• Maria Francesca Mainas

Crisi di governo, Mattarella: due strade alternative


Sono giorni intensi per il nostro Paese, colpito da una crisi sanitaria, sociale e politica.


Il 29 gennaio il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, a seguito delle consultazioni (primo passo per la formazione del governo), ha conferito il mandato esplorativo a Fico. La situazione politica era infatti molto incerta, il Capo dello stato necessitava di ulteriore attività istruttoria per capire se potessero esserci delle forze politiche coese per votare la fiducia ad un governo.


Il mandato esplorativo, terminato il 2 febbraio, è fallito. Alle 20.30 di ieri sera Fico, Presidente della Camera dei Deputati, si è recato al Quirinale e ha comunicato di non aver riscontrato una maggioranza unanime capace di sostenere un governo.

Dopo pochi minuti il presidente della Repubblica si è pronunciato nel meraviglioso Salone delle feste affermando:

“Vi sono adesso due strade, fra loro alternative. Dare, immediatamente, vita a un nuovo Governo, adeguato a fronteggiare le gravi emergenze presenti: sanitaria, sociale, economica, finanziaria. Ovvero quella di immediate elezioni anticipate." [1]

Il presidente Mattarella sottolinea la difficoltà per il nostro paese di andare a nuove elezioni. Sono richiesti interventi urgenti in ambito sanitario, per le vaccinazioni, in ordine alla gestione dei fondi europei e non è possibile farvi fronte con un governo che non è dotato delle sue piene funzioni. Infatti per andare a nuove elezioni sarebbe necessario un periodo troppo elevato che non consentirebbe la gestione ottimale della situazione di crisi. Per la formazione dello scorso governo ci sono voluti cinque mesi. I prossimi mesi saranno cruciali: sarebbe capace l’Italia, date le condizioni, di rimanere senza un governo “funzionale” per i prossimi cinque mesi?

Inoltre “Le elezioni non consistono soltanto nel giorno in cui ci si reca a votare ma includono molte e complesse attività precedenti per formare e presentare le candidature.” [1]


Dunque anche se si andasse al voto, definito come “esercizio di democrazia”, sarebbe necessario svolgere la campagna elettorale caratterizzata da incontri affollati, assemblee e comizi che è impossibile che si svolgano con i distanziamenti necessari.

Data l’impraticabilità di questa seconda strada, il Capo dello stato rivolge un importante appello alle forze politiche: conferire la fiducia ad un Governo di alto profilo, che non si identifichi con alcuna forza politica.


È un appello all’unità, a far fronte comune verso i problemi del paese. Come sempre, il Presidente Mattarella dimostra di saper mediare e ponderare tra le varie esigenze in campo e, motivando le sue difficili decisioni, rispondere alle esigenze del paese. Le sue parole sottolineano la necessità di fronteggiare le emergenze, una necessità che deve essere perseguita prima di qualsiasi contrapposizione politica.

Dopo il discorso del Capo dello Stato, il consigliere per la stampa e la comunicazione del Presidente della Repubblica e direttore dell'ufficio stampa della Presidenza della Repubblica, Giovanni Grasso, ha comunicato che per le 12 di questa mattina è stato convocato Mario Draghi.


Ma chi è Mario Draghi? Nome che, nelle ultime settimane, tutti abbiamo sentito almeno una volta. Classe 1947, laureato in economia presso Università degli Studi di Roma “La Sapienza”, PhD in economia al MIT. È stato Presidente del Comitato europeo per il rischio sistemico, Presidente della Banca Centrale Europea, Membro del Consiglio di Amministrazione della Banca dei regolamenti internazionali, Presidente del Financial Stability Board, Governatore della Banca d’Italia e la lista sarebbe ancora lunga. Questi, infatti, sono soltanto alcuni dei vari incarichi da lui ricoperti. Famosa la sua espressione “Whatever it takes” per salvare l’euro. [2]

Soluzione non approvata da Giorgia Meloni che, sui social, tuona: “Basta giochi di palazzo: la parola torni agli italiani.” [3]

Posizione contrapposta quella di Renzi, senatore di Italia viva, che commenta: “Abbiamo ascoltato le sagge parole del Presidente della Repubblica Mattarella: ancora una volta ci riconosciamo nella sua guida e agiremo di conseguenze.” [4]


Questi due tweet ci fanno capire che, nonostante il discorso del Capo dello Stato sembri un faro in mezzo alla nebbia, in realtà la posizione dei partiti non è omogenea. Infatti nonostante si tratti di un governo “di alto profilo, che non debba identificarsi con alcuna formula politica” [1], deve comunque ottenere la fiducia di entrambe le camere.


Siamo pronti ad un “Whatever it takes” per far fronte ai problemi dell’Italia? Ci sarà l’unita da parte delle forze politiche? Si andrà al voto? Lo scenario delle possibilità è immenso e le prossime ore saranno decisive per capire le sorti del nostro paese.


Fonti: [1] Dichiarazione del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella al termine dell’incontro con il Presidente della Camera Roberto Fico https://www.quirinale.it/elementi/51994

[2] Presidente della Banca Centrale Europea https://www.ecb.europa.eu/ecb/orga/decisions/html/cvdraghi.it.html

[3] https://twitter.com/GiorgiaMeloni/status/1356721890962898945?s=08

[4] https://twitter.com/matteorenzi/status/1356701201677615105?s=08


Fonte Foto:

Presidenza della Repubblica, https://www.quirinale.it/elementi/51982