• Giulio Ardenghi

L’eco antisemita


Chi frequenta i social o i forum su internet potrà essersi imbattuto in post che si riferiscono a persone specifiche mettendo il loro nome fra tre parentesi tonde. Questo fenomeno è generalmente chiamato (((eco))) e serve per far capire ai propri interlocutori online che ci si sta riferendo a persone ebree.


Secondo Jonathan Greenblatt, CEO della Anti-Defamation League, un’organizzazione che si occupa di monitorare i fenomeni di antisemitismo, “il simbolo dell’eco è l’equivalente online del disegnare graffiti antisemiti sulle pareti di un edificio o del deridere verbalmente qualcuno”. [1]

L’origine dell’uso delle triple parentesi viene fatta risalire al podcast The Daily Shoah, operante in seno al sito web alt-right [2] e complottista The Right Stuff; la sua quasi immediata popolarità tra gli utenti della rete che si ispirano, sia in modo serio che sarcastico, alle ideologie di estrema destra, è dovuta al fatto che i motori di ricerca raramente tengono conto dei segni di punteggiatura, perciò è più difficile venire rintracciati e accusati di incitamento all’odio.


Proprio come le scritte e i simboli antisemiti disegnati sui muri delle case delle persone ebree, anche l’eco ha la funzione di segnalare personalità più o meno famose, presumibilmente di origine ebraica, di modo che suprematisti bianchi e antisemiti in generale possano scatenarsi contro di loro. Sarebbe tuttavia un errore pensare che le triple parentesi siano solo un mezzo come un altro per mettere una “bandiera rossa” su queste persone, poiché esse portano anche un significato simbolico: secondo alcuni, la parentesi più interna rappresenta il tentativo degli ebrei di sovvertire la famiglia e le società tradizionali occidentali, la parentesi nel mezzo la sostituzione etnica e la caduta del patriottismo e degli stati nazione (si pensi, ad esempio, al cosiddetto "Piano Kalergi"), e infine la parentesi più esterna rappresenta il Nuovo Ordine Mondiale e la dominazione giudaica globale.


Naturalmente, le risposte a questo fenomeno non si sono fatte attendere, ed è per questo che diverse persone, di origine ebraica o no, hanno volontariamente deciso di mettere il proprio username su Twitter in mezzo a tre parentesi, in modo da dimostrare agli antisemiti che non li temono e che non hanno paura di appropriarsi dei loro simboli e di metterli alla berlina.


Se l’uso delle triple parentesi rimane comunque abbastanza confinato alle subculture online legate al mondo dell’alt-right, quindi a un mondo che raramente si manifesta in toto a chi non lo va specificamente a cercare, l’antisemitismo e le teorie relative a un fantomatico complotto ebraico mondiale non sono per nulla una novità e, soprattutto, sono molto più visibili, visto che nei social non è infrequente vedere contenuti di questo tipo condivise da persone senza alcun legame formale con partiti o ideologie di estrema destra. È pertanto molto importante prendere familiarità con queste teorie e questi simboli per evitare di caderne preda e di considerare delle intere etnie e culture come nemiche.


Fonti e note:

[1] Nota dell’Anti Defamation League del 6 giugno 2016, intitolata ADL to Add (((Echo))) Symbol, Used by Anti-Semites on Twitter, to Online Hate Symbols Database, https://www.adl.org/news/press-releases/adl-to-add-echo-symbol-used-by-anti-semites-on-twitter-to-online-hate-symbols [2] L’alt-right è una contrazione di alternative right, ovvero “destra alternativa” e rappresenta una vasta gamma di movimenti di destra insoddisfatti del conservatorismo tradizionale americano in materie come il supporto per Israele. Tra le sue fila si trovano neo-nazisti, neo-monarchici, suprematisti bianchi e molti altri. I gruppi e le ideologie alt-right si sviluppano prettamente online.


Fonte copertina: The New York Times