• Davide Casula

Israele e Libano: storico patto su confine marittimo e gas


“Un accordo storico”. Così è stata definita dalla gran parte degli attori internazionali l’intesa siglata il 27 ottobre 2022 tra Israele e il Libano. Dopo anni di negoziati andati a vuoto, i due Paesi sono giunti, sotto l’egida degli Stati Uniti, ad un compromesso finale che stabilisce di fatto la nuova linea di demarcazione marittima e la conseguente spartizione dei giacimenti di gas a largo delle coste libanesi e israeliane. Dato il contesto storico odierno, il patto potrebbe rappresentare una svolta non solo a livello regionale ma anche europeo, con l’UE che studia nuove vie per poter ottenere più gas (vedasi l’accordo siglato nel giugno 2022 con l’Egitto e con lo stesso Israele).


La contesa

Oltre alle ragioni storiche e culturali che da anni pongono queste nazioni in contrapposizione, a partire dagli anni 2000 è entrato in gioco un nuovo fattore: il gas. Tra il 2009 e 2010 al largo della costa israeliana sono stati scoperti due nuovi giacimenti, denominati rispettivamente Tamar e Leviathan, contraddistinti da un’ottima rendita.

Il Libano in più occasioni ha reclamato una nuova divisione delle acque marittime rivolgendosi più volte alle Nazioni Unite. Le contestazioni dei vertici libanesi riguardavano un’area di circa 860 km2 compresa fra le due zone economiche esclusive dei rispettivi Paesi. [1]

La zona in questione si riferisce al tratto che va dalla linea 1 alla linea 23. [2]

Per anni si è vissuta una situazione di stallo, ma a partire dal 2010 gli Stati Uniti, in qualità di mediatori di questa delicata controversia, nominarono il diplomatico statunitense Frederic Hof "conciliatore". Hof propose inizialmente una soluzione nel tentativo di accontentare entrambi gli attori, proponendo il 55% dell’area al Libano e il restante 45% ad Israele.

L' offerta non fu però accettata dal Libano a causa dei malumori interni, in particolar modo di Hezbollah. Per questo motivo le trattative si conclusero in un nulla di fatto.


Nuovi negoziati

Nell’ottobre 2020 però sono nuovamente ripresi i contatti tra le parti, con il Libano che ha inizialmente alzato la posta in gioco richiedendo un ulteriore allargamento della propria zona (linea 29) comprendente il giacimento Karish, scoperto nel 2013 lungo la costa israeliana. Richieste fermamente rifiutate da Israele, che ha così chiuso a qualsiasi ambizione del Paese dei cedri.


La scoperta nell’area libanese di un nuovo possibile giacimento denominato Qana, avvenuta all’inizio del 2021, ha reso ancor più complicata la questione, vista la posizione rientrante, anche se in piccola parte, nella zona israeliana della fonte energetica. Il Presidente Usa Joe Biden, a ottobre dello stesso anno, ha dato però una scossa ai negoziati con la nomina di un nuovo mediatore: Amos Hochstein, consigliere nazionale della sicurezza energetica americana, nato in Israele e con un trascorso nell’esercito. La prima mossa di Hochstein è stata quella di respingere le richieste libanesi riguardo il Karish, escludendolo dunque dal tavolo delle trattative.


Nel giugno 2022 Israele ha aperto all'idea di dare inizio ai lavori nel giacimento Qana. Propositi che hanno scatenato una dura reazione del Libano; la situazione è sembrata poter precipitare nel momento in cui Hezbollah ha minacciato un possibile attacco verso le strutture di estrazione israeliane. In tal senso nella giornata del 2 luglio sono infatti stati intercettati due droni disarmati, verosimilmente in esplorazione e diretti verso il giacimento.

Date le costanti minacce e la possibilità di una escalation militare, il 31 luglio, durante un incontro a Beirut tra il Presidente libanese Michel Aoun e Hochstein, il primo ha avanzato una nuova proposta, rinunciando di fatto alle pretese riguardo il Karish e chiedendo però a sua volta il controllo del giacimento Qana.


Il cambio di registro attuato dal Libano si può considerare a tutti gli effetti il punto di svolta delle trattative e base per i successivi negoziati.

L’11 ottobre 2022 i due Paesi hanno annunciato di aver formalmente accettato la proposta statunitense e nei giorni successivi il Governo israeliano guidato da Yair Lapid e il Presidente Aoun hanno approvato le condizioni pattuite. Il 27 ottobre i due leader hanno firmato separatamente una parte dei documenti, mentre la restante è stata scambiata il giorno stesso dalle rispettive delegazioni presso la base ONU di Naqura, in Libano.

