• Alessio Arriu

MARRA, IL DISCO, LE POLEMICHE


Marra

Nuovo album, nuova evoluzione di Marracash. Fabio Rizzo, classe 1979, al suo settimo disco è ormai un artista affermato; il suo suono è riconoscibile e ben definito, è un insieme di tutte le versioni di Marracash che abbiamo visto dal suo esordio ad oggi. Si sente il Marracash di Popolare [1], sporco e aggressivo e con quel legame alla sua strada a cui tanto è affezionato e legato; il Marracash di Bastavano le Briciole [2], una malinconica versione del Marracash sopra descritto, dove l’affetto verso la strada e la sua storia prevalgono sulla sua aggressività; il Marracash di In Radio [3], che non disdegna le alte classifiche ed appunto le canzoni “da radio”, perché anche grazie a queste tracce si è fatto un nome nel mercato mainstream.


Tutte queste versioni sono accomunate da una “cerniera” ideologica, un concetto che trapela in ogni suo disco: l’ambiente dove lui è nato e cresciuto rimarrà sempre più veritiero e leale di tutti gli altri. La povertà e la vita popolare per Marra assumono un significato fondamentale nei suoi testi, facendosi difensore delle istanze del suo gruppo sociale; nonostante egli sia ormai benestante per lui i suoi vecchi pari verranno sempre prima di chiunque altro. Questi concetti si possono evincere dalla traccia dell’album precedente POCO DI BUONO - il fegato [4] dove, ipotizzando un mondo in cui il potere costituito è decaduto, si sarebbe creato uno stato di anarchia dove gli oppressi avrebbero finalmente ottenuto il proprio riscatto sociale. La musica italiana ha quindi ora un artista affermato e pienamente consapevole dei propri mezzi, un vero e proprio cantautore.


Il disco

L’album inizia in maniera aggressiva con LORO [5], sulla falsariga del precedente album con BODY PARTS - i denti; per intenderci, invece che bussare alla porta, Fabio Rizzo da due album a questa parte la sfonda per mettere subito le cose in chiaro. Come precedentemente detto emerge subito l’odio verso il potere:


“Ho capito come era la vita a dieci anni

Quando traslocavo casa assieme agli scarafaggi

Da Giuliani, Cucchi, dalla Diaz ed Aldrovandi

Preferiscono spezzarci che recuperarci”


Da LORO si passa a PAGLIACCIO [6], una critica al rapper italiano medio che punta ad essere credibile soltanto attraverso l’aspetto estetico, trascurando di fatto quello artistico, che il più delle volte risulta assente. Dopo vi è un totale cambio di mood, dall'aggressività si passa alla caratteristica malinconia di Fabio in featuring con Guè Pequeno con LOVE: malinconia verso l'ambiente e gli amici con cui è cresciuto, un omaggio a ciò che gli sta più a cuore. [7]


Con IO [8] e CRAZY LOVE [9] si vede la parte più introspettiva dell’artista. Si pone domande sull’egoismo imperante della società in cui vive, chiedendosi se il suo vecchio io sarebbe d’accordo con il suo attuale stile di vita; con la seconda traccia invece annuncia praticamente la fine della sua relazione con la cantante Elodie. [10]


Con DUBBI [11] si passa al testo più struggente dell'album, duro e fragile, dove Marracash attraverso la sua analisi interiore analizza anche l’ascoltatore, si chiede se sia lui sbagliato, comparando la sua vita a quella degli altri e dei suoi cari che a differenza sua riescono a mantenere dei rapporti stabili, costruendo una famiglia, domandandosi infine se fosse meglio prima, quando viveva tra la gente normale senza soldi e senza nulla da perdere. Da DUBBI fino a NEMESI [12] tutti i testi e le tracce non sono altro che un'analisi introspettiva dell’artista sotto tutti i punti di vista: LAUREA AD HONOREM [13], dove dopo i dubbi che si è posto sulla sua vita nella traccia precedente si congratula con se stesso per essersi realizzato, nonostante tutti i drammi e gli ostacoli che ha vissuto; NOI [14] con ogni probabilità è il seguito della traccia Il nostro tempo [15], una dedica al suo vecchio amico della Barona, uno storytelling che si potrebbe leggere come la vita di Marracash se non avesse fatto successo, il tutto chiuso da una interpretazione finale di Fabri Fibra sul significato dell’album [16]; con GLI ALTRI (GIORNI STUPIDI) [17] e NEMESI l’umore risale al livello della prima traccia arrivando al culmine con CLIFFHANGER [18], facendo intendere che dopo l’analisi interiore delle tracce interne l’artista è uscito da questa fase e non ha più dubbi sulla sua persona. Se con LORO ha sfondato la porta per entrare, con CLIFFHANGER è uscito dall’appartamento facendolo saltare in aria. Con ogni probabilità quest’album sarà l’ennesimo masterpiece da incasellare nella carriera di Marra, costellata obiettivamente da soli successi.


