• Davide Casula

Una Formula Uno al Max


Dopo 10 gare pare che il mondiale 2021 abbia già trovato un nuovo padrone: Max Verstappen. Grazie al grande lavoro svolto in casa Red Bull il pilota olandese finalmente ha tra le mani una monoposto competitiva in grado di poter lottare per il titolo mondiale, in una sfida al limite con la Mercedes dominatrice assoluta degli ultimi anni di F1.


Lewis Hamilton la passata stagione ha invocato la sfida e di meglio non poteva ottenere. A sorpresa però il duello con Max probabilmente ha posto in difficoltà il campione in carica, apparso sottotono, a tratti quasi arrendevole nelle sue dichiarazioni. Ma ricordiamoci che un 7 volte campione del mondo difficilmente staccherà la spina presto. E, forse anche stimolato da questo duello, è giunta notizia del suo rinnovo di contratto fino al 2023, che proietterà il pilota britannico in una nuova era della F1 visto l’imminente cambio di regolamento.


La superiorità della Red Bull fin qui è stata schiacciante e ciò lo si evince anche dal distacco di 32 punti tra Max e Lewis e di 44 punti tra le due scuderie nella classifica costruttori. Inoltre, non sono mancate le polemiche tra le due rivali che hanno visto confrontarsi da una parte Toto Wolff e dall’altra Christian Horner in particolar modo sulla questione delle ali flessibili. Il primo ha accusato la scuderia austriaca di aver abbassato l’ala posteriore che costituirebbe un vantaggio sul rettilineo. La risposta non si è fatta attendere, queste le parole riportate da Horner: "Fossi in lui, con quell'ala anteriore starei zitto”, sottolineando come quest’ultima fletta oltre il limite consentito dal regolamento. [1]


Se da una parte il titolo sembra già essere in viaggio verso l’Olanda dall’altra mai dar per scontata la resa di Lewis e della Mercedes che daranno filo da torcere fino all’ultimo giro.

Per Verstappen parlano i numeri: terza vittoria di fila e 50esimo podio della carriera alla tenera età di 23 anni e 277 giorni, ponendosi, in questa speciale classifica, davanti a dei mostri sacri come Sebastian Vettel (25 anni e 327 giorni), Fernando Alonso (27 anni e 61giorni), Hamilton (28 anni e 76 giorni) e Michael Schumacher (28 anni e 172 giorni). [2]

Stato d’animo totalmente differente dunque rispetto al rivale. Max è sembrato più maturo e lucido, focalizzato più che mai verso l’obiettivo finale: diventare campione del mondo. Mancano ancora 13 gran premi, può succedere ancora di tutto, Che sia questo l’anno giusto per il passaggio di consegne?


Guardando la parte medio-alta della classifica occorre sottolineare come Lando Norris e la McLaren stiano facendo qualcosa di strepitoso. Il giovane classe 99 è l’unico pilota ad essere sempre andato a punti in questa stagione, totalizzando anche ben 3 podi, dimostrando una costanza e maturità pazzesca. Al contrario il compagno di squadra Daniel Ricciardo fatica ancora e paga l’adattamento ad una nuova scuderia, con nuove tipologie di lavoro e tutto ciò che ne deriva.


La Ferrari più o meno sta rispettando le previsioni di inizio stagione insidiando il terzo posto della McLaren nei costruttori, pur zoppicando vistosamente in alcune occasioni come il GP di Francia che ha visto entrambe le rosse fuori dai punti a causa di un surriscaldamento delle gomme. Ma non tutto è perduto; Leclerc è stato capace di ottenere la pole position in due occasioni: a Baku trovando una scia pazzesca e a Monaco mettendo però la macchina a muro. Carlos Sainz invece si migliora di Gran Premio in Gran Premio sempre paziente, aspettando il momento giusto per portare a casa il sorpasso, come avvenuto in Austria ai danni di Ricciardo, il tutto condito con il secondo posto di Monaco. Insomma, la macchina è in ottime mani aspettando che il 2022 regali finalmente una monoposto competitiva ai due.


