• Lorenzo Pucci

Il lungo inverno è alle porte: tra la controffensiva ucraina e le annessioni annunciate da Putin


Da una parte la reazione ucraina, dall’altra la nuova prova di forza di Vladimir Putin. Nelle ultime settimane di settembre si è assistito a una serie di sviluppi nella guerra in Ucraina che hanno portato il presidente della Federazione Russa Vladimir Putin a fare un discorso alla nazione che ha aperto a diversi scenari.


Negli Oblast di Kharkiv, Kherson e Donetsk in questi giorni le prospettive dei due schieramenti sono diametralmente opposte. Una situazione che dimostra quanto questo conflitto rimanga imprevedibile


La controffensiva ucraina

È dal 4 settembre che le truppe ucraine stanno avanzando su più direzioni nelle zone meridionali occupate dai soldati russi.

Grazie a una brillante strategia comunicativa ucraina, le forze russe si sono trovate costrette a dover spostare il grosso delle proprie truppe nella regione di Kherson, lasciando così scoperta e a corto di personale militare tutta l’area di Kharkiv. [1]


Una mossa che ha portato a un collasso della linea difensiva e a una ritirata delle forze russe dalla regione e al recupero di migliaia di chilometri quadrati di territorio da parte delle truppe di Kiev.

Diversi analisti hanno definito questa ritirata come disorganizzata a causa del gran numero di mezzi ed equipaggiamento abbandonati sul campo, ma per il ministero della difesa russo si è trattato di una “riorganizzazione programmata” volta a difendere la regione del Donbass e di Kherson. [2]


Il discorso alla nazione

I comunicati della Federazione Russa sullo stato delle truppe e del fronte sono serviti a poco di fronte a un’avanzata così repentina che è continuata, anche se con un ritmo più lento, anche in questi ultimi giorni di settembre.

Le operazioni militari ucraine hanno colto di sorpresa non solo i generali russi impegnati in Ucraina, ma tutto lo stato maggiore di Mosca.


Ed è anche per questo che il Presidente Vladimir Putin ha deciso di parlare alla nazione il 21 settembre scorso: obiettivo, quello di preservare l’ordine interno in un momento di crisi tra i propri confini. Davanti ai microfoni Putin ha annunciato le due ricette scelte dal governo per vincere la guerra: la mobilitazione parziale e i referendum di annessione delle zone occupate. [3]


La mobilitazione

I riservisti russi destinati all’Ucraina, stando alle fonti ufficiali, dovrebbero essere 300.000. Si tratta di una percentuale ristretta rispetto alla totalità della categoria, che conta oltre 25.000.000 di persone. [4]

Tuttavia, non si sa quando questi militari arriveranno al fronte. Alexander Lord, analista militare esperto di Eurasia, ha dichiarato alla CNN che “l’esercito russo non è equipaggiato per armare e schierare 300.000 riservisti”. [5] Va inoltre aggiunto che le pesanti difficoltà logistiche e le dure sanzioni economiche potrebbero rallentare ulteriormente il dispiegamento di queste truppe.


Oltre alla questione logistica poi c’è anche un consenso popolare che sembra essere colato a picco. Tante le manifestazioni di dissenso alla mobilitazione registrate nei grandi centri urbani, unitesi a una probabilità che il numero di cittadini che hanno lasciato il paese dopo il 21 settembre sia superiore rispetto al numero di soldati della Federazione Russa impegnati al fronte. [6]


I referendum

Luhansk, Donetsk, Kherson e Zhaporizha tra venerdì 23 e martedì 27 settembre hanno visto lo svolgimento dei “Referendum di Annessione”, nei quali la popolazione locale si è espressa, con percentuali altissime, in favore dell’annessione dei territori alla Federazione Russa. [7]


Nella giornata di venerdì 30, l’annessione è diventata effettiva per i territori che, come la Crimea, per diritto sono parte del territorio ucraino visto il mancato riconoscimento internazionale del voto svoltosi sotto il controllo militare della Federazione Russa. Quasi un paradosso, dato che buona parte di questi territori non sono sotto il controllo totale di Mosca, come dimostrato dall’accerchiamento dei soldati ucraini di diverse decine di chilometri dei territori appartenenti alla città di Lyman, nell’Oblast di Donetsk. [8]

Aree, come dichiarato dal portavoce del Cremlino Peskov, diventate parte integrante del territorio russo. Resta però tuttora illeggibile quella che potrebbe essere la reazione di Mosca qualora l’avanzamento delle forze di Kyiv continuasse. [9]


La tensione internazionale cresce

A complicare il quadro c’è anche un contesto internazionale sempre più complesso.


La dilatazione dei combattimenti, che rischiano di durare fino alla prossima primavera, e le sanzioni occidentali stanno indebolendo fortemente la posizione russa all’estero. Una situazione che lascia campo aperto alla Cina in paesi come il Kazakistan, come accaduto durante la visita del presidente Xi lo scorso 14 settembre. [10]


Le ostilità tra le parti in campo rimangono però la questione più preoccupante. Dopo la firma di Putin sui trattati di annessione delle regioni ucraine, il presidente dell’Ucraina Zelensky, con un post dal suo profilo Facebook, ha confermato la richiesta formale di adesione alla NATO. [11] Una domanda chiara che desidera una risposta decisa e ufficiale dall’Alleanza Atlantica.


Lo stato di tensione tra Occidente e Russia continua a crescere e sembra che i pochi passi fatti in avanti verso delle soluzioni diplomatiche, come accaduto con gli accordi firmati in Turchia per il grano, siano già stati cancellati.


Fonti:

[1] L. Pucci, La Controffensiva Ucraina, The Wise Magazine, 17 settembre 2022, https://www.thewisemagazine.it/

[2] A. Applebaum, It’s time to prepare for a Ukranian victory, The Atlantic, 11 settembre 2022, https://www.theatlantic.com/

[3] Redazione, Putin ha annunciato una mobilitazione parziale in Russia, Il Post, 21 settembre 2022, https://www.ilpost.it/

[4] Redazione, Russia, chi sono, quanti sono e quanto guadagnano i riservisti, Rai News, 22 settembre 2022, https://www.rainews.it/articoli/

[5] B. Lendon, Putin can call up all the troops he wants, but Russia can’t train or support them, CNN, 22 settembre 2022

[6] Redazione, Ucraina, russi in fuga più numerosi di quelli al fronte, Adnkronos, 29 settembre 2022, https://www.adnkronos.com/

[7] L. Miele, Referendum, verso la vittoria schiacciante dell'annessione alla Russia, Avvenire, 28 settembre 2022, https://www.avvenire.it/

[8] Redazione, Ucraina, esercito verso Lyman: svolta nel Donetsk, lo scenario, Adnkronos, 30 settembre 2022, https://www.adnkronos.com/

[9] Redazione, L’ultima minaccia del Cremlino: «Liberemo il Donetsk fino ai confini del 2014. Irresponsabile chi parla di escalation nucleare», Open, 30 settembre 2020, https://www.open.online/

[10] A. Walton, Il Kazakistan è diventato fondamentale per la politica estera cinese, Linkiesta, 19 settembre 2022, https://www.linkiesta.it/

[11] Volodomyr Zelenskiy, Facebook https://www.facebook.com/zelenskiy