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  • Immagine del redattoreEmanuele Orrù

Walter Noli, c'è un giovane sardo a capo delle consulte studentesche




Si definisce un ragazzo come tanti Walter Noli, algherese di 18 anni che frequenta il liceo classico Manno di Alghero. Ma in realtà, dietro la vita di un ragazzo liceale si nasconde la passione per la sua città, gli studenti e il prossimo.

Ha trovato nella rappresentanza studentesca un modo per dare voce a quegli studenti che non ne hanno e per provare a modificare le storture del sistema scolastico affinché sia realmente a portata di tutti.


Walter, infatti, da poco più di un mese è portavoce dell’Ufficio delle Consulte Nazionali (UCN), ovvero l’organo di rappresentanza studentesca più importante delle scuole superiori nazionali. L’UCN è formato dai presidenti di tutte le regioni del Paese, eletti dai rispettivi presidenti provinciali, in un sistema che ha alla base i rappresentanti della consulta scelti in ogni istituto superiore del territorio italiano. Le Consulte Provinciali Studentesche (CPS) sono per questo gli organi base della rappresentanza nelle scuole. Abbiamo parlato di questo e altro proprio con il giovane rappresentante algherese.


Come mai questa passione nel rappresentare gli studenti? Cosa ti ha portato a questo? È successo un qualcosa o è solo un forte senso civico?


"Non c’è un fatto della mia vita in particolare, è un qualcosa di istintivo che si è manifestato già alle scuole medie e si è “istituzionalizzato” nelle scuole superiori. Ora la rappresentanza è il punto di sintesi che mi permette di crescere personalmente, di arricchirmi di esperienze ed aiutare chi mi circonda".


Parlami della Consulta Provinciale Studentesca (CPS), cos’è e come funziona oggi? Serve realmente a qualcosa?


"La CPS è un organo provinciale di rappresentanza studentesca, l’anello di congiunzione tra gli studenti e gli organismi istituzionali, dai comuni al Governo. Tramite elezioni di primo livello, gli studenti eleggono due rappresentanti per scuola, a loro volta i rappresentanti eletti votano il presidente provinciale, è così via finché non viene eletto il presidente nazionale che è chiamato Portavoce.

La presidenza funziona con diverse modalità, ogni presidente dà il taglio organizzativo che preferisce.

Come campo d’azione concreto si può fare molto: dal confronto istituzionale con gli amministratori locali per risolvere problemi come trasporti ed edilizia, fino a iniziative di respiro più ampio con proposte arrivano al ministero. La CPS può essere anche un mezzo per organizzare manifestazioni culturali e ludiche per gli studenti. È uno strumento a 360° dove lo studente delle scuole superiori trova ragazzi pronti ad aiutarlo, ma anche degli spunti di divertimento e di riflessione".



Invece cosa è successo a Roma? Come è andato l’incontro dell’Ufficio delle Consulte Nazionali (UCN)?


"L’UCN è l’organo che riunisce tutti i presidenti delle consulte regionali e delle province autonome, si incontra prevalentemente a Roma. Da 20 al 22 febbraio si è riunito a Roma ed io sono stato eletto come suo Portavoce Nazionale, per cui sono diventato portavoce nazionale delle consulte provinciali, un risultato che non può che lasciarmi estremamente soddisfatto come coronamento di una carriera nel mondo della rappresentanza studentesca. Proverò a portare avanti il mio ruolo avvicinando sempre di più alle scuole questo organismo istituzionale che spesso sembra molto lontano dalle esigenze dei ragazzi. Voglio impostare un lavoro di ascolto che vada ad intercettare i bisogni degli studenti. Vorrei essere un pungolo non fastidioso, ma propositivo al Ministero dell’Istruzione: non dico di voler fare grandi rivoluzioni, ma l’intenzione è quella di correggere le storture che ci sono come ad esempio gli esami di stato, il PCTO (percorsi per le competenze trasversali e l’orientamento, l’evoluzione dell’alternanza scuola lavoro ndr) ed altre problematiche esistenti nel mondo delle scuole che in qualche modo non valorizzano gli studenti e vanno rivisti. Ecco, già risolvendo questi problemi sarebbe una piccola rivoluzione.

Un altro punto è la riforma della rappresentanza a tutti i livelli. Le regole esistono da più di vent’anni e vanno portate a passo con i tempi per dare una giusta rappresentanza agli studenti e giusti oneri ed onori ai rappresentanti".


Hai conosciuto il ministro Valditara?


"Sì, il ministro si è mostrato subito disponibile alla collaborazione. Ha affermato di voler costituire un tavolo in grado di riunire studenti e genitori. Ho constatato una certa sensibilità su questi temi anche dalla sottosegretaria Frassinetti".



Cambiamo argomento, esiste una politica all’interno delle scuole superiori?


"Esiste una politica studentesca più di quanto si pensi. Ci sono due binari su cui si evolve la politica studentesca: il primo va verso la politica sindacale, che è quello che fanno le associazioni studentesche di cui esiste un'ampia galassia da destra a sinistra, mentre il secondo è il canale istituzionale di cui le consulte, e nella fattispecie l’UCN, è il massimo grado di rappresentanza. Come già detto però quest’ultimo binario, quello istituzionale, va rivisto e ammodernato".


I partiti sono presenti nelle istituzioni scolastiche?

"La Consulta è apartitica, non deve avere influenze partitiche di nessun tipo, ovviamente ogni coordinatore magari fa politica associazionistica o è tesserato ad un partito. Però sì, ognuno ha le sue idee ma si discute in merito sempre al bene dell’organo di rappresentanza e quindi per il bene degli studenti".


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