Le polemiche

L’uscita dell’album è stata però contornata da un velo di polemiche riguardanti una traccia in particolare: COSPLAYER. [19]

La traccia in questione critica quella serie di persone influenti che portano avanti le lotte sociali soltanto quando queste possono tornare convenienti: è un chiaro riferimento a Federico Lucia, in arte Fedez, che durante quest’ultimo anno si è speso nella lotta per i diritti della comunità LGBTQ+, in particolare per l’approvazione del DDL Zan [20] che tutelava questa comunità dall’omotransfobia. [21] La critica in sé non è del tutto scorretta, anzi; Fedez in molte occasioni si è ben guardato dal prendere posizione in merito ad alcune problematiche nel nostro Paese, prima fra tutte lo sfruttamento dell’azienda Amazon - di cui lui è ambasciatore [22] - nei confronti dei propri dipendenti, costretti ad economizzare il tempo al punto di dover urinare in delle bottiglie per evitare di ritardare le consegne. [23]

Secondo quanto detto a Deejaytv [24] per Marracash è scorretto appropriarsi delle battaglie che non appartengono alla persona che le sta portando avanti; tuttavia attraverso le numerose dirette insieme alle figure politiche più rappresentative della battaglia del DDL Zan è palese che Fedez abbia dato una risonanza mediatica non indifferente al tema [25], nonostante egli magari abbia avuto un secondo fine.


In tutto questo si farebbe però un torto alla musica tutta se le uscite dei due artisti venissero oscurate dalla sola polemica, anche perché questo fa parte del gioco, in quanto nel genere di cui i due fanno parte si è sempre usata la polemica, il dissing, per creare “hype” sui lavori in uscita e in questi casi bisogna soltanto fare da spettatori, prendendo sì parte al dissing, ma allo stesso tempo apprezzando l’arte che ne scaturisce.


Fonti: [1] https://bit.ly/3lheuMD [2] https://spoti.fi/2ZdKysU [3] https://spoti.fi/3HFfO5o [4] https://spoti.fi/3qXIVL5 [5] https://spoti.fi/30FHztw [6] https://spoti.fi/3DH7Vd6 [7] https://spoti.fi/3kXPFVz [8] https://spoti.fi/30H4aq8 [9] https://spoti.fi/3rbQJt9 [10] https://bit.ly/3nBEzqW [11] https://spoti.fi/3oQKzeU [12] https://spoti.fi/32mXHB5 [13] https://spoti.fi/3DCFo8A [14] https://spoti.fi/3cyJYsF [15] https://spoti.fi/3Cy3QGN [16] https://spoti.fi/3oM43kP [17] https://spoti.fi/3HKmAXI [18] https://spoti.fi/3HAp2jn [19] https://spoti.fi/3oQgE6v [20] https://www.senato.it/service/PDF/PDFServer/DF/356433.pdf [21] https://www.instagram.com/p/COWDcGNIFlb/ [22] https://bit.ly/3nB54gc [23] https://bit.ly/3qYHz2S [24] https://www.instagram.com/reel/CWdp9eVFmo2/

[25] https://www.instagram.com/tv/CRCNHgeII9I/?hl=it


Foto copertina: Prima copertina dell'album "Noi, loro, gli altri" (Fonte: Rockol)

Figure: Seconda e terza copertina dell'album "Noi, loro, gli altri"

(Fonte: Genius)