• Alessio Arriu

La scuola nel deserto



Verso metà gennaio e inizio febbraio di ogni anno inizia l’orientamento di tutti i gradi di formazione fino all’università.

Vi sono casi in cui l’offerta formativa non risulta funzionale al territorio dove si studia; in parole povere dopo il diploma/laurea lo studente è obbligato ad abbandonare il proprio territorio perché non offre sbocchi lavorativi attinenti alla sua formazione. È il caso dell’Istituto Tecnico Michelangelo Buonarroti di Guspini che negli anni ha investito nella formazione aggiungendo nuovi corsi, l’ultimo dei quali è stato quello della moda. [1] Oltre ad esso offre una formazione nell’ambito della meccanica e dell’elettronica, senza dimenticare i corsi storici dei geometri, delle commerciali e del corso di informatica.

Il problema in tutto ciò risiede nel fatto che lo studente, uscito dall’Istituto nel territorio del Medio Campidano, non troverà sbocchi lavorativi affini al suo corso di studi e a quel punto o si adatta alle offerte lavorative che offre il territorio, che si basano prevalentemente sul settore della ristorazione e sul settore agricolo, o è costretto ad abbandonare direttamente l’isola per trasferirsi al Nord Italia, terreno fertile per questi lavori. La situazione si aggrava se nello specifico lo studente vive nell’ex bacino minerario, territorio orfano dell’industria del XX secolo ed economicamente carente nei settori sopracitati.


La colpa di chi è? In questo caso non è certo da attribuire al Buonarroti che anzi cerca attraverso i suoi corsi di sviluppare una nuova realtà concreta nel Sud Sardegna che versa da decenni in una perenne crisi lavorativa. Secondo uno studio della Cgia di Mestre, il Sud Sardegna ha il primato italiano di abbandono scolastico, al 22.5%, capofila insieme alla provincia di Oristano, e presenta uno spopolamento dei centri urbani che incrementa ogni anno. [2]


Vi è quindi un tentativo dell’apparato scolastico di invertire la rotta per pianificare un futuro migliore per le generazioni che verranno; senza il supporto della componente politica tutto ciò si complica. Verrebbe da chiedersi più che altro per quale motivo queste scuole non vengano supportate dalla politica regionale che pare remi contro questa innovazione, tendendo a conservare uno status quo che è tutt’altro che radioso. Un parallelismo applicabile in questo contesto potrebbe essere quello del concetto delle “cattedrali nel deserto” che fa riferimento agli investimenti industriali in territori non funzionali a quel tipo di economia come le industrie della piana di Ottana [3], come appunto l’istituto tecnico di cui stiamo parlando, perché forma giovani sardi/e in un territorio che purtroppo ha poco a che fare con le realtà studiate in quella scuola, quindi con una prospettiva di lavoro lontana dalla Sardegna.

Fonti:

[1] La Gazzetta del Medio Campidano.it, Guspini, istituto Buonarroti, una nuova possibilità per il futuro: Sistema Moda, 16 gennaio 2021,

https://www.lagazzettadelmediocampidano.it/guspini-istituto-buonarroti-una-nuova-possibilita-per-il-futuro-sistema-moda/ [2] L'Unione Sarda.it, Sardegna prima per abbandono scolastico, 11 gennaio 2020 https://www.google.com/url?client=internal-element-cse&cx=011800267142481853543:ewclq2wfyec&q=https://www.unionesarda.it/articolo/cultura/2020/01/11/scuola-sardegna-prima-per-abbandono-scolastico-8-974104.html&sa=U&ved=2ahUKEwjpxY2cmM7uAhWO_aQKHeC4BGMQFjAAegQIBhAC&usg=AOvVaw07Ad3rAJQ1GvIvO3eCzt2x [3] La Nuova Sardegna, Cinquant'anni di sogni e chimere, l'abbaglio della grande industria, 16 maggio 2020 https://www.lanuovasardegna.it/nuoro/cronaca/2020/05/15/news/cinquant-anni-di-sogni-e-chimere-l-abbaglio-della-grande-industria-1.38850727

Foto in copertina: Istituto Michelangelo Buonarroti, Guspini

https://www.lagazzettadelmediocampidano.it/guspini-buonarroti-una-porta-aperta-verso-il-fut uro/