• Alessandro Manno

Formiamo il futuro: si può tornare a investire sui giovani?


Uno dei mantra che ho sentito ripetere più spesso in questi anni è che l’Italia “Non sia un Paese per giovani”. A monte di questa idea ci stanno anni di politiche dove le nuove generazioni sono state penalizzate rispetto a chi nel nostro Paese era nato da più tempo in anni di vacche grasse.

Ora che le vacche non solo sono magre, ma sono state addirittura sterminate dalla carestia, viene da chiedersi se il trend di tagli alle politiche giovanili, all’istruzione, all’università e alla ricerca, possa essere invertito.

Nonostante alcuni deboli tentativi di invertire questa tendenza, il nostro Paese non riesce a mettersi al passo del restante continente europeo per quanto riguarda l’investire sul futuro e sui giovani. Una degli effetti più emblematici della mancanza di fiducia verso le nuove generazioni è la presenza di una classe dirigente molto vecchia e, a parte sporadici casi che fanno notizia proprio per la loro eccezionalità, è difficile vedere un “Millennials” in ruoli istituzionali o di responsabilità in Italia. Ed è ancora più difficile che un ragazzo o una ragazza di un ceto medio-basso possa accedere a quelle poche opportunità di formazione, visti i costi molto alti di Master e corsi vari a tema.

La classe dirigente non si crea dal nulla, ma come tutte le cose ha bisogno di essere formata e per fare questo servono due cose molto semplici: volontà e investimenti.

Questa premessa mi è necessaria per comprendere il mio stato d’animo quando, tramite la mia Università, venni a sapere dell’esistenza della Scuola di Politiche.

Cosa è la Scuola di Politiche? In buona parte è la risposta alle lamentele e constatazioni che ho fatto nelle righe precedenti.


È una scuola di formazione, creata nel 2015 da Enrico Letta, ex Presidente del Consiglio e ora docente universitario, per dare l’opportunità ai giovani dai 18 ai 30 anni di ricevere una formazione totalmente gratuita nel campo politico, economico e sociale. Per formare, o almeno darne l’opportunità, a tutti i giovani che un giorno potranno diventare classe dirigente.

La cosa che più mi ha colpito era il fatto che la Scuola non fosse legata a un partito ma desse l’opportunità a tutti a prescindere dalle proprie idee di confrontarsi e mettersi in gioco in questa nuova realtà.

Inoltre, la formazione di SdP avviene non solo a livello nazionale, con la il corso annuale che si tiene a Roma, ma anche sui territori, tramite i corsi Impact in modo da offrire una preparazione da poter spendere in prima istanza nel luogo in cui si vive e si è cresciuti.

Grazie a questa esperienza ho scoperto tante cose riguardo il mondo delle istituzioni, dell’impresa, grazie soprattutto ai racconti e alle testimonianze di persone che concretamente ogni giorno lavoravano in quei settori. Dirigenti d’azienda, consiglieri regionali, docenti universitari che portavano avanti ricerche legati allo sviluppo del territorio, in un luogo come la Sardegna dove è difficile fare impresa e dove amministrare anche il più piccolo condominio può sembrare impossibile e in grado di scoraggiare anche i più volenterosi.

Nonostante l’epidemia di Covid-19 SdP ha continuato la sua opera di formazione tramite webinar gratuiti tramite Zoom nel quale chi avesse piacere poteva continuare ad approfondire la propria formazione, tramite incontri con Ministri come Francesco Boccia, Peppe Provenzano e Paola De Micheli; economisti come Carlo Cottarelli o giornalisti come Lucio Caracciolo.

Una possibilità enorme durante un periodo storico difficile data a ragazzi come me, ma come tanti altri che mai avrebbero pensato di poter ascoltare e confrontarsi con personalità di questo calibro.

Sarebbe superfluo elencare cosa mi ha dato la Scuola di Politiche, le opportunità che vivere questa esperienza dà, posso soltanto consigliare a chiunque ami la politica e le istituzioni, e abbia voglia di mettersi in gioco, di registrare la propria richiesta di iscrizioni sul sito www.scuoladipolitiche.eu e cercare di essere tra i 40 ragazzi selezionati per il corso. Tranquilli, avete ancora tempo sino al 10 Gennaio per iscrivervi.

Perché provarci, direte voi? Perché una volta che viene offerta l’opportunità di investire sul proprio futuro e si trova chi crede davvero nelle giovani generazioni, non tenere conto della proposta sarebbe davvero una follia.

Non siete gli unici a credere in voi, formate il vostro futuro.