• Alessandro Usai

Vaccini: come sono nati e perché sono importanti nella nostra società.


Riprendiamo da dove ci siamo lasciati.


Perché i vaccini sono sicuri?

Naturalmente, prima di essere distribuito, un vaccino deve rispettare dei canoni di efficacia ed efficienza; infatti ci sono più step che la sperimentazione deve seguire:

  1. per prima cosa vengono fatti dei test preclinici, come la sperimentazione in vitro;

  2. successivamente c’è la Fase I, in cui il vaccino viene somministrato a un piccolo gruppo di persone;

  3. nella Fase II aumenta il numero di volontari su cui viene testato il vaccino. Vengono fatti due gruppi a uno viene iniettato un semplice placebo e all’altro il vaccino vero e proprio (così vengono anche eliminate le possibilità che possa essere un mero effetto suggestivo o simile);

  4. infine vi è la Fase III, in cui il campione di volontari viene aumentato di numero. Naturalmente, anche per progredire di fase in fase, ci si accerta continuamente che non ci siano stati problemi nella ricezione del vaccino da parte dei volontari in tutti gli step, altrimenti viene interrotta la sperimentazione. [1]

Dopodiché, per poter essere messo in circolazione in Europa, il vaccino deve ottenere l’autorizzazione dell’European Medicines Agency (EMA), che controlla, autorizza e monitora l’uso dei medicinali utilizzati all’interno dell’Unione Europea. Per poter essere utilizzato in Italia, il vaccino deve ottenere anche le autorizzazioni dall’Agenzia Italiana del Farmaco (AIFA, che ha gli stessi compiti dell’EMA, ma nel nostro paese) e dall’Autorità nazionale anticorruzione (ANAC) che ne autorizza la vendita. Questo per chiarire e rassicurare le persone sul fatto che, quando ci sono nuovi medicinali, vaccini o altri strumenti che devono essere introdotti e quindi entrare nella nostra vita, i controlli vengono fatti e ripetuti in continuazione per tutelare la sicurezza e il Diritto alla Salute (art. 32 Cost.).


Si deve tenere in considerazione che una scoperta del genere cambiò radicalmente la vita dei nostri antenati, perché con il debellamento di malattie mortali ci fu un incremento demografico di non poca importanza e anche una forte industrializzazione dei Paesi. Infatti, gli economisti definiscono la Salute come un buon punto di partenza per un’economia stabile, poiché una popolazione sana e in forze determina un fattore di sviluppo per un Paese e, come un ciclo unico, lo stato di salute di una popolazione viene influenzato anche dal suo status economico. [2]


Come viene regolamentata la vaccinazione nel nostro Paese?

Nel nostro ordinamento la vaccinazione è considerata come un Trattamento Sanitario Obbligatorio (normalmente conosciuto come TSO), in quanto alla base vi è la legge 219/2017 che prevede l’obbligo di vaccinazione; la normativa però è cambiata nel corso del tempo. Le più grandi menti che popolano e che hanno popolato il nostro pianeta hanno affermato che ci possono essere dei margini di rischio sull’utilizzo dei vaccini, ma questi sono minimi (se non, addirittura inesistenti), in quanto è scientificamente stato provato che i vantaggi sono di gran lunga superiori ai rischi. Si pensi ai problemi che sorgerebbero in una società se malattie mortali ormai debellate, come il vaiolo, tornassero in circolazione. L’intera Umanità tornerebbe al 1700.

Si prevede, quindi, che per tutti i neonati e per tutti i bambini della scuola dell’infanzia si disponga l’obbligo di vaccinazione (il numero di vaccini obbligatori è stato esteso da 6 a 10 con la legge sopra menzionata). Vengono, però, previste delle esenzioni per chi ha sviluppato l’immunità per via naturale e per gli individui che per motivi di salute non possono sottoporsi a quello specifico vaccino, poiché dalla somministrazione del trattamento possono, per ragioni genetiche, sviluppare con maggiore margine di rischio una malattia; questi sono i minori sottratti dall’obbligo di vaccinazione. [3]

Perché l’ordinamento ci tiene a voler vaccinare proprio i bambini? La ratio di questa legge risiede nel fatto assodato che la curva di morbilità (fattore che definisce la propensione ad ammalarsi di un essere umano) sia molto alta in tenera età, di conseguenza si cerca di tutelare le nuove generazioni.


La mancata vaccinazione porta a due tipi di sanzioni: una è di carattere economico, mentre l’altra, più rilevante perché ha un impatto fondamentale per la crescita del pargolo, è quella che impedisce l’iscrizione nelle scuole di infanzia. L’obbligo di vaccinazione prima precludeva anche la partecipazione alle attività scolastiche di tutti i gradi ed impediva perfino di sostenere l’esame finale. I vaccini quindi sono diventati da obbligati a raccomandati negli anni più recenti ma, dalla verifica di dati scientifici, la copertura per le malattie non è assicurata e, per questo, si è ritornati all’obbligatorietà. [4]


L’obiettivo ultimo di un vaccino, che è il motivo per cui sono tanto importanti e non da sottovalutare, è ottenere l’immunità di gregge, ovvero la capacità di un gruppo esteso di persone di resistere a un’infezione; il livello di difficoltà la cui difficoltà ad essere raggiunta cambia in corrispondenza della malattia con cui si ha a che fare.

Fonti e note:

[1] Articolo di Pili J., "Coronavirus, Moderna versus Pfizer: i due vaccini (che fanno sperare il mondo) a confronto”, su Open, del 16/11/2020. Reperibile sul sito: https://www.open.online/2020/11/16/coronavirus-vaccino-moderna-come-funziona-e-differenze-con-pfizer/ [2] Galli E., Balestrino A., Spataro L., "Scienze delle Finanze", Novara, Utet Università, I edizione, 2015. [3] Giglioni F, "Manuale di Diritto Sanitario", Molfetta (BA), Nel Diritto Editore, II Edizione, 2020. [4] Normativa riguardante l’obbligo di vaccinazione per la scuola reperibile dal portale salute.gov, sul sito: http://www.salute.gov.it/portale/vaccinazioni/dettaglioContenutiVaccinazioni.jsp?lingua=italiano&id=4826&area=vaccinazioni&menu=vuoto