• Davide Casula

I narcos sfidano lo stato colombiano



Ancora una volta la Colombia si ritrova sotto lo scacco dei cartelli.

Il Clan del Golfo, una delle organizzazioni più potenti del Paese, ha dichiarato il paro armado in seguito all’estradizione di Dario Antonio Usuga, noto come Otoniel, avvenuta il 4 maggio scorso. Per quattro giorni la popolazione locale ha convissuto con il terrore di diventare oggetto della ritorsione dei narcos contro il Governo.

Lo sciopero armato è la classica mossa utilizzata dai cartelli colombiani che dinanzi ad una possibile minaccia nei loro confronti, come l’uccisione o l’arresto di uno dei boss o la possibile estradizione (come in questo caso), attuano una vera e propria strategia del terrore. Il metodo consiste nel minacciare i civili e le stesse autorità, bloccare i collegamenti delle varie città, incendiare alcuni mezzi ed attaccare con violenza coloro che non si piegano al loro volere.


La scalata di Otoniel

Insieme al fratello Juan de Dios, Otoniel entrò a far parte dell’ELP (Ejército Popular de Liberación). Dopo che tale organizzazione accettò un processo di smobilitazione, nel 1991 entrambi passarono nelle file del gruppo paramilitare di estrema destra ACCU (Autodefensas Campesinas de Córdoba y Urabá). Quest’ultimo venne fondato dai fratelli Castaño, gli stessi che alcuni anni prima formarono il clan de Los Pepes, noto per aver instaurato una sanguinosa guerra contro Pablo Escobar.

La morte di Fidel Castaño, avvenuta nel 1994, fu un grande colpo tanto che gli Usuga decisero di unirsi all’AUC (Autodefensas Unidas de Colombia) altra forza che riuniva paramilitari di destra ed alcuni dei più importanti cartelli colombiani.


Otoniel e il fratello ben presto strinsero un forte legame con Daniel Rendon Herrera, uno dei capi dell’organizzazione, e nel momento in cui AUC accolse l’invito da parte delle autorità colombiane a smobilitarsi, i tre decisero di dar vita al Clan del Golfo. Quest’ultimo, noto anche come AGC (Autodefensas Gaitanistas de Colombia) o Los Urabeños, in brevissimo tempo riuscì ad espandersi ed avere una forte influenza nel Paese.

L’arresto di Herrera nel 2009 e la morte di Juan de Dios nel 2012 portarono Usuga alla guida del cartello, ritrovandosi così a dirigere uno dei gruppi più potenti dell’intera Colombia.


L’arresto

A partire dal 2016 il Governo colombiano diede il via all’Operazione Agamennone con l’intento di sgominare il clan. I risultati, almeno inizialmente, si rivelarono infelici. L’anno seguente invece le forze di polizia riuscirono ad infliggere un duro colpo all'organizzazione, con l’arresto di numerosi membri.

Nel 2017 il leader dei Los Urabeños diede la propria disponibilità a giungere ad un accordo con la giustizia; la risposta del Governo fu lo schieramento di 1.000 soldati pronti a dargli la caccia. [1]

La sua stessa famiglia cadde nelle mani della polizia, con l’arresto del fratello Carlos Mario Usuga nell’agosto 2019 e della sorella Nini Johana Usuga nel marzo 2021.


Considerato uno dei più pericolosi criminali, Otoniel è stato arrestato il 23 ottobre 2021 a Necocli nel nordovest del Paese, vicino al confine con Panama, durante l’Operazione Osiris. Quest’ultima ha visto, secondo il ministro della Difesa Diego Molano, il dispiegamento di più di 500 membri delle forze speciali colombiane e 22 elicotteri. [2] Il tutto è stato reso possibile anche grazie al supporto tecnologico americano ed inglese.

Su Otoniel pesava una taglia di 5 mln di dollari offerta dagli USA in cambio di informazioni utili e la sua cattura è stata celebrata come una gran vittoria da parte del presidente colombiano Ivan Duque che ha paragonato l'arresto a quello di Escobar.


La deposizione di Usuga dinanzi al JEP (Jurisdicción Especial para la Paz), creata nel 2016 a seguito dell’accordo tra governo nazionale e Farc-EP per ricostruire i crimini commessi prima del 1 dicembre 2016 durante il conflitto armato, ha riportato in superfice il losco legame tra esercito e forze paramilitari nella gestione del narcotraffico. Inoltre, l’imputato ha dichiarato l’esistenza di forti legami tra il clan e alcune componenti dell'esercito colombiano, affermando come alcuni dei suoi uomini, in combutta con i soldati, parteciparono all'omicidio di civili senza alcun legame con la guerriglia al fine di riscuotere ricompense dallo Stato, poiché, dopo essere stati uccisi, questi venivano vestiti da combattenti. [3] Conosciuto come “Escandalo de los falsos positivos”, le azioni provocarono la morte di migliaia di persone.


