• Lorenzo Pucci

Piano B, a che prezzo?


In un precedente articolo vi parlavo della situazione di stallo che l’Unione Europea stava vivendo a causa del veto messo da Polonia e Ungheria sull’approvazione del Quadro finanziario Pluriennale 2021-2027, noto anche come Bilancio UE. [1]

Oggi la situazione sembra aver trovato una svolta visto che a pochi giorni dalla votazione al Consiglio d’Europa, dalla Commissione arrivano voci di una presunta possibilità di poter bypassare il veto dei rivoltosi e in qualche modo salvare il Next Generation EU, il nome ufficiale di quello che tutti conosciamo come Recovery fund.

Il Vicepresidente della Commissione Valdis Dombrovskis è stato chiaro, in questi giorni si proveranno tutte le vie possibili per far partire il Next Generation EU e la collaborazione tra nazioni sarà di vitale importanza. [2]

Le conferme arrivano anche dal commissario all’economia Paolo Gentiloni il quale, nei giorni scorsi, ha ribadito che nel caso in cui non ci fosse un miglioramento della situazione l’UE dovrà tutelarsi seguendo tutte le vie diplomatiche a disposizione [3].

Le ipotesi sul tavolo sono due: una prevede una cooperazione rafforzata tra i 25 paesi per far partire il Next Generation Eu mentre la seconda, prevede il coinvolgimento della commissione alla quale sarà delegato il compito di emettere titoli di debito sui mercati per andare a finanziare il piano per la ripresa.[4]

Questa seconda opzione prevede anche che gli stati membri diano delle garanzie sottoforma di impegni finanziari sottoscritti ma non versati che andrebbero a sostituire il margine del Bilancio Ue.

In parole povere, i paesi membri qualora non si dovesse risolvere questa impasse al Consiglio europeo troveranno degli accordi per poter bypassare in sostanza non solo il blocco dei paesi contrari, ma anche il Quadro finanziario pluriennale.

Non tutti sembrano però molto contenti di questa possibilità, il presidente portoghese Antonio Costa ha ribadito di recente che non solo non esiste alcun piano b, ma ricorda che per giungere a questa conclusione ci sono stati mesi e mesi di scontri tra i paesi membri. [5]

Quindi a prescindere da come finiranno le riunioni del Consiglio Europeo del 10/11 dicembre, il Next Generation Eu si può dire salvo per il momento; ma a che prezzo?

Per chi si fosse perso qualche pezzo il Quadro finanziario pluriennale non è altro che lo strumento di programmazione con il quale l’Unione europea stabilisce quanti soldi spendere in un arco di tempo che va dai 5 ai 7 anni.

L’esercizio provvisorio che scatterà a causa del mancato accordo sul Quadro finanziario pluriennale terrà bloccati ben 1800 miliardi di euro e tanti progetti importanti come quello di Horizon Europe un’avanguardia della cooperazione scientifica tra i paesi membri.

Questo però non è l’ultimo dei problemi, con un po' più di attenzione si può notare che la cooperazione tra le nazioni non sta vivendo un buon periodo.

Già durante questa primavera, quando ancora della prima ondata e il Recovery Fund era ancora in fase embrionale, si discuteva su come si sarebbero ottenuti i soldi necessari per finanziare un eventuale programma di rilancio delle economie europee. Un gruppo di paesi, capitanati dall’Olanda, ha attaccato altri paesi membri come l’Italia per la gestione delle finanze pubbliche. [6]

Con la crisi attuale e visto questo precedente, non è detto che un eventuale piano B possa andare in porto senza intoppi.

Va anche detto che questa mossa può essere anche interpretata come ultimo disperato tentativo per provare a convincere i contrari a riallinearsi, per poi procedere con un’approvazione del Quadro finanziario pluriennale.

Non è possibile con certezza sapere cosa accadrà nei prossimi giorni e per quanto la situazione possa sembrare critica si possono solo aspettare gli sviluppi del Consiglio D’Europa che andrà a riunirsi proprio nei prossimi giorni.


[1]https://www.toctocsardegna.org/post/recovery-fund-bloccato-che-succede-a-bruxelles [2]https://quifinanza.it/finanza/next-generation-eu-dombrobskis-occorre-tentare-tutte-le-opzioni-per-lanciarlo/438068/ [3]https://quifinanza.it/soldi/recovery-gentiloni-si-smarca-avanti-anche-senza-polonia-e-ungheria/439394/ [4]https://euractiv.it/section/economia-e-sociale/news/bruxelles-e-pronta-al-piano-b-recovery-plan-a-25-senza-ungheria-e-polonia/ [5]https://www.politico.eu/newsletter/brussels-playbook/politico-brussels-playbook-running-out-of-time-the-race-that-matters-fideszs-values/ [6]https://quifinanza.it/editoriali/recovery-fund-mirino-olanda-pensioni-italiani/401415/