• Giulio Ardenghi

Un mercato di fuoco dopo una stagione di fuoco


L’appena conclusa stagione 2020/2021 del calcio europeo è andata in modo molto diverso da quanto molti di noi si aspettavano. Tra infortuni, difficoltà economiche legate al Covid, Super League e squadre “secondarie” che hanno cominciato a credere in loro stesse, le classifiche dei campionati nazionali e dei tornei europei sono davvero sorprendenti.


In Italia, l’Inter di Antonio Conte interrompe la supremazia novennale della Juventus sulla Serie A e sullo scudetto. La stessa Juventus che quest’anno riesce a conquistarsi un posto in Champions League solo all’ultima giornata di campionato e conclude la stagione con un repulisti generale a livello tecnico/dirigenziale.


Qualcosa di simile accade anche in Francia, nella quale il Paris Saint-Germain dei fenomeni deve arrendersi alla vittoria del sorprendente Lilla e cedergli il comando della Ligue 1, il tutto mentre la squadra di Mauricio Pochettino viene eliminata in semifinale dal Manchester City di Guardiola proprio quando sembrava l’anno buono per vincere la Champions, dato che prima di questa sconfitta i parigini si vendicano sui loro passati “carnefici” battendo Barcellona e Bayern Monaco.


Oltre alla vittoria del Lilla, chi non ama lo strapotere di pochi club avrà sicuramente apprezzato anche la conquista della Liga spagnola da parte dell’Atletico Madrid del Cholo Simeone. Certo, l’Atletico non è una squadra trascurata dai più come la compagine del nord della Francia, ma viene comunque spesso relegata al ruolo di “terzo incomodo” nella rivalità tra le due giganti Real Madrid e Barcellona.


Se la Bundesliga costituisce l’unica eccezione tra i primi 5 campionati in Europa, visto che anche quest’anno il Bayern Monaco continua a fare indisturbato da padrone, anche in Premier League ci sono alcune anomalie: la vittoria del Manchester City non è una sorpresa, ma il fatto che il campione della scorsa stagione, ovvero il Liverpool, debba fare come la Juventus e conquistarsi un posto in Champions League all’ultimo invece lo è.


Eppure, il divertimento non sembra voler finire qui. Quando squadre abituate e intenzionate a vincere tutto si trovano a vincere poco o niente, esse cercano quasi sempre la soluzione nel mercato. Ed è così che sembra che le cose si svolgeranno.

In primis, ci sarà sicuramente la fila per aggiudicarsi i due nuovi fenomeni, ovvero Erling Haaland e Kylian Mbappé, con le big di Spagna e Inghilterra che cercano in tutti i modi di racimolare i soldi necessari per comprarli. Similmente si mormora che le due leggende Cristiano Ronaldo e Lionel Messi non siano più soddisfatte nei loro rispettivi club e stiano cercando soluzioni lontane da Torino e da Barcellona, rispettivamente.

D’altra parte ci sono i club le cui condizioni economiche li mettono in situazione di dover vendere dei giocatori per racimolare abbastanza denaro per tenere almeno i calciatori centrali nel loro progetto. L’Inter è sicuramente uno di questi: i nerazzurri, pur avendo appena vinto lo scudetto, sono in una situazione difficile dal punto di vista finanziario, tanto che si vedranno probabilmente costretti a ridimensionarsi vendendo alcuni dei loro campioni più costosi, come il terzino destro Achraf Hakimi. Questo ridimensionamento del loro progetto non piace neanche all’allenatore Conte, che decide di interrompere la sua avventura milanese per cercare fortuna altrove.


E in effetti, oltre a ciò che riguarda i giocatori, anche tra gli allenatori ci sarà sicuramente del subbuglio: già da questa primavera Hansi Flick annuncia che non terrà più le redini del Bayern Monaco dopo questa stagione (lo sostituirà il promettente Julian Nagelsmann, al momento alla guida del Lipsia); anche Zinedine Zidane lascia la panchina del Real Madrid per la seconda volta, e verrà sostituito da Carlo Ancelotti. Similmente, il Tottenham è a oggi senza un allenatore e si vocifera che Pochettino voglia lasciare il Paris per ricoprire proprio quel ruolo nel suo vecchio club.

Ancora, Christophe Galtier, che guida proprio il Lilla alla conquista della Ligue 1, non allenerà più les dogues l’anno prossimo, anche se la sua squadra giocherà in Champions. Anche Rudi Garcia, che l’anno scorso subentra a Sylvinho alla guida del Lione a stagione in corso e risolleva la sua squadra da una situazione difficile fino a portarla alle semifinali di Champions League, decide di abbandonare il club della città sulle sponde del Rodano.


Insomma, tutto lascia presagire che le sorprese non siano ancora finite, e c’è una seria possibilità che molte delle squadre che ora conosciamo saranno cambiate radicalmente alla fine dell’estate.


Fonte immagine di copertina: New Straits Times