• Francesca Deiana

Secret Santa: quando a non fare regali fai un figurone






Il Natale è famiglia” siamo soliti dire, ma in una società capitalistica e nella spesso citata “Era del consumismo”, il Natale è anche fare i regali, con tutto ciò che questo porta con sé: corse per i centri delle città e/o centri commerciali, ordini sui vari e-commerce (con annessa ansia che il regalo non arrivi entro il 24 Dicembre), terrore di dimenticare il regalo per qualcuno e tutte quelle altre situazioni spiacevoli che tutti noi conosciamo e abbiamo vissuto almeno una volta nella vita.

Intendiamoci, lo scambio dei regali a Natale è una tradizione che rimanda alla Bibbia e che, secondo le stime di Confesercenti, ha smosso 3,3 miliardi di euro anche in questo secondo Natale di pandemia [1], ma la mole di regali che ci ritroviamo a fare può essere alquanto impegnativa.


È per questo che negli ultimi anni sta prendendo sempre più piede il Secret Santa (“Babbo Natale segreto”), un’idea americana per fare meno regali, che chiunque può applicare in un gruppo di almeno tre persone e possiamo sintetizzare in tre fasi:

1) I membri di un gruppo di amici, di colleghi o di famiglia si riuniscono per estrarre il nome di una persona appartenente a quel gruppo a cui dovranno fare il regalo. È fondamentale che si tenga il segreto per sé. Perciò nessuno dovrà dire o far intendere quale nome ha estratto. Per agevolare questa parte sono state create una quantità smisurata di App che hanno la funzione di estrarre i nomi dei destinatari dei Secret Santa.

2) Si passa alla scelta e all’acquisto del regalo in questione: secondo Il Post [2], il dono del Babbo Natale segreto deve avere tre caratteristiche: essere molto economico, estremamente inutile ma molto divertente per la persona che lo riceve; si può optare, per esempio, per un oggetto che rimandi a un fatto che visto protagonisti il mittente e il destinatario del regalo.

3) Organizzare un’occasione d’incontro per scambiarsi i regali in cui ognuno avrà un dono ma ciascuno ne avrà comprato solo uno. Da questo terzo punto si propagano poi le diverse varianti: nella variante Guessing, i partecipanti devono indovinare da chi hanno ricevuto il regalo e dunque l’oggetto dovrà essere impacchettato in un modo anonimo e non riconoscibile; in quella chiamata White elephant, si può decidere se aprire il proprio regalo o rubare quello di coloro che hanno aperto prima il loro.



Il Secret Santa, chiamato da alcuni il Pollyanna gift, è poco conosciuto in Italia ma lo stesso non si può dire della Nuova Zelanda che dal 2010 organizza un Secret Santa nazionale, in cui i regali si spediscono via posta e a cui, nel 2017, ha partecipato anche la Prima Ministra Jacinda Arden.


Tralasciando realtà tanto ampie come quella di uno stato, possiamo dire che il Secret Santa è quella usanza che ci serviva per liberarci dalla preoccupazione dei regali azzeccati, originali ma non dispendiosi o per dire “Non sono bravo a scegliere i regali/ non mi piace fare i regali/ non ho abbastanza disponibilità economiche o tempo per fare regali ma…ho davvero voglia di passare il Natale con voi” e per, forse, avvicinarci alla festa davvero con un po’ meno consumismo.


Fonti:

[1] La Redazione, Il 60% degli italiani farà i regali di Natale negli ultimi giorni disponibili, Agi, 20 dicembre 2021, https://www.agi.it/cronaca/news/2021-12-20/regali-natale-confesercenti-ultimo-secondo-14962296/

[2] La Redazione, Un regalo di Natale al giorno: – 18, Il Post, 7 dicembre 2018, https://www.ilpost.it/2018/12/07/regalo-natale-secret-santa/