• Alessandro Usai

Vaccini: come sono nati e perché sono importanti nella nostra società.


Nel mondo odierno, specie l’ultimo anno, si è sempre più parlato di tematiche inerenti alla salute o alla medicina, di come queste influenzino le nostre giornate, di come vadano a collidere con l’etica di ognuno di noi o con i problemi economici di un paese. Fecondazione assistita, aborto, vaccinazioni o eutanasia sono problematiche che ormai riguardano la vita di tutti i giorni; ciò è sicuramente il frutto di una maggiore consapevolezza dell’essere umano e una maggiore cultura che si è sviluppata dal secondo dopo guerra fino ai giorni nostri.

Naturalmente ogni Stato si differenzia dagli altri per il proprio sistema sanitario e questa differenziazione è data da fattori come:

  • cultura, intesa come tradizioni che vengono tramandate, o anche come religione;

  • condizione sociale, per esempio in casi di grave indigenza economica per una famiglia lo stato può garantire una copertura sanitaria pubblica, oppure può optare per un sistema di polizze assicurative;

  • ordinamento giuridico, intendendo così anche il livello organizzativo di un sistema sanitario e il livello di professionalità e di tecnologia, cioè il livello di scienza presente in un paese, che pregiudica le sue capacità, il suo rendimento dal punto di vista sanitario e, in molti casi, anche le sue scoperte.[1]

Su quest’ultimo aspetto, ci si dovrebbe soffermare maggiormente, citando una scoperta: il vaccino.

Il primo vaccino è stato inventato tra il 1796 e il 1798 da Edward Jenner contro il Vaiolo. Si pensi che questa malattia ha accompagnato l’umanità per tutto il suo excursus storico; questa piaga aveva un tasso di letalità che si aggirava intorno al 30% (in casi di gravi lesioni cutanee anche al 75%). Jenner aveva intuito che le persone a cui era stato diagnosticato il vaiolo proveniente dal ceppo bovino, solamente in rari casi, contraevano il vaiolo “umano”; essendo uno scienziato, e dovendo dimostrare la sua teoria, Jenner passò al primo esperimento. [2] Lo scienziato prelevò del siero proveniente dalle pustole di vaiolo bovino e lo iniettò direttamente al figlio di otto anni, successivamente infettò il pargolo con il vaiolo umano, verificando e dimostrando il successo dell’esperimento. [3] In quegli anni, tra l’altro, non c’erano istituti come l’ISS, l’EMA o l’AIFA che potessero supervisionare esperimenti di questa portata, anche perché Jenner si era addentrato in un campo totalmente inesplorato.


La memoria immunologica.

Per quanto possa far paura o creare qualche insicurezza a riguardo, i vaccini funzionano esattamente in questo modo, sulla base di una semplice capacità del corpo umano: la memoria immunologica(ovvero l’abilità del nostro sistema immunitario di ricordare i microrganismi estranei, sviluppando una difesa adeguata). Come si stimola questa difesa immunologica? La risposta è semplice, all’interno del vaccino sono presenti sostanze attive che possono essere costituite da tre tipologie: microrganismi opportunamente inattivati o uccisi col fine di stimolare il sistema immunitario senza causare la malattia; parti specifiche dei microrganismi chiamate “antigeni” che fanno parte del processo di risposta del sistema immunitario a quel patogeno; oppure le tossine prodotte dal microrganismo stesso e coinvolte nel meccanismo di infezione con cui si determina la malattia. Queste sostanze vengono rese sicure ed efficaci attraverso il processo di produzione del vaccino. [4]

Una volta iniettato nel corpo umano, la sostanza simula un primo contatto con l’agente infettivo, a cui corrisponderà una risposta immunologica del nostro organismo ed ecco così creata la memoria immunologica, semplice e geniale. [5]

Nel caso in cui non ci fosse un vaccino, il nostro organismo può sviluppare una sua immunità dopo aver contratto la malattia, ma ciò avverrebbe in tempi molto più lunghi per sviluppare una risposta immunologica adeguata a contrastare il microorganismo, come due settimane, lasso di tempo in cui l’infezione può danneggiare seriamente il corpo.


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Fonti e note: [1] Giglioni F, Manuale di Diritto Sanitario, Molfetta (BA), Nel Diritto Editore, II Edizione, 2020. [2] Il puro metodo scientifico che si eviscera nelle seguenti fasi: osservazione del fenomeno; formulazione di un’ipotesi; esperimento; confutazione della teoria; definizione di un modello fisico; elaborazione di un modello matematico e formulazione di una teoria finale. [3] Informazioni generali sul Vaiolo reperibili sul portale di Epicentro, Epidemiologia per la sanità pubblica Istituto Superiore di Sanità: https://www.epicentro.iss.it/vaiolo/ [4] Informazioni sui vaccini e sull’operato dell’Agenzia Italiana del Farmaco reperibili direttamente dal portale dell’AIFA: http://www.agenziafarmaco.gov.it/content/cosa-sono-i-vaccini [5] Informazioni generali sul Vaiolo reperibili sul portale di Epicentro, Epidemiologia per la sanità pubblica Istituto Superiore di Sanità: https://www.epicentro.iss.it/vaiolo/