• Giulio Ardenghi

Farmers League: la Ligue 1 è sottovalutata?



Chi segue il calcio, specialmente nel caso dei tifosi della Serie A o della Premier League, raramente ha una buona opinione del massimo campionato francese, chiamato Ligue 1. Spesso considerata una competizione scadente, la Ligue 1 si è vista affibbiare il nomignolo di “farmers league”, ovvero “lega di contadini”, come per suggerire che chi ci gioca lavora nei campi durante il giorno e va solo a fare delle partitelle amatoriali la sera.

Un altro fattore che influisce sulla percezione che le persone hanno di questo campionato è la tendenza dei giovani talenti che vi militano a salpare verso i campionati italiano, tedesco, inglese e spagnolo in cambio di maggiore notorietà e stipendi più alti.


In effetti, il coefficiente UEFA parla chiaro: la Ligue 1 è al quinto posto dopo i quattro sopra citati, il che è soprattutto dovuto alla relativa difficoltà delle squadre francesi a imporsi nelle competizioni europee. Ma ciò che fa discutere di più è la percepita mancanza di vera competizione nel campionato: il Paris Saint-Germain, giovane team sul quale le aziende governative qatariote hanno investito forti somme di denaro in modo da comprare giocatori di altissimo livello, manca di un avversario con cui possa competere ad armi pari in Francia. Anche il Paris ha spesso problemi nell’affrontare le sfide europee, e molti dicono che questo succede perché i parigini non sono abituati a giocare contro squadre forti e sono pertanto poco allenati per sfidare gli altri top team.

Certo, a ben vedere anche nella Serie A e nella Bundesliga le annate in cui la Juventus e il Bayern Monaco non vincono lo scudetto sono decisamente rare, ma se Inter e Napoli, o Borussia Dortmund e Lipsia possono almeno insidiare le squadre capolista di questi campionati, tutte le squadre di Ligue 1 sono a un livello nettamente inferiore a quello del Paris.


Viste tutte queste cose, il quadro sembra completo: il calcio ha molto di meglio da offrire, e, a meno che non vogliamo ridere di quanto siano scarse le difese delle squadre di Ligue 1, faremmo meglio a guardare altri campionati.

Tuttavia, le cose non stanno proprio così.


In primis, c’è da chiedersi se le lamentele sulla presunta inefficienza delle difese francesi non siano dovute più all’abitudine dei tifosi di Serie A di vedere squadre che si chiudono a catenaccio per lunghi tratti delle partite che agli effettivi problemi difensivi dei team di Ligue 1. Il fatto che il Paris Saint Germain abbia finito la Champions League 2019-2020 con la miglior difesa della competizione potrebbe essere un indizio a favore della prima ipotesi.


Inoltre, il fatto che una squadra sia decisamente superiore a tutte le altre non significa che il campionato non sia competitivo: Paris a parte, la Ligue 1 è molto equilibrata e ciò comporta che anche le squadre più forti non partano mai eccessivamente avvantaggiate, il che rende tutte le partite estremamente imprevedibili e appassionanti.


Lasciando da parte la stagione in corso, nella quale tutte le grandi squadre dell’Europa continentale sembrano avere grossi problemi, è comunque innegabile che le squadre di Ligue 1 stiano pian piano muovendo i primi passi verso i grandi palcoscenici: dopo aver eliminato Juventus e Manchester City nella scorsa edizione di Champions League, il Lione sta iniziando davvero a riscuotere il rispetto che merita anche tra i tifosi di altri campionati. Qualcosa di simile si può dire del Lilla (il Milan ne ha recentemente saputo qualcosa), una squadra con nomi non tanto famosi ma comunque molto completa e insidiosa. O ancora il Monaco, il quale, dai giocatori che ha e dai soldi che investe, può già essere considerato una squadra forte, anche se non è ancora del tutto in grado di gestire la potenza di fuoco di cui dispone. Il Paris è più forte, ma il gap si sta riducendo un po’. Visto anche che le migliori squadre di Ligue 1 stanno cercando ora di tenersi i loro giocatori più talentuosi (come Houssem Aouar del Lione e Jonathan Ikonè del Lilla) anziché cedere subito alle lucrative proposte che le big fanno ogni anno, si può dire che la mentalità stia pian piano cambiando: ora anche le squadre francesi iniziano a crederci.


Nulla di tutto questo toglie che le squadre degli altri top campionati europei siano oggettivamente più forti di quelle di Ligue 1, ma se le squadre francesi iniziano a pensare in grande senza vivere di sole plusvalenze, potremmo essere in procinto di vederne delle belle.


Fonte foto:

eurosport.it