• Barbara Alba

Navalny: lotta per la libertà


Da alcuni giorni, in più di 100 città della Russia sono iniziate le manifestazioni per ottenere la scarcerazione di Alexei Navalny, arrestato al suo ritorno dalla Germania dove è stato curato per l’avvelenamento da agente nervino, di cui egli ha ritenuto responsabile il Cremlino.

Da anni è oppositore politico di Putin, a capo del Partito Democratico- Progressista, e ha focalizzato l’attenzione sulla dilagante corruzione in cui imperversa il Paese.


Secondo la ONG Russa Ovd-info sono stati più di 5000 i dimostranti arrestati, tra cui 82 giornalisti, ai quali per ora è stato anche negato l’ingresso in aula per documentare il processo a Navalny. [1]

Il governo di Mosca ha espresso forti condanne nei confronti delle manifestazioni non autorizzate, come afferma il portavoce del Cremlino Dimitri Peskov nelle dichiarazioni rilasciate all’indomani dell’inizio delle proteste: “Alle azioni provocatorie la polizia ha reagito in modo duro ma nell'ambito della legge". [2]


I video che circolano in rete documentano le azioni della polizia che si scaglia sulla folla di manifestanti pacifici e mette in atto una forza brutale che da una parte vuole ribadire la forza dello Stato ma dall’altra cela un crescente nervosismo.

Sulla Russia, infatti, gravano le pressioni di tutta la comunità internazionale, partendo dagli Stati Uniti da cui arrivano, il 18 gennaio, le dichiarazioni dell'allora segretario di Stato americano Mike Pompeo, che esprime "grande preoccupazione" per l'ennesimo tentativo di far tacere una voce dell'opposizione. [3] Ma anche in Europa non si fanno attendere appelli da vari fronti, dalla Germania, all’Italia dove il Presidente della Camera, Roberto Fico, scrive su Twitter: "Inaccettabile l'arresto di Navalny al suo rientro in Russia. I diritti fondamentali non sono negoziabili, il loro rispetto precede qualsiasi forma di cooperazione e va preteso dall'Italia e dall'Europa tutta: davanti a episodi come questo si misura il senso della nostra Unione".


Gli appelli hanno riguardato anche la limitazione della violenza nei confronti dei manifestanti, contro i quali sono stati usati manganelli, tasers e gas lacrimogeni. Ai dimostranti è arrivato l’incitamento di Navalny dal suo canale NavalnyLive: “Scendete in piazza, non per me ma per voi stessi, per il vostro futuro. Non abbiate paura".

La rete dei sostenitori del leader dell’opposizione ha dato prova di grandi capacità organizzative, grazie anche ai fedelissimi, tra cui vi sono la moglie Yulia, anche lei arrestata e poi rilasciata, il fratello Oleg, nonché Leonid Volkov, stratega dell’Information Technology e co-fondatore della società per la protezione di Internet. Proprio Volkov sta svolgendo un ruolo cardine tramite i social, sapientemente usati per dare risonanza alla forza dei manifestanti nelle proteste.


Si deve sottolineare la singolarità di questo momento storico, nel quale assistiamo a un momento d’ascesa dell’opposizione, che rispetto al passato sta acquistando un potere e un seguito mai registrati prima in Russia, sicuramente dovuti all’influenza di un leader carismatico, quale è Navalny, che è stato in grado di cavalcare il malcontento generato dalla corruzione e dalle forti disuguaglianze sociali create dal ventennio Autocratico di Putin.


Ma che conseguenze porteranno le proteste?

Secondo il Professor Aldo Ferrari dell’ISPI (Istituto per gli Studi di Politica Internazionale): “Navalny sta raccogliendo il consenso di una minoranza riformatrice importante, ma ciò che conta sarà la compattezza dell’opposizione. Bisogna ribadire che il concetto di libertà di molti Russi è diverso dal nostro, soprattutto per coloro che si sono formati nel periodo dell’Unione Sovietica. Il bisogno di cambiamento è più forte nelle nuove generazioni”.

Ed è proprio dalle nuove generazioni che può nascere la speranza per ripartire e per cambiare un paese, quindi staremo a vedere quanto riusciranno ad andare lontano, ma già così c’è un “profumo” di libertà.


Fonti:

[1] Ansa

[2] Agenzia Interfax

[3] Russia: Navalny processato e condannato, ISPI, 18 gennaio 2021, https://www.ispionline.it/it/pubblicazione/russia-navalny-processato-e-condannato-28947


Foto in copertina: The Washington Post, Dimostranti in piazza a Mosca (Fonte: https://www.washingtonpost.com)