La posizione del narcotrafficante, dopo le dichiarazioni rese, è diventata di dominio pubblico. Da una parte l’opposizione e le famiglie delle vittime hanno spinto affinché l’ex leader del Clan del Golfo rimanesse in Colombia, in modo tale da poter verificare le sue parole. Dall’altra invece numerose erano le pressioni esterne che spingevano per una possibile estradizione, visto che già nel 2015 gli Usa avevano presentato due richieste: la prima il 10 luglio mentre la seconda il 23 ottobre.

Nonostante il tentativo da parte del Consiglio di Stato di sospendere provvisoriamente l’estradizione per studiare un ricorso presentato dai parenti delle vittime, il 4 maggio 2022 Usuga è stato estradato negli USA e comparirà a giugno dinanzi al Tribunale di New York per rispondere alle accuse di crimini legati al narcotraffico. Il Presidente Duque ha dichiarato: “A tutti gli esponenti del Clan del Golfo voglio dire che o si sottomettono alle autorità o subiranno la stessa sorte di 'Otoniel". [4]


L’estradizione sancisce la caduta dell’ex capo degli AGC in quanto, se fosse rimasto in Colombia, avrebbe comunque trovato il modo di dirigere la propria rete, come già avvenuto in passato con Escobar, mentre la detenzione negli Stati Uniti ha un solo significato: la fine dei giochi.


La reazione del Clan del Golfo

Le parole del presidente non sono passate inosservate agli occhi del cartello che, il giorno successivo al trasferimento di Usuga, ha diramato uno sciopero armato della durata di quattro giorni. Serrande abbassate, strade semideserte, veicoli in fiamme e violente uccisioni hanno fatto da cornice a queste giornate nel Nord del Paese.

Il governo colombiano si è mobilitato con l’invio delle forze di polizia. Inoltre, ha emanato un bilancio di tale intervento. Secondo il Ministero sono 180 i membri del Clan del Golfo catturati, neutralizzati e assicurati alla giustizia, con 19.729 soldati delle forze militari schierate, oltre a sorvoli, incursioni, pattuglie, scorte di polizia e mobilitazione alimentare. [5]


Data le imminenti elezioni presidenziali, che si terranno il 29 maggio, la questione è stata trattata in campagna elettorale da alcuni candidati come Sergio Fajardo, che ha aspramente criticato l’operato del presidente Duque nella gestione della sicurezza.

Come stabilito nella prima dichiarazione, domenica 10 maggio il Clan del Golfo attraverso un nuovo comunicato ha dichiarato la fine dello sciopero, dopo aver messo a ferro e fuoco gran parte del territorio colombiano.

Secondo Cerac, una ONG esperta nell'analisi dei conflitti, un'attività così intensa da parte di questo gruppo non si registrava da marzo 2016. [6]

La risposta da parte del cartello è stata l’ennesima dimostrazione del potere di cui godono tali organizzazioni, capaci in pochissimo tempo di bloccare letteralmente una parte del Paese, sottoponendo alla propria volontà la popolazione e non solo. Una prova di forza con un chiaro messaggio diretto alle istituzioni colombiane come a voler dire "voi qua non avete autorità". Tale sfida di certo non frenerà lo Stato che continuerà a dare la caccia ai narcos.


Fonti: [1] Redazione, Colombia, catturato narcotrafficante "Otoniel". Duque: "Paragonabile ad arresto Escobar", Skytg24, 24 ottobre 2021, https://tg24.sky.it/mondo/ [2] Redazione, Colombia, catturato il narcotrafficante Otoniel. Il presidente Duque: "Paragonabile solo all'arresto di Escobar", la Repubblica, 24 ottobre 2021, https://www.repubblica.it/esteri/2021/10/24/news/ [3] J.D. Quesada, Un cártel paraliza parte de Colombia en plena campaña, El Pais, 9 maggio 2022, https://elpais.com/america-colombia/ [4] Redazione, Colombia, il boss narcos Antonio Usuga detto 'Otoniel' è stato estradato negli Usa, Skytg24, 5 maggio 2022, https://tg24.sky.it/mondo/ [5] C. Serrano, Paro armado en Colombia: 5 claves para entender las acciones violentas con las que el Clan del Golfo paralizó parte de Colombia, BBC News Mundo, 9 maggio 2022, https://www.bbc.com/mundo/ [6] Y. Ruiz, El Clan del Golfo y las dos Colombias, El Pais, 11 maggio 2022, https://elpais.com/america-colombia/


Fonte copertina: BBC News mundo