• Alessandro Manno

Si può fare?



Nella giornata di sabato è andato in onda sulle reti RAI il Concerto del Primo Maggio, organizzato come ogni anno da CIGL, CISL e UIL per celebrare la Festa dei Lavoratori. L’evento, a causa delle restrizioni legata all’epidemia di Covid-19 che ormai ben conosciamo, si è svolto a porte chiuse, senza pubblico pagante, che si è dovuto accontentare della diretta TV su Rai 3. Tuttavia, a tenere banco in queste ore non è stata la musica e lo spettacolo, quanto il discorso post-esibizione letto da Fedez (qui potete trovare il video del discorso). [1]

Fedez nel suo discorso prende una chiara posizione a supporto del Disegno di Legge n°2005 presentato dal deputato del Partito Democratico Alessandro Zan, che ha per oggetto le “Misure di prevenzione e contrasto della discriminazione e della violenza per motivi fondati sul sesso, sul genere, sull’orientamento sessuale, sull’identità di genere e sulla disabilità”. [2] Ma prima di entrare nel merito del discorso di Fedez, sappiamo di cosa si occupa il disegno di legge Zan? Vediamolo brevemente. Il disegno di legge prevede in chiusura di alcuni commi dell’art. 604 bis [3] e ter [4] e dell’art. 90 quater [5] del Codice Penale l’inserimento della frase “oppure fondati sul sesso, sul genere, sull’orientamento sessuale, sull’identità di genere o sulla disabilità” per alcune tipologie di reato già presenti nel nostro ordinamento.

All’art. 604 le aggiunte riguardano i seguenti reati:

  • la propaganda di idee fondate sulla superiorità o sull'odio razziale o etnico;

  • l’istigazione o la commissione di atti di discriminazione per motivi razziali, etnici, nazionali o religiosi;

  • la creazione (e la affiliazione a) di organizzazioni avente tra i propri scopi l'incitamento alla discriminazione o alla violenza per motivi razziali, etnici, nazionali o religiosi.

Questi reati sono puniti con la detenzione di un anno e sei mesi oppure con il pagamento di una multa fino a 6.000 euro.

Per quanto riguarda l’art. 90 quater (vedi nota 5) viene proposto l’inserimento della frase “o fondato sul sesso, sul genere, sull’orientamento sessuale o sull’identità di genere” nella parte che riguarda la definizione della condizione di particolare vulnerabilità della persona offesa.

Inoltre viene previsto dal Disegno di Legge l’istituzione in data 17 maggio della Giornata nazionale contro l’omofobia, la lesbofobia, la bifobia e la transfobia, con l’obiettivo di (cito il testo del Disegno di Legge Zan) “[...] promuovere la cultura del rispetto e dell’inclusione nonché di contrastare i pregiudizi, le discriminazioni e le violenze motivati dall’orientamento sessuale e dall’identitá di genere, in attuazione dei principi di eguaglianza e di pari dignità sociale sanciti dalla Costituzione”.

Se volete farvi una vostra opinione in merito qui potete trovare il link al testo del disegno di legge. Torniamo però a quanto successo nella notte di sabato: come avete potuto sentire dal video che vi ho linkato a inizio articolo, Fedez nel suo discorso nomina direttamente Andrea Ostellari, presidente della Commissione Giustizia del Senato, che secondo le accuse di Fedez starebbe usando il suo ruolo all’interno della Commissione per rallentare la calendarizzazione e la conseguente discussione del Disegno di Legge Zan in Senato.


La legge è stata infatti approvata alla Camera il 4 novembre con 265 sì, 193 no e un astenuto [6] ed è in attesa della discussione al Senato per poter essere definitivamente approvata da entrambi i rami del Parlamento. Fedez inoltre nomina una serie di esponenti della Lega che nel corso del tempo si sono espressi con affermazioni oggettivamente vergognose nei confronti dei membri della comunità LGBTQI+.

Ovviamente il discorso ha sollevato una serie di reazioni da parte di esponenti dei partiti di tutto l’arco parlamentare [7] [8], ma ciò che ha destato più scalpore è stata la reazione da parte della Rai che ha trasmesso in diretta l’evento e che è stata artefice di un imbarazzante tentativo di censura, prima smentito dai vertici Rai e poi ammesso dopo la pubblicazione da parte del cantante milanese di un video registrato durante la chiamata effettuata da parte della vicedirettrice di Rai 3 Ilaria Capitani (qui potete trovare il video della telefonata). [13]

Il problema del discorso di Fedez, secondo la Rai, non era ovviamente la tematica affrontata, ovvero i diritti civili, ma la presenza di nomi e cognomi degli esponenti della Lega che avevano fatto le dichiarazioni scritte nel testo letto post-esibizione. A supporto del tema dei diritti si sono infatti espressi sullo stesso palco Michele Bravi [9], Chadia Rodriguez e Federica Carta [10] al termine della loro esibizione e nessuno ha avuto nulla da obiettare, anzi le loro parole sono state del tutto ignorate.

La Rai ha affermato che non è stato un tentativo di censura cosa che tra l’altro non avrebbe potuto neanche fare visto che quest’ultima aveva acquistato i diritti della ripresa dell’evento e non era responsabile di quanto fatto da Fedez o chiunque altro sul palco, come ribadito a dire il vero anche dalla Capitani durante la telefonata registrata. [11]

Ciò che viene fuori è stato un goffo tentativo di pressione da parte di alcuni esponenti dell’azienda verso il discorso di Fedez, per evitare che venissero nominati gli esponenti della Lega. Ma allora perché farlo? Che motivo c’era visto che è stato appurato che la Rai non sarebbe stata responsabile di ciò che sarebbe andato in onda? Perché mettere a rischio l’immagine e la credibilità dell’azienda per difendere dei politici?

