• Lorenzo Perra

F1 | il mattino ha la Rossa in bocca, Leclerc domina in Australia




Charles Leclerc e la Ferrari vincono il GP d’Australia, una prova di forza pazzesca da parte del monegasco, partito in pole dopo il giro monstre del sabato in qualifica.


Partenza e tatticismi

Davanti partono tutti con le gomme medie. Allo spegnersi dei semafori staccano bene sia Leclerc che Verstappen, con il ferrarista che mantiene la testa della corsa alla prima curva. Dietro di loro staccata profonda di Hamilton che prende la terza posizione davanti a Pérez e al suo compagno di squadra Russell.

Sainz, dopo le diverse sfortune in qualifica, parte malissimo dalla nona piazza con le hard e al 2° giro finisce nella ghiaia ed è costretto al ritiro: un week-end decisamente da dimenticare per lo spagnolo. Entra la Safety Car in pista, il gruppo si compatta ma al rientro dell'auto ai box Leclerc allunga subito portando Verstappen fuori dalla zona DRS. Al 9° giro Pérez passa Hamilton e sale virtualmente sul podio, ma resta distante dal duo di testa. Nei giri successivi, Verstappen inizia a lamentare del graining sull’anteriore sinistra, iniziando così a perdere circa un secondo al giro. Al diciannovesimo giro si ferma il campione del mondo in carica, che rientra nel traffico in settima posizione a circa mezzo minuto da Leclerc. Nel frattempo, si rinnova la sfida tra Hamilton e Pérez. Il duello rallenta i due che scendono a circa venti secondi di distacco dal leader della corsa (il tempo esatto per un pit-stop tranquillo). Il pilota messicano si ferma ai box per la sosta, una scelta che consente alla Ferrari di potersi fermare a sua volta e rientrare in pista mantenendo la posizione giusto per qualche decimo di secondo su un Russell non ancora fermatosi.


Sorprese

Il primo colpo di scena lo regala - al giro dopo le soste - Sebastian Vettel – all’esordio stagionale dopo lo stop obbligato per Covid nelle prime due gare. Il pilota tedesco va a sbattere contro le barriere provocando la seconda Safety Car di giornata. Russell sfrutta subito il jolly, si ferma e rientra in pista in terza posizione dietro a Leclerc e Verstappen, ma davanti ad Alonso (senza pit), Pérez ed Hamilton. Alla ripartenza Leclerc rischia di perdere la posizione su Verstappen ma riesce a chiudere nuovamente alla Curva 1 in testa e ad allungare nuovamente sull’olandese.

La seconda sorpresa porta invece la firma proprio del campione del mondo in carica, che al giro numero 40 è costretto a parcheggiare la sua RB18 a bordo pista per un problema alla macchina, forse ancora una volta al motore. Un ritiro che è l’esempio delle fragilità del nuovo reparto motori Red Bull, con la scuderia al secondo ritiro in tre gare.

Da questo momento in poi la gara non ha ulteriori scossoni se non nelle posizioni di rincalzo.


Allo sventolare della bandiera a scacchi, la Ferrari conquista la propria seconda vittoria stagionale con Leclerc, che fa segnare il giro veloce proprio nell’ultimo giro, davanti all’unica Red Bull superstite di Pèrez (staccato di venti secondi) e George Russell con Mercedes, al suo primo “vero” podio in carriera. È Grand Chelem per il ferrarista, che dopo la pole fa suoi giro veloce e gara, rimanendo in testa dal primo all’ultimo tornante.

Dietro nell’ordine vanno a punti: Hamilton, le ritrovate McLaren di Norris e Ricciardo, Ocon, Bottas, Gasly e Albon, quest’ultimo autore di una piccola grande impresa perché gira con le gomme dure per 57 dei 58 giri facendo il pit solo all’ultimo giro e ottenendo un punticino per la Williams.

In classifica balzo in avanti da canguro per Leclerc che si porta a 71 punti, secondo Russell a 37, l’altro ferrarista Sainz, nonostante il ritiro, mantiene la terza posizione nel Mondiale con 33 punti.

La scuderia di Maranello comanda anche in classifica costruttori con 104 punti, seguono Mercedes con 65 e Red Bull a quota 55.