• Francesco Riccio

Vademecum per le presidenziali francesi


Il primo quinquennio del Presidente della Repubblica Francese Emmanuel Macron è giunto al suo termine naturale e l’ex banchiere di Amiens, che punta a restare all’Eliseo, sembra avere tutte le carte in regola per guadagnarsi la rielezione.


Il sistema semipresidenziale che regola il Paese transalpino vuole che sia la popolazione stessa a eleggere il proprio presidente, che per ottenere la vittoria deve raggiungere la soglia del 50% + 1 (schede bianche e nulle incluse) delle preferenze espresse ai seggi al primo turno, oppure uscire vincitore dal ballottaggio tra i due candidati capaci di raccogliere più voti nella prima.


Sebbene siano numerosi i candidati alla più alta carica dello stato d’oltralpe, ecco una breve presentazione dei principali attori in corsa:


La sinistra

  • Jean-Luc Melenchon, del partito La Francia Ribelle, si porrebbe largamente al di sopra della competizione interna alla sinistra, con il 13% secondo la media dei sondaggi di Politico. [1] Melenchon è stato sostenitore dei Gilet Gialli, anticapitalista e antiliberista;

  • Yannik Jadot, è il leader dei Verdi, partito che sta guadagnando forte trazione a livello europeo, soprattutto nella componente più giovane dell’elettorato. È dato al 5% nelle proiezioni di voto;

  • Fabien Roussel, del Partito Comunista, si attesta al 4%, dopo aver portato avanti una campagna elettorale distante dalle linee classiche del partito, in quanto il candidato ha spesso rimarcato le sue posizioni anti-“woke” e pro-nucleare;

  • I Socialisti propongono alla presidenza Anne Hidalgo, sindaca di Parigi. Tuttavia, il partito che fino a qualche anno fa contava su un larghissimo supporto, tanto da poter esprimere il precedente presidente Francois Hollande, adesso si attesterebbe intorno al 2%.

Il centro

  • Macron: è quasi garantita, per il Presidente più giovane che la Repubblica Francese abbia mai avuto, una presenza al ballottaggio, forte del 29% dei consensi, attorno al quale, inevitabilmente, si aggregheranno i voti di quanti si trovassero, tra destra e sinistra, dal lato opposto di chi lo andrà a sfidare nel tête à tête.


La destra

  • L’ ex Fronte Nazionale, adesso rinominato Raduno Nazionale, rimane il partito di destra più popolare tra i francesi, con Marine LePen che si attesta al 19% dei consensi nei sondaggi, spinta dalle convinzioni anti-immigratorie e sovraniste del Raduno;

  • Valerie Pecresse, dei Repubblicani, raccoglierebbe l’11% delle preferenze. Considerata la più moderata tra i candidati della destra, è politicamente la più simile a Macron. Pecresse mantiene però posizioni contrarie al federalismo europeo e si oppone fermamente ai matrimoni omosessuali, oltre a portare avanti numerose battaglie sulla sicurezza e sullo stringimento delle pene carcerarie;

  • Eric Zemmour, che si posiziona nell’ala della destra più lontana dal centro, raccoglierebbe l’11% dei voti sondati, preferenze probabilmente sottratte a LePen e che precludono alla candidata del Raduno Nazionale un semplice accesso al ballottaggio. Il movimento da lui fondato, Riconquista, è fortemente antislamista, sovranista e posizionato nella destra radicale, motivi per cui Zemmour è il candidato più controverso, avendo inoltre recentemente perso favore dopo che alcune sue dichiarazioni contro i disabili gli hanno portato una condanna per incitazione all’odio.

Gli scenari di ballottaggio

Considerata l’improbabilità che il candidato di punta della sinistra Melenchon possa arrivare al ballottaggio e l’alta volatilità delle preferenze all’ interno della destra che possono oscillare tra candidati simili, gli scenari più probabili vedono Macron andare al ballottaggio contro uno dei conservatori. Non vi è però certezza sul nome, ecco, dunque, alcune proiezioni:


Macron vs LePen

In un ritorno al 2017, secondo le previsioni dei sondaggi, questa sfida vedrebbe una vittoria del centrista, che otterrebbe una cifra attorno al 60% delle preferenze, spinto dall’ intera ala politica di sinistra, contraria alla presidenza del Raduno Nazionale.


Macron vs Pecresse

Il porsi nella parte più moderata del centro destra dovrebbe essere d’aiuto per la Pecresse, ma vista l’intercambiabilità tra alcune posizioni dei due candidati, le proiezioni suggeriscono che il Presidente in carica vincerebbe il secondo turno con circa il 65% dei voti.


Macron vs Zemmour

La destra conservatrice certo fluirebbe verso Zemmour, portandolo dall’attuale 11% a un 34% in caso arrivasse al ballottaggio. Anche qui però la spinta della sinistra, e della destra moderata, favorirebbe il centro, lasciando inalterata la Presidenza.


Macron non può certamente vantare un tasso di approvazione stellare - attualmente è stabile al 44% - e durante il suo primo quinquennio ha dovuto affrontare molteplici problematiche interne (Gilet Gialli, Rivolta Corsa), e soprattutto esterne (dalla pandemia alla guerra in Ucraina). Tuttavia, le spaccature nell’elettorato francese, sia a sinistra che a destra, fanno sì che un candidato moderato e centrista che riesca a raggiungere almeno il 20% dei consensi, abbastanza da arrivare al ballottaggio, inevitabilmente capitalizzi sul bacino di voti opposto al suo avversario. Tutto ciò porta a stimare che i Campi Elisi rimarranno territorio centrista, risparmiando al candidato di En Marche! la ricerca di una nuova dimora.


Fonti:

[1] Redazione, POLITICO Research – Poll of Polls - Politico, Politico,

https://www.politico.eu/europe-poll-of-polls/france/

[2] Redazione, Election Presidentielle 2022, Liberation,

https://www.liberation.fr/dossier/election-presidentielle-2022/

[3] Redazione, Ipsos-Sopra Steria pour le Parisien/Aujourd’hui en France et France Info - Sondage présidentielle 2022: notre baromètre quotidien, Le Parisien, 24 marzo 2022, https://www.leparisien.fr/elections/presidentielle/