Per il motivo che dalla sua fondazione ha sempre limitato il lavoro della Rai, ossia la nomina di dirigenti, che cambiano ad ogni legislatura, da parte dei partiti che si trovano al Governo al momento delle nuove nomine. Un modus operandi che è andato sempre bene a tutti e che sta alla base dell’esistenza di tre reti ammiraglie in seno alla stessa azienda (Rai 1, Rai 2, Rai 3) le quali storicamente dovevano essere ad appannaggio rispettivamente della Democrazia Cristiana, del Partito Socialista e del Partito Comunista. [12] Questa compenetrazione tra la televisione pubblica e la politica ha causato per molti anni un cortocircuito informativo di cui tutti erano a conoscenza ma che per vantaggio politico si è sempre preferito mettere a tacere. Nel merito del discorso a Fedez è inaccettabile che un artista o chi per lui riceva pressioni da parte dei vertici di un’azienda perché questi ultimi sono vicini ad una determinata area politica. Non si parla di scelta editoriale sui contenuti da parte di un’azienda, cosa che sarebbe anche legittima, ma del tentativo di proteggere dei politici dalle loro responsabilità su dichiarazioni pubbliche e facilmente verificabili da chiunque.

L’asservimento delle logiche aziendali alla politica da parte della Rai, che ha il compito di informare i cittadini, è il vero problema di quanto successo sabato. Un tema che deve essere affrontato dalla politica con una mano sulla coscienza cercando di ridare dignità al mondo dell’informazione pubblica, ormai sempre più bollata come di scarsa qualità e faziosa.

In conclusione, per tornare al tema trattato da Fedez, il fatto che il DDL Zan sia ancora fermo in Commissione Giustizia dimostra come il nostro Paese non sia ancora maturo per dibattere e confrontarsi su tematiche che non dovrebbero avere colore politico. È giusto picchiare qualcuno in quanto gay, lesbica, bisessuale, transgender, disabile? È giusto insultare qualcuno in quanto gay, lesbica, bisessuale, transgender, disabile? È giusto fondare associazioni che discriminano gay, lesbiche, bisessuali, transgender o disabili?

È giusto pensare, affermare, dire e fare tutte queste cose, arrecare del male a un'altra persona e non essere soggetto alle aggravanti del caso?

Iniziamo a pensare agli altri come persone, destinatari di diritti e doveri. Iniziamo a pensare agli altri come cittadini con i nostri stessi diritti. Iniziamo a pensare che tutti abbiamo dei sentimenti che non devono essere calpestati da nessuno. Iniziamo a pensare che il rispetto si deve dare a tutti, indistintamente.

Affrontiamo e conosciamo le cose nel merito, senza preconcetti. E saremo tutti più liberi. Tutti.


Fonti:

[1] Corriere della Sera, Primo maggio, Fedez contro Ostellari (Lega): «Il ddl Zan meno importante delle etichette del vino», 2 Maggio 2020

[2] Disegno di legge Zan, Senato, https://www.senato.it

[3] Art.604 bis, Codice Penale, Brocardi.it, https://www.brocardi.it/codice-penale/libro-secondo/titolo-xii/capo-iii/sezione-i-bis/art604bis.html

[4] Art.604 ter, Codice Penale, Brocardi.it, https://www.brocardi.it/codice-penale/libro-secondo/titolo-xii/capo-iii/sezione-i-bis/art604ter.html

[5] Art.90 quater, Codice Penale, Brocardi.it, https://www.brocardi.it/codice-di-procedura-penale/libro-primo/titolo-vi/art90quater.html

[6] Redazione, Omotransfobia, primo ok della Camera a legge che la colpisce come discriminazione. La protesta del centrodestra: "È liberticida", la Repubblica, 4 novembre 2020, https://www.repubblica.it/politica

[7] Il discorso di Fedez contro la Lega scuote la politica. Da Salvini a Zan, le reazioni, SkyTg24, 2 maggio 2020, https://tg24.sky.it/politica/2021/05/02/fedez-primo-maggio-lega-reazioni#00

[8] Carlotta De Leo, Letta, Conte e Di Maio, le reazioni al discorso di Fedez al Primo Maggio: in tv si può parlare di diritti, ora le scuse, Corriere della Sera, 2 maggio 2020, https://www.corriere.it/politica/21_maggio_02/letta-conte-di-maio-fedez-primo-maggio-rai-censura-scuse-c7d73190-ab29-11eb-a155-ccb2f12f7395.shtml

[9] Redazione, Omofobia, Michele Bravi risponde a Pio e Amedeo: «Le parole sono importanti, scrivono la storia» – Il video, OPEN, 2 maggio 2020, https://www.open.online/2021/05/02/concerto-primo-maggio-omofobia-michele-bravi-risponde-pio-e-amedeo/

[10] Corriere della Sera, Concerto del Primo Maggio, Chadia Rodriguez con i cuori arcobaleno sul seno: «Amate chi volete», 2 maggio 2020

[11] Ufficio Stampa Rai, Rai: concerto del Primo Maggio, dichiarazione dell'Ad Fabrizio Salini, 2 maggio 2020, https://www.rai.it/ufficiostampa

[12] Rai, Wikipedia, https://it.wikipedia.org

[13] La telefonata di Fedez con una dirigente Rai, il Sole 24 Ore, 2 maggio 2021, https://stream24.ilsole24ore.com/video/italia/la-telefonata-fedez-i-vertici-rai/AE6hjVF