• Francesco Serra

Le meraviglie dal fango: la scoperta dei bronzi di San Casciano dei Bagni


Di recente è stata resa pubblica dal Ministero della Cultura [1] la notizia dell’eccezionale ritrovamento di 24 statue bronzee presso il sito di San Casciano dei Bagni in provincia di Siena.


Si tratta di un santuario etrusco-romano indagato archeologicamente a partire dal 2019 dall’Università per Stranieri di Siena.

Il sito negli ultimi mesi ha restituito importantissimi reperti, riemersi fra l’altro da una condizione di lavoro di certo non facile per gli archeologi, ma che allo stesso tempo ha permesso una buona conservazione dei manufatti. Essi erano infatti sommersi da fango e acqua proveniente dalla sorgente termale su cui si innesta lo stesso santuario. Grazie a tale situazione è stato dunque possibile recuperare più di 20 statue in bronzo, oltre a tanti altri oggetti votivi tra cui 5 mila monete fra oro e argento, dalle caratteristiche facilmente identificabili, tanto che in diversi bronzi risultano ben leggibili iscrizioni etrusche e latine apposte dai dedicanti. [2]

Busti bronzei con iscrizioni etrusche da San Casciano dei Bagni (Fonte: Ministero della Cultura)

La scoperta archeologica in questione è talmente importante ed eccezionale che lo stesso Direttore Generale dei musei del MiC Massimo Osanna l’ha accostata al ritrovamento dei Bronzi di Riace, per quanto quest’ultimo caso riguardi un contesto piuttosto differente per cronologia e condizioni di giacitura. Al di là di ciò, non è affatto errato ribadire la particolarità della scoperta presso San Casciano dei Bagni, poiché grazie ai reperti qui rinvenuti è possibile ricostruire in modo molto più dettagliato e completo la lunga vita del santuario. Infatti, il sito doveva trattarsi di un santuario taumaturgico, dotato di vasche e piscine con acqua riscaldata, presso cui dovevano recarsi numerosi fedeli per cercare qualche forma di guarigione o più semplice sollievo, e il loro passaggio veniva testimoniato dalla donazione di ex voto, per lo più sotto forma di statue dalle dimensioni contenute e di parti anatomiche realizzate in metallo. Le 24 statue bronzee, raffiguranti differenti personaggi tra cui Apollo, Igea, Efebo [3] e individui verosimilmente esistiti, erano appunto oggetti votivi che dovevano coronare la grande vasca del santuario, depositate sul fondo della stessa in maniera graduale nel corso dei secoli, secondo rituali di deposizione ben precisi, probabilmente per sancire eventi o scandire determinate fasi di vita del santuario. [4]

Statuetta bronzea riemergente dal fango (Fonte: Ministero della Cultura)

L’attività del santuario fu piuttosto lunga, andando dal III secolo a.C. fino al IV d.C. e chiudendo ufficialmente nel V d.C., fortunatamente senza subire sensibili atti di distruzione o di smantellamento nelle epoche successive.

I manufatti rinvenuti, databili in gran parte fra il II secolo a.C. e il I d.C., mostrano come la cultura etrusca e quella latina coesistessero qui in armonia sotto l’egida religiosa, nonostante i primi secoli di vita del santuario fossero contemporanei a un periodo turbolento dal punto di vista sociale e politico per Roma, la quale, nella sua fase medio e tardo repubblicana, era impegnata non solo nelle varie guerre contro le altre civiltà dentro e fuori dalla Penisola, ma anche, e soprattutto, nell’assestamento dei delicati rapporti con i differenti gruppi etnici soggiogati dai Romani e che ricadevano nei loro territori, fra cui gli stessi Etruschi. [5]


Al di là dell’importanza della scoperta archeologica in sé, la missione di ricerca presso San Casciano dei Bagni appare anche come un buon esempio di conservazione e valorizzazione di ciò che viene recuperato dagli scavi. È stato infatti approvato l’acquisto di un palazzo cinquecentesco nell’odierno borgo di San Casciano che, una volta predisposto secondo i giusti criteri museali e terminato il restauro dei reperti, sarà destinato a custodire ed esporre i pezzi provenienti dal santuario, per il quale, a sua volta, è previsto un progetto di trasformazione in parco archeologico fruibile.


Fonti: [1] Ufficio Stampa e Comunicazione MiC, Archeologia, nuove straordinarie statue in bronzo scoperte al santuario di San Casciano dei Bagni, https://cultura.gov.it/bronziscasciano

[2] G. Ronchi, Rinvenute a San Casciano dei Bagni oltre 20 statue etrusche: eccezionale scoperta archeologica, Artribune, 8 novembre 2022, https://www.artribune.com/arti-visive/archeologia-arte-antica/

[3] Nell’Antica Grecia veniva definito “efebo” (ἔφηβος, éphebos) il giovane adolescente

[4] Redazione, Toscana, scoperte 24 statue di bronzo nel santuario romano di San Casciano dei Bagni, Finestre sull’Arte. Arte antica e contemporanea, 08 novembre 2022, https://www.finestresullarte.info/archeologia/

[5] Per approfondire il tema della storia sociale di Roma in epoca repubblicana si consiglia la lettura di G. Alföldy, Storia sociale dell’antica Roma, (Römische Sozialgeschichte, Steiner, Wiesbaden, 1975, traduzione di A. Zambrini), il Mulino, Bologna, 2011, pp. 38-55, 59-78


Fonte immagine copertina: ANSA