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  • Matteo Meloni

Elezioni in Russia, la conferma di Putin tra certezze e complessità

Prova di forza del leader russo, che si aggiudica l’87.32% dei consensi


MOSCA — La neve ghiacciata ai bordi delle strade ha accompagnato i cittadini di Mosca nel corso dei tre giorni di voto per l’elezione del nuovo Presidente della Federazione Russa. Una tornata elettorale arrivata in uno dei più drammatici momenti storici per la comunità internazionale, tra conflitti riaperti e altri mai sopiti. Un 2024 ricco di occasioni per il voto a livello globale — dalle elezioni europee a quelle in India, fino al decisivo passaggio democratico statunitense di fine anno — con quello in Russia atteso non tanto per l’esito, ma per i numeri legati alla partecipazione e quelli attribuiti al Presidente uscente Vladimir Putin, che ha toccato l’impressionante 87.32%.


Quasi 10 punti in più rispetto alle ultime elezioni, a dimostrazione del fatto che le tensioni con l’Occidente e l’operazione speciale in Ucraina hanno portato i cittadini a compattarsi attorno al loro leader. “Abbiamo votato Putin per dare un senso di continuità alle politiche del Paese”, racconta Katerina, 70 anni, che, insieme al marito Oleg, si è recata a un seggio moscovita per esprimere il suo diritto al voto. “Siamo stati in Italia, vogliamo tornarci presto, speriamo in un futuro positivo per l’umanità”, commentano.


È solo una delle numerose impressioni registrate negli ultimi giorni, tra chi ha votato per la continuità e chi — in numeri decisamente più risicati — gli altri candidati. A conteggio quasi del tutto terminato spicca il nome di Nikolay Kharitonov del Partito Comunista, che ha raggiunto il 4.32% dei consensi. Alexandr, 86 anni, rappresentante di lista di Kharitonov, torna indietro nel passato e alla forza del periodo sovietico. “Eravamo una grande potenza, oggi il mondo è cambiato ma è necessario partecipare al voto per il bene della nazione”.


Candidati alle presidenziali della Federazione Russa (Foto di Matteo Meloni)

Mosca è una goccia nell’oceano di uno Stato con diversi fusi orari, molteplici etnie, numerose religioni, che confina sia con l’Unione Europea che con la Corea del Nord, e che va idealmente da San Pietroburgo a Vladivostok. Una grandezza che porta diversità, una vastità difficile da governare. Secondo Freedom House la Russia conquista 13 punti su 100 in fatto di libertà, motivo di forte contestazione da parte occidentale. Eppure, a ben guardare la classifica, troviamo l’Azerbaigian con 1 solo punto su 100, l’Arabia Saudita con 8, l’Egitto con 18, la Turchia con 33, l’Ucraina con 49. Nazioni alleate delle cancellerie europee e di altri Paesi democratici nel mondo.

Nei giorni scorsi la Presidente della Commissione Europea Ursula von der Leyen ha siglato un accordo miliardario con Il Cairo e la Presidente del Consiglio italiano Giorgia Meloni non ha avuto nessuna difficoltà a stringere la mano al Presidente Abdel Fattah Al Sisi nonostante la morte di Giulio Regeni e le torture subite da Patrick Zaki. Contraddizioni in termini di chi spinge per la democratizzazione di alcuni contesti politici ma che, allo stesso tempo, non ha nessuna difficoltà a firmare documenti e progetti con personaggi discutibili, reazionari, avulsi a qualunque logica dei diritti umani.


Ma cosa significa la rielezione di Putin? “Negli ultimi anni c’è stato un crescendo nel consenso al leader russo, anche grazie alle innovazioni tecnologiche la partecipazione al voto ha potuto toccare  il 74%”, spiega Silvia Boltuc, Managing Director di SpecialEurasia. “La sensazione, come confermato da un campione di interviste effettuate in loco, è che l'ondata di rifiuto da parte del mondo Occidentale della cultura russa e del suo popolo come reazione ai fatti in Ucraina, abbiano avuto l'effetto di spingere taluni a sostenere l'attuale leader riconfermato.” Un supporto che — aggiunge Giuliano Bifolchi, Research Manager di SpecialEurasia — “dimostra che la gestione degli ultimi due difficili anni è stata ampiamente apprezzata nonostante le sanzioni e la crisi con il mondo Occidentale. Addirittura — prosegue il Research Manager — il Presidente russo è riuscito a convertire in voti le posizioni degli indecisi, proprio a seguito dell’inizio del conflitto in Ucraina. Una dimostrazione di come la forte chiusura Occidentale nei confronti della Russia ha spinto una parte del popolo russo ad affidarsi maggiormente alla guida di Putin”.


Fonte foto di copertina: TocToc Sardegna | Matteo Meloni

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