• Giulio Ardenghi

Il punto sulla Transnistra: intervista a Human Safari


Abbiamo già avuto modo di parlare della Transnistria e di interrogarci sulla sua rilevanza nel conflitto in Ucraina di questo periodo. [1] Rivisitiamo l’argomento, anche in vista dei recenti sviluppi proprio in questa regione e lo facciamo con un ospite d’eccezione: lo YouTuber viaggiatore Nicolò Balini, in arte Human Safari. Nicolò ha gentilmente accettato di rispondere alle nostre domande sul suo recente viaggio proprio in Transnistria.


1. Sei un fotografo e uno YouTuber, e sei stato descritto anche come “viaggiatore professionista”. Ti andrebbe di dire due parole su chi sei e quello che fai?


Mi chiamo Nicolò Balini, sono un imprenditore del settore travel; mi occupo della social media company Human Safari su vari social creando contenuti relativi ai miei viaggi. Ho un seguito su YouTube e su Instagram che mi permette di lavorare con diversi sponsor e tante aziende, anche molto grandi. Ho aperto un tour operator con i miei soci che si chiama sivola.it; ci occupiamo di viaggi organizzati, editoria e altri settori.

2. Il primo video che hai pubblicato su YouTube nel 2022 racconta della tua esperienza in Transnistria.[2] Potresti dirci le tue impressioni generali su questo Paese e le differenze che hai trovato con il resto d’Europa e la Moldavia in particolare?


È un viaggio che ho fatto l’anno scorso. Innanzitutto, non è proprio un Paese, è un’area della Moldavia che si è autoproclamata indipendente. Però anche lì bisogna capire se si sia veramente proclamata indipendente o se la Russia abbia fatto in modo che si autoproclamasse parte della Russia. La bandiera ha ancora la falce e il martello, il clima che si respira non è molto sereno.


3. Sono giorni complicati per la Transnistria. Ci sono stati attentati a edifici pubblici e si vocifera che la Russia abbia piani per invadere anche queste zone. Come pensi che potrebbe svilupparsi la vicenda? I transnistriani hanno qualcosa da temere, o sarebbero piuttosto galvanizzati all’idea di entrare a far parte della Russia?


Non voglio entrare troppo nel merito di dinamiche relative alla guerra e all’invasione russa perché non ne sapremo mai abbastanza, o perlomeno io sicuramente non ne saprò abbastanza per esprimere un parere preciso. Non mi sembrava che le persone (almeno quelle che ho incontrato io) morissero dalla voglia di entrare a far parte della Russia perché, fondamentalmente, sono già parte della Russia e hanno già un sacco di limitazioni e di problemi. Ho incontrato dei russi che erano lì per un matrimonio e ci hanno detto “welcome to Russia”, ma le altre persone che abbiamo visto non sembravano particolarmente felici. Anche perché stanno in un posto dove ci sono problemi con internet, le carte di credito non vanno ed è un macello. È molto diverso dal resto della Moldavia, sembra parecchio una zona di guerra, almeno quando sono andato io.


4. Durante la tua visita in Transnistria le persone in generale sembravano piuttosto allegre, ma avete anche fatto la conoscenza di un signore che vi ha messo in guardia sulla scarsa libertà di stampa e sulla forte propaganda. In questi giorni alcuni transnistriani stanno postando video su TikTok nei quali mostrano di avere una vita felice, anche per smentire i discorsi di Zelensky. Pensi che le due cose possano essere legate in qualche modo?


Quando abbiamo incontrato quel signore, molte persone hanno detto che probabilmente era un pazzo, poi con lo scoppio della guerra tanti hanno cambiato parere. Io personalmente ho visto un sacco di mezzi militari, ho visto tantissimi soldati russi. Parlavano tutti russo, anche all’ingresso del Paese è stato molto complesso passare la frontiera. Sinceramente non ho visto i video su TikTok, ma le persone che ho incontrato là non ti davano l’idea di fare chissà che vita. Sembrava un posto veramente fermo all’Unione Sovietica.


5. Molti giovani lasciano la Transnistria in cerca di un futuro migliore. Quali mete prediligono generalmente? Hai notato qualche risorsa particolare su cui questa regione potrebbe fare affidamento per migliorare la sua economia e contrastare questo fenomeno di emigrazione?


È vero che molti giovani vogliono lasciare la Transnistria. Due ragazzi mi parlavano di emigrare in Germania. Sinceramente non ho notato nessuna risorsa, sembrava veramente una zona di guerra dimenticata da Dio.


6. Siete dovuti passare attraverso controlli molto serrati prima di poter entrare in Transnistria. Com’era la situazione una volta dentro? Avete visto una forte presenza delle forze di polizia o militari?


La prima cosa che ho visto una volta entrato in Transnistria è stata una Lada Niva con un mitragliatore montato sopra. Fate voi. Polizia non ne ho visto, militari tanti. L’unico posto un po’ più tranquillo era il supermercato dello Sheriff Tiraspol’. Comunque io sono stato solo a Tiraspol’, non ho girato tutta la Transnistria.


7. Avete avuto modo di dare un’occhiata ai giornali? Come si informano le persone di questa regione?


Non ho visto neanche un’edicola, ora che ci penso. Bella domanda, perché l’accesso a internet non è facilissimo e non hanno neanche le carte di credito. Insomma sono tagliati un po’ fuori dal mondo Occidentale. Sinceramente non ho avuto una bella impressione della Transnistria. Lì per lì sembrava un posto pittoresco in cui andare, un posto in cui il tempo si era fermato all’Unione Sovietica, ma con l’invasione russa forse gli sviluppi non saranno molto felici.

Fonti:

[1] Giulio Ardenghi, Alla scoperta della Transnistria, TocToc Sardegna, 26 marzo 2022, https://www.toctocsardegna.org [2] Nicolò Balini, TRANSNISTRIA - viaggio in Unione Sovietica, YouTube, 3 gennaio 2022, https://www.youtube.com/watch?v=ARdVAvz2JSk


Fonte copertina: YouTube