• Francesco Podda

Il passato incerto che ritorna


Il Segretario Generale delle Nazioni Unite Antonio Guterres


"Let’s dance in style, let’s dance for a while; heaven can wait, we are only watching the sky". Così i primi versi di una canzone capace di entrare in testa a chiunque e ispirare artisti come Jay-Z nel crearne remake veri e propri: Forever Young, degli Alphaville. A dispetto del suo citare l’eterna giovinezza, questa canzone nasconde un significato oscuro di non semplice interpretazione e che stiamo rivivendo da qualche anno a questa parte, e ancora di più nelle ultime settimane.


A chiarire questo senso oscuro sta il verso successivo: "Hoping for the best but expecting the worst, are you gonna drop the bomb or not?". "Speriamo nel meglio ma ci aspettiamo il peggio, avete intenzione di lanciare la bomba o no?". Di bomba – naturalmente – s’intende quella nucleare e di peggio s’intende la fine della razza umana, quella che dipende dalle mani dell’uomo stesso.


Risuonano come un’eco agli occhi dei più informati le parole pronunciate nei giorni scorsi dal Segretario Generale dell’ONU, Antonio Guterres: "La prospettiva di un conflitto nucleare, una volta considerata impensabile, è tornata nel regno delle possibilità". Dichiarazioni che mettono i brividi a tutti, ma a noi giovani forse ancora più, visto che negli aeroporti internazionali abbiamo conosciuto i voli per Mosca e non i missili puntati contro la capitale russa. La Storia, evidentemente, fa marcia indietro.


"Let us die young or let us live forever, we don’t have the power but we never say never". Versi che parlano da sé. Che parlano di un’impotenza – la nostra – che sta tutta nella consapevolezza di non avere tutto il potere di decidere il nostro destino: né se morire giovani o se vivere per sempre.


Tempi incerti che tornano, e col loro ritorno fanno fioccare sentimenti che sinceramente non ci mancavano. Sentimenti che tornano nella storia dell’Umanità. Sentimenti che tutti ci auguriamo rimangano semplici emozioni. Ma al di là dell’augurio, ne avremmo di certo fatto a meno.


Quanto espresso in questo articolo è basato sulle opinioni dell'articolista che non necessariamente riflettono la linea editoriale di TocToc Sardegna