family proprio non andava giù: l’assoluta voglia di primeggiare su tutti, compagno di squadra compreso.

Avrà ancora Sebastian Vettel voglia di primeggiare? Certamente sì. Ma nonostante la sua grande emotività che spesso lo ha portato a compiere disastrosi errori, Sebastian possiede anche una enorme intelligenza, nonchè una grande maturità acquisita nel tempo.

Senza contratto in Ferrari, Vettel ha deciso di firmare per una scuderia dove al 90% sa che finirà a fare il secondo pilota (perlomeno all’inizio) e sopratutto dovrà aiutare la squadra nello lo sviluppo della vettura in ottica carriera di Stroll Jr. Perchè allora firmare conoscendo queste condizioni?

Stroll Jr guida in Formula Uno dal 2017, e noti sono i suoi salti di scuderia nonostante il suo - obiettivamente parlando - scarso rendimento. L’unico compagno di squadra che è infatti riuscito a battere nel campionato mondiale di F1 in questi quattro anni di militanza è stato il russo Sergej Sirotkin (non di certo un drago). Per il resto è sempre stato dietro: a Massa in Williams nel 2017 (nonostante un podio, a Baku) e a Perez, sia nel 2019 che nel 2020 in Racing Point.

Vettel, pur sapendo di non essere per ovvi motivi la prima punta della squadra, conosce bene i trascorsi di Stroll Jr ed è ben consapevole delle capacità (o incapacità) del pilota canadese. Così come sicuramente è ben consapevole delle proprie capacità e probabilmente sa che battere Stroll Jr e diventare col tempo e col sudore primo pilota non dovrebbe essere così impossibile. Ma non è tutto qui.


Stroll senior ha investito e investirà decine di milioni di dollari nelle scuderie in cui in questi anni ha militato e militerà il figlio: cifre che sono andate sempre crescendo, anno dopo anno, e che probabilmente continueranno a crescere. Il culmine, forse, lo si è raggiunto proprio quest’anno con il ritorno in F1 del marchio Aston Martin, proprio grazie a Stroll Senior.

Questi investimenti hanno portato ad uno sviluppo enorme del capitale di Racing Point (adesso Aston Martin) e - di conseguenza - un grande balzo nel rendimento della vettura: da relegata alle ultime posizioni della zona punti a capace di vincere un Gran Premio con Perez nel GP di Sakhir e di fare una pole con lo stesso Stroll nel GP di Turchia.

Vettel sa anche questo. E proprio in base a questo, sa bene che Aston Martin potrà essere una delle punte di diamante della F1 che verrà: magari non la prima o la seconda, ma la terza o la quarta sì. Considerati questi presupposti, poteva forse Vettel lasciarsi sfuggire questa occasione?


Pur con un’avventura al capolinea con un team di prima fascia, la carriera di Vettel si appresta a continuare in maniera più che dignitosa. Riuscirà a tornare il pilota competitivo di un tempo? Riuscirà a dimostrare nuovamente di essere il campione che ha conquistato quattro titoli mondiali di fila? Chissà.

Intanto a lui va il miglior in bocca al lupo per la prossima stagione: certi che comunque continui la sua carriera, Sebastian Vettel rimarrà sempre uno dei piloti più vincenti che la F1 abbia mai conosciuto.


Foto in copertina: Sebastian Vettel (Fonte: www.nanopress.it)