• Silvia D'Andrea

La scatola del tempo – “Un contenitore della memoria”


La Costa Smeralda, situata nella zona Nord Est della Sardegna, è un’area estremamente rinomata per il turismo estivo, in particolar modo per le caratteristiche spiagge granitiche e per lo splendido mare.

La Costa Smeralda è però parte di un’area molto più ampia, la Gallura, la cui storia millenaria viene raccontata nella “Scatola del tempo”, il museo più piccolo d’Italia - come leggiamo nell’insegna.

La Scatola del tempo, che fa parte della categoria dei micro-musei, nasce ufficialmente nel 2014 su iniziativa di un cittadino di Arzachena, Mario Sotgiu, grande appassionato della storia del suo paese, che ha voluto valorizzare la ricchezza della storia dell’entroterra attraverso questo “contenitore della memoria”: è così che definisce il museo nel corso di un’intervista. Tuttavia, la dedizione e la costruzione che hanno preceduto l’apertura del museo hanno una storia molto più lunga, riconducibile al forte interesse per la cartografia antica del suo fondatore.


Il museo è allestito in un edificio di fine ‘800 nel Corso del paese, a pochi passi da Piazza Risorgimento, centro di Arzachena. Si tratta di una stanza di appena 24 metri quadri che ospitava un negozio di articoli ortofrutticoli e che nonostante le assai modeste dimensioni racchiude ben 6000 anni di storia.

La storia del paese, e più in generale della Gallura, è raccontata attraverso un’ampia gamma di foto, antiche mappe, carte nautiche, utensili ed in particolare attraverso dei pannelli esplicativi, elementi che documentano le varie epoche della zona, dalla preistoria, all’età del Bronzo, all’età nuragica.

Risalgono, infatti, al periodo del neolitico i primi insediamenti nel luogo; essi si condensano attorno alla zona di “Lu Monti Incappiddatu” ovvero il “Fungo” caratteristica roccia granitica, situata sulla parte alta del paese - anch’essa meta turistica di Arzachena - zona nota fin dall’epoca romana e medievale. Le prime tracce del patrimonio archeologico del circondario arzachenese si devono, peraltro, alle ricerche scientifiche e agli scavi di Michele Ruzittu, maestro elementare e benemerito cittadino di Arzachena anche lui appassionato della storia del luogo.

Un pezzo della storia di Arzachena si ritrova addirittura in “Sketch of the present state of the island of Sardinia” un libro conservato alla Britsh Library all’interno del quale ritroviamo il racconto del Capitano William Harry Smith del 1824, un resoconto di viaggio in cui si parla anche del paese, del suo popolo, delle feste e dei balli tradizionali.

Non manca, naturalmente, una sezione speciale dedicata alla storia della nascita e dell’evoluzione della Costa Smeralda, fin dall’arrivo di Karīm al-Husaynī, Āgā Khān IV, il cui impatto sulla storia dell’area è largamente noto: dalla “scoperta” o piuttosto dal riconoscimento della bellezza naturale delle coste di Monti di Mola, nome gallurese che includeva tutta la zona dei terreni dove oggi sorge la Costa Smeralda, fino alla costruzione dell’“impero” turistico che ancora oggi attrae moltissimi visitatori.


La Scatola del tempo nasce come espressione della passione della popolazione per la propria storia, come scritto nella descrizione che è possibile leggere sulla pagina Facebook dedicata al museo, veicolo per la storia e la cultura della zona:

Una antica casetta del centro storico di Arzachena è diventata da alcuni anni, grazie alla comune passione di alcuni amici, un piacevole luogo di narrazione della storia del territorio. Un luogo speciale dove perdersi...e ritrovarsi!”

Il museo è stato creato per la comunità ed è affidato alle cure della comunità, ed in particolare all’associazione culturale “La scatola del tempo” che gestisce il funzionamento e la vita stessa del museo. Tutto ciò avviene su base totalmente volontaria; il museo trova infatti il proprio sostentamento nei contributi di benefattori e visitatori, che solo fra il 2014 e il 2019 sono stati quasi 16.000 (si veda il grafico della figura 1).

Figura 1- Totale visitatori museo "La Scatola del tempo" fra il 2014 e il 2019.


Il libro messo a disposizione per raccogliere le impressioni, le firme e le riflessioni dei visitatori ha inoltre mostrato che la provenienza di questi ultimi sia stata distribuita su un’ampia scala geografica.


È così che un progetto di tutela e soprattutto valorizzazione della cultura e della storia di una comunità è divenuto un polo di attrazione per i giovani arzachenesi, per la collettività e naturalmente per i turisti desiderosi di conoscere la storia dell’entroterra gallurese.

L’importanza della Scatola del tempo per il paese e i suoi abitanti si inserisce e si lega, inoltre, ad una cornice più ampia; negli ultimi anni l’associazione ha infatti organizzato numerose mostre ed eventi finalizzati al racconto e alla promozione della storia e della cultura locale.


La Scatola del tempo è in tal senso un esempio di sviluppo locale, uno strumento che ha permesso una crescita del paese in termini di frequentazione, anche turistica - grazie all’introduzione di un’attrazione nuova - e soprattutto in termini di consapevolezza, perché questo piccolo museo contribuisce a rispondere ad una grande domanda, ovvero cosa sia Arzachena e chi siano gli arzachenesi.


La Scatola del tempo è dunque un piccolo ma prezioso scrigno temporale che racchiude tanti frammenti - più o meno lunghi - i luoghi e la cultura storica di Arzachena, un faro, per così dire, per muovere qualche passo verso la comprensione dell’identità del paese.


Fonte figura 1: La Scatola del tempo, pagina Facebook

Foto in copertina: Ingresso del museo (Foto di Silvia D'Andrea)