Per quanto riguarda invece le seconde guide oramai Valtteri Bottas appare un pesce fuor d’acqua e nonostante abbia racimolato qualche podio il suo destino è segnato visto che con ogni probabilità verrà sostituito da George Russell che pur guidando una monoposto deficitaria come la Williams, seppur migliorata rispetto agli altri anni, sta dimostrando di aver talento e di esser finalmente pronto al grande salto in Mercedes.

Sergio Perez pur con qualche difficoltà sta facendo comunque il suo: vittoria nella rocambolesca gara di Baku e un podio in Francia per lui. Sicuramente potrebbe dare di più ma nel corso del campionato risulterà un grande alleato per Max in ottica mondiale.

Il vecchio leone Alonso, prossimo ai 40 anni, è sembrato più in forma che mai andando quasi sempre a punti, migliorandosi ogni weekend e ponendo all’angolo il proprio compagno Esteban Ocon che fresco di rinnovo contrattuale pare essersi addentrato in un momento di netta difficoltà.


L’AlphaTauri invece ha trovato la propria dimensione, stabilmente nella zona centrale del gruppone con due piloti talentuosi come Pierre Gasly e Yuki Tsnuoda. Il primo si sta riconfermando sui livelli della passata stagione, chissà se a fine anno arriverà una chiamata da un altro team oppure da Helmut Marko (colui che due anni fa ha decretato la sua retrocessione alla Toro Rosso sostituendolo con Alex Albon) per un clamoroso ritorno in Red Bull. Al contrario Yuki ha ancora tanta strada da fare ma con il tempo anche lui riuscirà a trovare la via, da ricordare che è un 2000. In pista ha dimostrato tutta la sua aggressività, peccando di esperienza in alcune circostanze. A proposito dello spirito battagliero del giovane nipponico, chiedete al suo ingegnere di pista lui ne sa qualcosa, con i team radio furibondi del pilota che stanno diventando celebri ad ogni GP.


Forse la delusione, almeno per il momento, della stagione è l’Aston Martin che sì ha raccolto un buon bottino con Lance Stroll e Sebastian Vettel, con quest’ultimo giunto secondo in Azerbaijan, ma sembra essere un pochino indietro rispetto alle auto della zona centrale e alla pari con Alpine.


Infine, in fondo alla classifica troviamo l’Alfa Romeo con soli due punti e Haas e Williams a zero. Giovinazzi e Kimi rispettivamente una volta a testa a punti, mentre Russell, sebbene non sia riuscito ad ottenere il tanto agognato primo punto con la scuderia britannica, ha dimostrato tutta la sua superiorità rispetto al compagno di box Nicholas Latifi, specialmente il sabato alle qualifiche. Infine, Mick Schumacher pur guidando la monoposto più debole del circus continua ad aumentare la propria esperienza macinando chilometri e soprattutto precedendo il proprio compagno di squadra Nikita Mazepin quasi ogni domenica.


Era da qualche stagione che non si vedeva una lotta così serrata al vertice ed un grande equilibrio nella zona centrale della classifica.

Prossimo appuntamento il 16-18 luglio con il GP di Gran Bretagna, feudo Mercedes, dove nell’occasione debutterà il nuovo format della sprint race. Verstappen riuscirà a trionfare a casa di Lewis o quest’ultimo avrà un sussulto d’orgoglio? Chi la spunterà nella zona di mischia? E quale sarà il prossimo colpo di scena?


Non ci resta che attendere il prossimo weekend.


Fonti: [1] Redazione, F1 a Baku: Mercedes e Red Bull, polemiche sulle ali flessibili. Motivi e ricostruzione, SkyTg 24 - SPORT, 4 giugno 2021,

https://sport.sky.it/formula-1/2021/06/04/f1-mercedes-red-bull-ali-flessibili [2] Alessio Morra, Verstappen, la clamorosa statistica che fa impallidire Hamilton e gli altri miti della Formula 1, Fanpage, 6 luglio 2021, https://www.fanpage.it/sport/motori/verstappen-la-clamorosa-statistica-che-fa-impallidire-hamilton-e-gli-altri-miti-della-formula-1/