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  • Chiara Floris

Viaggiare è un lusso? Continuità territoriale tra standard e realtà



Viaggiare è un lusso, e la Sardegna lo sa bene.


Chi risiede in territorio sardo, inevitabilmente, ad un certo punto della propria vita, si sarà ritrovato costretto a lanciarsi nella disperata ricerca di biglietti al fine di poter fuoriuscire dall’isola – per via aerea o marittima -e di usufruire di servizi oltremare o, semplicemente, per poter viaggiare a fini ricreativi.

Se da una parte la condizione di insularità riconosce al territorio sardo tutta una serie di caratteristiche di specialità che lo rendono unico nel suo genere, dall’altra può rappresentare per i residenti sardi anche un ostacolo difficile da superare.


E questo, è ciò che oggi migliaia di sardi stanno vivendo sulla propria pelle.

Tariffe da capogiro, carenza di tratte fisse e assicurate che permettano spostamenti agevoli da e per la Sardegna e instabilità nel garantire voli certi tra una stagione e l’altra, sono gli incubi che oggi l’Isola vive quotidianamente, immersa non solo nel Mediterraneo ma anche in un clima di costante precarietà. L’incertezza che questa condizione di disagio trascina con sé rende il tema della continuità territoriale più attuale che mai.


Con il termine continuità territoriale (CT) ci si riferisce a tutti quegli strumenti legislativi che hanno come obiettivo garantire servizi di trasporto sicuri ai cittadini residenti in regioni particolarmente sfavorite o difficilmente accessibili, al fine di rafforzare la coesione tra diverse aree di uno stesso Stato, superando le barriere legate alla lontananza geografica. [1] Nella pratica, la continuità – in quanto solitamente concepita come servizio pubblico - si traduce in un sistema di sostegni fornito dallo Stato ai cittadini o alle entità regionali interessate, che deroga i principi del libero mercato e della libera concorrenza, al fine di non rendere la condizione di irraggiungibilità un fattore discriminatorio o penalizzante.

Relativamente all’Italia, la continuità territoriale si colloca nel quadro più generale di garanzia dell’uguaglianza sostanziale dei cittadini e di coesione economico-sociale, dato che “spostarsi” si configura come un’attività di tipo economico e come un elemento imprescindibile del “diritto alla mobilità” previsto dall’art. 16 della Costituzione italiana. [2]


A livello comunitario, l’Unione Europea prevede un regime di CT per i cittadini residenti in regioni sfavorite dello Stato membro a cui appartengono, al fine di garantire servizi di trasporto aereo o marittimo accessibili e ragionevoli. Di norma, la scelta del soggetto cui affidare i servizi di continuità avviene attraverso la predisposizione di un bando di gara nel quale vengono indicate rotte e numero di voli minimi da garantire, così come il prezzo del biglietto e i relativi servizi. Tali rotte verranno poi concesse, con sovvenzioni statali, al vincitore della gara, in deroga al principio del libero mercato.

Insomma, la continuità territoriale è uno strumento – riconosciuto e valorizzato internazionalmente - che permette anche a chi vive più lontano di spostarsi agevolmente e di vivere una vita in cui le distanze geografiche non rappresentino un ostacolo insormontabile.

 

Modelli a confronto

Nonostante a separarla dalla Francia metropolitana sia una piccola distanza geografica, la Corsica condivide con i territori d'oltremare – e con la sua vicina di casa, la Sardegna - i problemi legati all'insularità. Da ciò, la necessità di godere di un regime di continuità territoriale. Attivo dagli anni Settanta del secolo scorso, il modello di continuità corso consiste oggi in una sovvenzione annuale dello Stato che ammonta a circa 187 milioni di euro (aumentato a 220 milioni di euro alla fine del 2022)[3] e che si fonda sul concorso di CCM Airlines (Air Corsica) e Air France, la compagnia di bandiera francese. Air Corsica è l'unico operatore di DSP (delegazione di servizio pubblico, vale a dire un impegno contrattuale attraverso cui viene affidata la gestione di un servizio pubblico ad un soggetto privato [4]) sulle linee Parigi Orly-Figari e Parigi Orly-Calvi, e sulle tratte Marsiglia-Corsica e Nizza-Corsica. [5]


In Spagna, il sistema di continuità territoriale presenta alcune caratteristiche che lo distinguono da quello francese e da quello portoghese. La Spagna, per le sue isole, ha infatti deciso di prediligere un sistema secondo il quale le rotte rimangono in mano al libero mercato, le compagnie aeree decidono tariffe, condizioni e orari, e lo Stato garantisce uno sconto del 75% sui biglietti. Lo Stato spagnolo riconosce inoltre, alle famiglie numerose, degli ulteriori sconti che unendosi alla sovvenzione possono arrivare a coprire l’85% del biglietto.


