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  • Francesco Serra

La via dell’acqua: emergono nuove tracce dell’acquedotto romano di Cagliari


Riemerge la storia antica di Cagliari. A seguito dei lavori per innestare la linea della metro all’interno della stazione del capoluogo di piazza Matteotti, è stato rinvenuto un tratto dell’antico acquedotto romano della città. [1] Nonostante gli studiosi si aspettassero che qualcosa tornasse alla luce da quel cantiere, essendo vicinissimo all’antico foro romano che doveva trovarsi in corrispondenza dell'odierna Piazza del Carmine, dunque una zona ad altissimo rischio archeologico, questa scoperta rimane comunque una notizia assai notevole, poiché aggiunge un importante tassello alla ricostruzione di questa infrastruttura. [2]


Infatti, è probabile che il tratto rinvenuto di recente fosse proprio la terminazione dell’acquedotto, con tanto di strutture monumentali aggiuntive, almeno stando alle ipotesi di alcuni, sebbene al momento sia ancora presto per affermarlo. Purtroppo, pare che parte dei resti relazionati all’acquedotto (e non solo) risulti sotto gli attuali edifici della stazione, pertanto, in futuro sarà possibile svolgere ulteriori indagini entro un certo limite.


Ma quale era il percorso di questo acquedotto in epoca antica?

In realtà, allo stato attuale siamo in possesso di pochi elementi concreti indicanti il suo tragitto, a causa soprattutto dei processi di urbanizzazione moderni e dei continui sviluppi dei terreni agricoli che ne hanno gradualmente cancellato le tracce. Tuttavia, sulla base di quei pochi elementi è stato comunque possibile ipotizzare un itinerario attendibile.


Cantiere per la realizzazione della metro alla stazione dei treni di Cagliari, presso cui sono stati rinvenuti i resti dell’acquedotto romano [3]

Innanzitutto, va precisato che gli acquedotti in epoca romana erano costruzioni piuttosto complesse sul piano ingegneristico, che dovevano adattarsi a svariate condizioni paesaggistiche, come la distanza fra un centro abitato e la sorgente d’acqua più vicina, l’altimetria e la pendenza dei rilievi. Perciò, a seconda del contesto di passaggio potevano essere subaerei, come gli iconici tratti con le arcate rialzate, o sotterranei, cercando in ogni caso di sfruttare l’orografia del territorio per portare l’acqua non solo nelle zone urbane ma anche laddove servisse per determinate attività produttive. Inoltre, la loro costruzione era spesso finanziata da facoltosi esponenti politici con fini propagandistici, dunque governatori locali, senatori o imperatori stessi, al fine di assicurarsi il consenso e l’ammirazione della popolazione che beneficiava di tali opere pubbliche. [4]


Anche l’acquedotto di Cagliari rientrava in quest’ottica, tanto che fu necessario avviare la sua opera di realizzazione forse già nel corso del I secolo d.C., nel momento in cui la popolazione dentro e intorno alla città cominciava a registrare un aumento demografico.


Immagine schematizzata della costruzione di un acquedotto in epoca romana [5]


Ad oggi, gli archeologi sono abbastanza concordi nel ritenere che il punto di partenza dell’acquedotto che giungeva a Cagliari in epoca romana fosse a Villamassargia, presso la sorgente di Cabudaquas (il toponimo appare intuitivo, in quanto deriverebbe dalla locuzione latina caput aquarum). [6] Da qui si avviava verso est ricalcando verosimilmente un tracciato parallelo all’attuale S.S. 130, come suggeriscono alcune tracce intermedie fra Domusnovas e Siliqua, per poi curvare a sud-est in prossimità di Decimomannu, e costeggiando gli odierni centri di Assemini ed Elmas. In quest’ultima zona, precisamente nella località di Sa Serra, vicino all’Istituto Agrario, fu individuato un ampio tratto sotterraneo dell’acquedotto ben conservato, con alcuni pozzi di accesso e la copertura a doppio spiovente ancora integra. [7]

Superato l’agro di Elmas, l’acquedotto sarebbe entrato nell’area urbana di Cagliari passando attraverso il colle Tuvixeddu, [8] dove rimangono ancora resti di cisterne e di un possibile castellum aquae, una struttura funzionale alla decantazione e allo smistamento delle acque. L'infrastruttura doveva poi proseguire lungo viale Trento, in prossimità della cosiddetta Villa di Tigellio, per giungere finalmente all’area oggi occupata dalla stazione ferroviaria, proprio dove recentemente è stata rinvenuta una sua porzione terminale.


Tratto sotterraneo dell’acquedotto romano a Elmas [9]

Nonostante quest’ultima scoperta nel cantiere della metro possa apparire come un intralcio ai lavori pubblici o una seccatura sul piano burocratico, come viene fatto intendere in alcuni giornali, dato che i progetti originari sarebbero da rivedere e riadattare (proprio per evitare ciò sarebbe il caso di compiere maggiori interventi di archeologia preventiva presso luoghi di una certa storicità), essa ha in ogni caso rimesso in luce un’importante testimonianza dell’antica Cagliari che deve essere tutelata. [10]

Monumenti come questo ci aiutano a comprendere non solo l’evoluzione di una città ma anche il rapporto di continuità, o di rottura, che certe strutture e quartieri del passato hanno avuto con gli abitanti delle epoche successive. Perciò, ci si augura che la ricerca storica possa il più possibile procedere in armonia con l’andamento dei cantieri urbani nelle zone ad alto rischio archeologico, senza intralci reciproci.


Fonti:

[1] Redazione, Un acquedotto romano nel cantiere della metro di Cagliari, ANSA Sardegna, 1 marzo 2023, https://www.ansa.it/sardegna/notizie/

[2] Per una sintesi sulla storia e l’evoluzione della città di Cagliari in epoca antica, si rimanda alla lettura del nostro articolo KRLY: le origini di Cagliari fra mito e archeologia, accedendo al link https://www.toctocsardegna.org/post/

[3] L’Unione Sarda, foto di G. Ungari

[4] E. Cruccas, Le vie dell’acqua, in R. Carboni, A. M. Corda, M. Giuman (eds.), Il tempo dei Romani. La Sardegna dal III secolo a.C. al V secolo d.C., Ilisso Edizioni, Nuoro, 2021, p. 114

[5] Sardegna, Virtual Archaelogy, virtualarchaeology.sardegnacultura.it/

[6] Cruccas, 2021, p. 14

[7] D. Salvi, L’acquedotto romano di Cagliari e il suo percorso sotterraneo nel territorio di Elmas (Sardegna Meridionale), in Atti del Convegno: Il carsismo e la ricerca speleologica in Sardegna, Cagliari 23/25 novembre 2001, Anthéo 6, 2002, pp. 349-362

[8] A. Stiglitz, Urbanistica di una necropoli: il caso di Tuvixeddu-Tuvumannu a Cagliari (Sardegna), in ArcheoArte, 3, 2014, pp. 128, 132

[10] M. Ruffi, Metropolitana di Cagliari, stop ai lavori: in piazza Matteotti spunta un acquedotto romano, L’Unione Sarda, 28 febbraio 2023 (aggiornato), https://www.unionesarda.it/news-sardegna/cagliari/



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