L’accordo prevede: il riconoscimento del nuovo confine marittimo basato più o meno sulla linea 23; il totale sfruttamento da parte del Libano del giacimento Qana; una percentuale dei futuri proventi ricavati da quest’ultimo spettanti di diritto ad Israele; ed infine il riconoscimento degli Stati Uniti quale punto di riferimento nel caso di nuove dispute circa l’accordo.


Sì al compromesso, ma nessuna normalizzazione

L’intesa è stata accolta con grande entusiasmo dal Premier Yair Lapid, che così ha parlato ai membri dell'allora Governo: “Questo è un successo politico. Non tutti i giorni uno Stato nemico riconosce Israele, con un accordo scritto, di fronte alla comunità internazionale''. [3]

In funzione delle elezioni politiche del 1 novembre 2022 tale mossa poteva essere una grande mano da giocare al tavolo politico, ma non ha pagato. Il rivale ed ex primo ministro Benjamin Netanyahu è riuscito ad avere la meglio e ad aggiudicarsi la vittoria. Quest’ultimo, durante la campagna elettorale ha dichiarato a più riprese di non vedere di buon occhio l’intesa tra i due Paesi. Una opinione che potrebbe rendere vano il lungo e tortuoso percorso che ha portato alla sottoscrizione dell’accordo.


Nonostante questo, la vittoria di Netanyahu non ha intaccato, almeno per il momento, l’intesa raggiunta. Lo stesso Primo Ministro libanese Najib Miqati ha dichiarato: “Non abbiamo paura di un cambiamento nelle autorità in Israele. Che vinca Netanyahu o qualcun altro, nessuno può ostacolare questo accordo". [4] Parole arrivate sulla base delle rassicurazioni degli USA circa il mantenimento degli accordi presi da parte di Israele nonostante un possibile cambio di guardia ostile.

Il leader di Hezbollah, Hasan Nasrallah, ha definito invece una grande vittoria del Libano la firma dell’accordo col “nemico” israeliano per la spartizione delle risorse energetiche annunciando la fine della mobilitazione militare “straordinaria” avviata nei mesi scorsi per esercitare pressione negoziale su Israele. [5]


Nonostante questo avvenimento di portata storica potesse rappresentare una svolta nelle relazioni tra i Paesi, le parti hanno escluso fermamente qualsiasi forma di normalizzazione dei rapporti. Una realtà che si può evincere anche dal fatto che durante le firme avvenute a Naqura le due delegazioni non si siano incontrate e siano rimaste in due stanze differenti. Lo stesso Libano ha tenuto a chiarire che l'accordo non sarà la base di un possibile miglioramento delle relazioni.


Dopo svariati tentativi si è giunti forse al capitolo finale della disputa. I due Paesi sono stati spinti da motivazioni differenti: Israele avrà un nuovo giacimento da sfruttare e potrà consolidare la propria posizione nel Mediterraneo come principale fornitore di gas e inoltre ha scongiurato un possibile attacco di Hezbollah; il Libano nei prossimi anni avrà, grazie al giacimento Qana, delle maggiori entrate che in qualche modo potranno in parte risollevare il Paese dei cedri da una forte crisi economica, in un momento in cui il Parlamento libanese non è stato ancora in grado eleggere il successore del Presidente Aoun, giunto alla scadenza del proprio mandato il 31 ottobre.


Ora non resta che attendere i successivi sviluppi interni per poter constatare l’evoluzione dell'accordo e soprattutto vedere se la controparte israeliana con la vittoria di Netanyahu rispetterà gli accordi presi.

Fonti: [1] M. Serra, Israele-Libano: un accordo storico, ISPI, 28 ottobre 2022, https://www.ispionline.it/it/

[2] Redazione, Lebanon, Israel reach ‘historic agreement’ on maritime borders, Aljazeera, 11 ottobre 2022, https://www.aljazeera.com/news/

[3] Redazione, Lapid, "con accordo Libano riconosce Israele", ANSA, 27 ottobre 2022, https://www.ansa.it/sito/notizie/topnews/

[4] Redazione, Libano: Miqati, accordo con Israele tiene se Netanyahu premier, ANSA, 2 novembre 2022, https://www.ansa.it/sito/notizie/mondo/

[5] Redazione, Spartizione gas, accordo Libano-Israele. Hezbollah esulta: una grande vittoria, il sole 24 ore, 27 ottobre 2022, https://www.ilsole24ore.com/


Fonte immagine di copertina: Ansamed