• Lorenzo Pucci

La diplomazia immune: il vaccino come strumento diplomatico


“And we’ve launching an ambitious new joint partnership that is going to boost vaccine manufacturing, and — for the global benefit — and strengthen vaccinations to benefit the entire Indo-Pacific.” [1]


Con queste parole il presidente degli Stati Uniti Joe Biden ha annunciato, durante il vertice del Quadrilateral Security Dialogue (QUAD), la nascita di un piano coordinato con Australia, India e Giappone, con lo scopo di aumentare la produzione e la distribuzione di vaccini contro il Covid in Asia. Questa decisione è stata da subito inquadrata come parte della strategia americana volta a contrastare la diffusione del vaccino cinese nel mondo, che, stando al portavoce del ministero degli affari esteri cinese Wang Wenbin, in questo momento è stato fornito a ben 53 paesi. [2]


Questa dichiarazione dimostra che durante il periodo pandemico anche il mondo della diplomazia internazionale si è evoluto e ha trovato un terreno di scontro nella “Diplomazia del Vaccino”. Le superpotenze mondiali come Cina, India, Russia e Stati Uniti stanno usando il vaccino come arma diplomatica per accrescere la loro influenza sugli altri paesi. Un esempio è quello dell’India dove giornalmente si producono 2,5 milioni di dosi del vaccino Astrazeneca, un numero che il sistema sanitario indiano non riesce a consumare con le somministrazioni giornaliere e ciò di fatto permette all’India di poter usare le eccedenze in vario modo. Come è stato raccontato ne “Il Post”, a febbraio del 2021 l’India ha iniziato a donare a Myanmar, Nepal e Pakistan diverse dosi di vaccino. Ha suscitato parecchio interesse questa lista di paesi, tra i quali spicca il Nepal visti i precedenti degli ultimi mesi che hanno visto il governo nepalese molto più vicino alla sfera d’influenza cinese. Negli ultimi mesi, infatti, non solo c’è stato un distacco tra India e Nepal, ma è cresciuta notevolmente la sinergia tra Pechino e la coalizione comunista che sino allo scorso dicembre governava in Nepal visti i progressi della cooperazione con Pechino nell’ambito dell’iniziativa della nuova via della seta (Belt and Road Initiative). [3] Questo dono ha fatto si che ci fossero le basi per un incontro distensivo tra il governo nepalese e quello indiano durante il quale sono state promesse un milione di dosi in dono. [4]


Anche l’Europa è stata in parte terreno di scontro in questa nuova lotta dei vaccini. In Ungheria, infatti, il primo ministro Viktor Orban ha dichiarato pubblicamente che il suo vaccino preferito fosse quello prodotto dalla Sinopharma e annunciava in radio che ne avrebbe ordinato un milione di dosi nonostante il vaccino cinese non abbia ancora ricevuto il via libera dall’EMA (European Medical Agency). Questa notizia arriva qualche settimana dopo l’annuncio della futura apertura di una sede dell’università Fudan di Shangai a Budapest nel 2024. Tutta questa serie di mosse ha provocato una frattura tra istituzioni europee e Ungheria che già per la sua situazione pregressa non gode di un ottimo rapporto viste le vicende avvenute durante l’ultimo anno. [5]


In ambito diplomatico, questa tipologia di comportamenti viene ricondotta nella sfera del “soft power”. Il termine soft power fu coniato dal politologo statunitense J. Nye per descrivere le azioni che garantivano il consenso con la persuasione e non con la coercizione. [6] Solitamente quando si parla di soft power di una nazione, ci si riferisce ad alcuni aspetti come la cultura o la politica estera. Nel corso degli ultimi anni però, come sostiene Elwood, è giusto considerare come espressione di soft power anche elementi come il progresso tecnologico di una nazione. [7]


Le aziende farmaceutiche sono riuscite a produrre un vaccino in tempi rapidissimi e stanno garantendo alle superpotenze che hanno investito massicciamente nella ricerca e sviluppo quello che ormai non è più solo la chiave che permetterà di contrastare in modo efficace la diffusione del COVID-19, ma anche un potentissimo strumento diplomatico.


Fonti:

[1] Remarks by President Biden, Prime Minister Modi of India, Prime Minister Morrison of Australia, and Prime Minister Suga of Japan in the Virtual Quad Leaders Summit, 21 marzo 2021, https://www.whitehouse.gov [2] Cina accelera produzione ed export del vaccino verso i Paesi poveri, AGI, 23 febbraio 2021, https://www.agi.it/estero/news/2021-02-23/vaccino-cina-accelera-produzione-verso-paesi-poveri-11517766/ [3] C’è una crisi politica in Nepal, e non è importante solo per il Nepal, il Post, 21 dicembre 2020, https://www.ilpost.it/2020/12/21/nepal-cina-india-crisi-governo/ [4] La diplomazia fatta coi vaccini, il Post, 13 febbraio 2021,

https://www.ilpost.it/2021/02/13/diplomazia-vaccini-coronavirus-cina-india-russia/ [5] Lorenzo Pucci, Recovery Fund bloccato: che succede a Bruxelles, Toc Toc Sardegna, 28 novembre 2020, https://www.toctocsardegna.org/post/recovery-fund-bloccato-che-succede-a-bruxelles [6] Soft power, Enciclopedia Treccani Online,

https://www.treccani.it/enciclopedia/soft-power_%28Lessico-del-XXI-Secolo%29/ [7] David W. Ellwood, La geopolitica dei vaccini, il Mulino, 2 marzo 2021,

https://www.rivistailmulino.it/news/newsitem/index/Item/News:NEWS_ITEM:5552