Sino al 2015, in Portogallo, Madeira e le Azzorre avevano potuto avvalersi di una continuità territoriale simile a quella sarda (monopolio di una sola compagnia aerea, orari stabiliti a livello governativo, tariffe fisse per residenti e universitari). Dal 2015 in poi però, prendendo spunto dal modello spagnolo, le amministrazioni portoghesi hanno deciso di cambiare pagina e di optare per rotte aperte anche alle compagnie aeree low cost e contributi incassati direttamente dai viaggiatori, in nome del diritto alla mobilità. [6]

 

L’esperienza sarda

La legge 296 del 2006 ha previsto il trasferimento delle funzioni relative alla continuità territoriale dallo Stato alla Regione Sardegna. Questa legge rappresenta una vera e propria svolta in termini di definizione e organizzazione della continuità territoriale aerea sarda, la cui disciplina è stata regolata dal decreto ministeriale 466 del 2021, che impone oneri di servizio pubblico sui collegamenti con Roma e Milano dai tre principali aeroporti sardi (Aeroporto di Cagliari-Elmas, Aeroporto di Alghero-Fertilia e Aeroporto di Olbia-Costa Smeralda). [7]


L’attuale modello di continuità territoriale sardo è stato discusso e approvato dalla Giunta regionale lo scorso 14 dicembre 2023 e prevede la sperimentazione del cosiddetto “nuovo modello sardo”, ispirato all’esperienza delle Baleari e fondato su tre punti cardine: oneri di servizio pubblico, aiuti ai vettori per l'attivazione di nuove venti rotte fisse ed annuali e contributo sociale rivolto ai giovani under 25 e agli anziani over 65 per i voli non ricadenti nel regime di continuità territoriale. Tre sono i contributi che queste categorie potranno ricevere a seconda del costo del volo: 25 euro di rimborso per biglietti compresi tra i 100 e i 125 euro, 50 euro per biglietti dal costo compreso tra i 125 e i 175 euro, e 75 euro per biglietti che ammontano ad una cifra tra i 175 e i 500 euro. Ogni cittadino sardo potrà usufruire, durante quest’anno di sperimentazione, fino a un massimo di mille euro totali di contributi, e ad erogare il contributo, richiedibile tramite un’apposita piattaforma, sarà il Comune di residenza del passeggero. [8]


Quello della continuità è un tema sul quale dovranno a breve dibattere il Consiglio regionale e la Giunta regionale appena insediatisi e guidati da Alessandra Todde, neoeletta presidente della Regione. Promozione di una legge nazionale che preveda un solido aumento del finanziamento della continuità territoriale, attivazione di un dialogo serrato – mediato e supportato dallo Stato –con Bruxelles, attuazione di un modello di CT misto (oneri di servizio affiancati a rimborsi al passeggero e compensazioni alle compagnie aggiudicatarie dei bandi), creazione di una squadra composta da specialisti del settore che segua dall’interno dell’amministrazione regionale la questione della continuità territoriale aerea e marittima e messa a punto di un sistema di governance delle società aeroportuali e di una rete degli aeroporti sardi: questi gli obiettivi della Todde in termini di continuità.


Data la situazione di precarietà odierna, non è da escludere che l’attuale bando che ha coperto le tratte dal 29 ottobre 2023 e che scadrà il prossimo 27 ottobre 2024 possa essere prorogato. Nel frattempo, però, i disagi persistono, come dimostrano le difficoltà a cui i sardi non residenti nell’Isola hanno dovuto far fronte per poter votare alle ultime elezioni regionali, e le proteste scoppiate in seguito alla cancellazione da parte di Aeroitalia del volo Alghero-Roma delle ore 11 a partire dal prossimo 8 aprile. [9]


Fonti:

[1] Continuità territoriale, Wikipedia, 27 dicembre 2022

[2] La continuità territoriale, Camera dei Deputati, https://leg15.camera.it

[3] Postollec, J., [DOSSIER - 2/3] Continuité territoriale : le modèle corse est-il transposable aux Outre-mer?, Outre-mer la 1. Outre-mer La 1ère, 4 aprile 2023, https://la1ere.francetvinfo.fr/dossier-2-3

[4] La délégation de service public, finistere.gouv.fr

[5] Air Corsica, Wikipédia, 9 marzo 2024, http://fr.wikipedia.org/

[6] Ruffi, M., Continuità territoriale: i casi di Corsica, Baleari e Azzorre, L’Unione Sarda, 15 ottobre 2021, https://www.unionesarda.it

[7] Continuità territoriale aerea, Portale mobilita Sardegna (n.d.),

[8] Redazione, Aerei: Sardegna sperimenta modello Baleari con aiuti a passeggeri, ANSA, 14 dicembre 2023, https://www.ansa.it/sardegna/notizie

[9] Redazione, Aeroitalia cancella il volo Alghero-Roma delle 11 a partire dall’8 aprile, La Nuova Sardegna, 4 marzo 2024,

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