• Priscilla Pili

Viaggio nella grande decadenza


‘’Viaggio nella grande bellezza’’ sospeso da Canale 5.

Probabilmente alcuni di voi, leggendo queste parole, non avranno ben chiaro di cosa sto parlando. Intravedo sguardi confusi e punti interrogativi. Tranquilli però, la colpa non è vostra, o meglio, non del tutto.


Viaggio nella grande bellezza è (era?) il programma di divulgazione condotto da Cesare Bocci, in onda su Canale 5 il martedì sera. Partita il 29 dicembre 2020, ad appena la sua seconda stagione, la trasmissione termina con la quarta puntata delle sei previste. La causa? Gli ascolti ritenuti troppo bassi dalla rete Mediaset. Una media di circa 1.872.000 spettatori ed uno share pari all’8,8% avrebbero infatti convinto l’ente televisivo ad interrompere la serie di doc-evento prima del previsto. L’esperienza di Bocci si conclude così infelicemente dopo un inizio che ben aveva fatto sperare Canale 5, il quale, dopo una iniziale risposta positiva da parte del pubblico, composto da 2.327.000 spettatori pari al 12.4% di share, si era illuso di aver trovato un prodotto a sfondo culturale in grado di catturare l’attenzione degli osservatori abitudinari di Forum, Uomini e Donne, Striscia la Notizia o dell’intramontabile Grande Fratello.


Una produzione curata minuziosamente, con riprese suggestive ad accompagnare i racconti della nostra penisola e l’arte come testimonianza di un vissuto che ci appartiene ed accomuna. Dalla vicenda dei Dogi e della millenaria Repubblica, passando dagli eterni Fori al mozzafiato Palazzo Colonna, per arrivare alla Firenze del Rinascimento e alla Milano del genio leonardesco, Bocci si è posto alla pari dello spettatore e, più che condurre, si è lasciato guidare come il suo pubblico da studiosi ed esperti del settore, alla scoperta delle meraviglie che per mesi non hanno potuto accogliere visitatore alcuno. Gli ultimi due appuntamenti, che avrebbero visto come protagoniste le località di Torino, Assisi e Orvieto non andranno in onda nelle prossime settimane, ma non è detto che queste non vengano proposte in futuro.


È un peccato che i risultati ottenuti non siano stati all’altezza delle aspettative, soprattutto perché il programma, oltre ad essersi mostrato in grado di raccontare le bellezze della nostra penisola in maniera chiara ed accessibile, puntando su interviste, sopralluoghi e contributi video, rappresentava l’occasione di rilancio e promozione di uno dei Paesi con il più grande patrimonio culturale al mondo, spesso ignorato dai suoi stessi apparenti ‘’difensori’’. Di cultura nella televisione italiana non ne avremo mai abbastanza, ma ancora è lontana la consapevolezza di dover tutelare ciò che di più prezioso abbiamo. La custodia parte dalla memoria e per ricordare è necessario conoscere.


Una domanda sorge spontanea: a non funzionare è il format o il canale nel quale è stato diffuso? Inevitabile è il confronto con la famiglia Angela che con Superquark prima e Ulisse – Il piacere della scoperta poi, è riuscita a superare i 3,7 milioni di spettatori ed uno share pari al 15,9% anche lo scorso 23 dicembre. La Rai sa ormai di poter vincere facile con un divulgatore professionista come Alberto Angela, in grado di riunire in prima serata una platea variegata e non necessariamente di professionisti del campo. Ciò che questi dati mettono in evidenza, è l’esigenza di programmi accattivanti, in grado di permettere alla cultura di stare al passo con il trasloco degli ultimi tempi verso il piccolo schermo o sui canali online.


Intanto, Canale 5 non ci indurre in tentazione, ma liberaci dalle urla dei reality.


Amen