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  • Lorenzo Pucci e Matteo Cardia

UniCa | Un diverso approccio alle migrazioni è possibile: prende il via AttraversaMenti




L’intenzione è quella di dimostrare che ci possono essere diversi approcci alla questione migratoria. Vogliamo dare una visione globale del fenomeno.” Le parole del coordinatore del corso di Scienze Politiche dell’Università di Cagliari Nicola Melis descrivono non solo il primo incontro, ma l’intero progetto AttraversaMenti, programma cofinanziato dalla Regione Sardegna con l’ex Legge Regionale 19/96, e che vede la partecipazione dell’Università 29 Mayıs di Istanbul e del Centre Maghrébin d'études sur la Libye (CMEL) di Tunisi.


Crossings: dynamics and challenges of migration routes in the Mediterranean”, questo il titolo del primo meeting del progetto che vede come tappa iniziale Cagliari e che nei prossimi mesi toccherà anche Istanbul e Tunisi, con attività che vedono coinvolti gruppi di studenti provenienti dall’ateneo isolano, dalla Turchia e dalla Tunisia. Una serata, quella svoltasi nell’Aula Baffi di Viale Sant’Ignazio, in cui i differenti approcci alle migrazioni sono stati evidenti, ma funzionali all’obiettivo postosi da AttraversaMenti, quello di contrastare la violenza e facilitare l’inclusione sociale nel Mediterraneo.


La serata


Prima l’intervento di Francesca Mazzuzi, attivista dell’associazione Mem.MED, poi Ünal Eris, docente dell’Università 29 Mayıs di Istanbul e a chiudere Rachid Khechana, giornalista e figura cardine del CMEL. Tre voci, tre regioni differenti di appartenenza e tre sensibilità diverse su un tema che in Italia e in Europa è diventato cardine di ogni agenda politica. Con lo svolgimento dei lavori che non ha potuto evitare l’attualità, toccando la strage di Cutro dello scorso 25 febbraio. “Il perfetto esempio dell’approccio securitario alla migrazione dei governi - lo ha definito Mazzuzi - Più di duecento persone erano stipate sull’imbarcazione poi distrutta dalla forza del mare. I soccorsi non sono arrivati in tempo, nonostante il segnale di pericolo”. Un discorso che poi ha toccato le condizioni di vita dei Centri di Permanenza per i Rimpatri sul territorio italiano, tra cui quello di Macomer. Ma ha anche illustrato le diverse rotte migratorie, da quelle meno note, come quella che dalle coste dell’Africa Occidentale porta alle Canarie, passando da quella del Mediterraneo Centrale fino a quella che porta in Sardegna dall’Algeria e dalla Tunisia.


Paese, quello tunisino, che complice la crisi economica e sociale avvertita negli ultimi anni e che è peggiorata negli ultimi mesi con la restrizione delle libertà d’opinione imposte dalla presidenza di Saied, ha visto aumentare le partenze dalle proprie coste. Non solo di persone provenienti dall’Africa Subsahariana, ma di centinaia di giovani tunisini - come raccontato dal dottor Khechana - su cui si sarebbe dovuta basare la Tunisia democratica immaginata dopo la fine dell’era di Ben Ali. Flussi migratori che hanno portato negli anni l’Italia ad aumentare la cooperazione in materia di polizia marittima con Tunisi, in maniera simile a quanto fatto in Libia, Paese di cui il CMEL studia sorti e avvenimenti sul piano sociale e politico. [1]


Un processo di esternalizzazione delle frontiere evidente anche nel caso della Turchia, raccontato dalla professoressa Ünal Eris attraverso un excursus storico dei rapporti tra Ankara e l’Unione Europea, ma soprattutto con il caso dei rifugiati siriani sui territori turchi dallo scoppio della guerra in Siria. “Per quanto ci sia una vicinanza culturale - ha affermato la docente - anche in Turchia i migranti sono vittime di discriminazione. Anche a causa dell’impreparazione del governo turco sul fronte dell’accoglienza, vista anche l’assenza di una distribuzione su tutto il territorio. Inoltre, il loro status di protezione temporaneo non coincide con lo status di rifugiato, per cui una serie di diritti viene negata. Il crescere dell’insicurezza economica nel Paese ha poi portato a un aumento di episodi di xenofobia nel corso del tempo”.


Un quadro che rischia di cambiare ancora con le elezioni del prossimo 14 maggio, argomento che sarà toccato nei prossimi due incontri del ciclo di seminari di AttraversaMenti a cura del professor Michelangelo Guida, che si terranno a Cagliari, in Aula Baffi, i prossimi 20 e 21 marzo. Non gli unici appuntamenti previsti dal calendario del progetto, che oggi, mercoledì 15 marzo, si sposterà a Nuoro, in collaborazione con la Fondazione San Pietro, per approfondire sfide e dinamiche migratorie del Mediterraneo, mentre giovedì 16 vedrà lo svolgimento a Cagliari di un workshop riservato ai docenti.


Fonti

[1] M.Garavoglia, A. Poletti, Tunisia, il muro della guardia costiera, Irpi Media, 3 novembre 2022, https://irpimedia.irpi.eu/thebigwall-tunisia-muro-della-guardia-costiera/


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