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  • Silvia D'Andrea

Arte e ambiente: il labile confine tra attivismo e vandalismo


La crisi climatica causata dalle troppe emissioni di gas serra è ormai un’ingombrante presenza della quotidianità di ogni persona sulla Terra. In modi diversi, più o meno diretti, siamo tutti colpiti dal cambiamento climatico e dalla degradazione dell’ambiente, insieme a tutto ciò che ne consegue.

Proteggere l’ambiente non significa niente di meno che tutelare la vita stessa, garantire la sicurezza alimentare e prevenire ed evitare migrazioni forzate. Tutti questi propositi sono però destinati ad infrangersi se non vengono sostenuti da investimenti concreti e urgenti nella transizione verde, nell’abbandono totale dei combustibili fossili in favore della sostituzione con l’energia rinnovabile.


Questa è la motivazione ultima che nel corso di quest’anno ha spinto numerosi attivisti a mettere in atto plateali gesti per richiamare l’attenzione sulla crisi climatica in corso. I protagonisti in questione sono giovani esponenti dei gruppi ambientalisti Just Stop Oil, Last Generation ed Extinction Rebellion e del gruppo Ultima Generazione, movimenti nati di recente che promuovono conoscenza e consapevolezza sul tema del cambiamento climatico e che mettono in campo azioni di disobbedienza civile non violenta per veicolare il proprio messaggio. Ad ottobre, infatti, alcuni attivisti hanno sferrato quello che è stato ultimamente definito un “attacco all’arte” scagliando una zuppa a base di verdure prima contro i Girasoli di Van Gogh, Il Pagliaio di Monet, poi ancora contro La Ragazza con l’orecchino di perla di Vermeer, ed infine contro Il Seminatore di Van Gogh – per citarne solo alcune – per poi incollare sé stessi alla parete. Si sono verificati episodi simili anche nei mesi precedenti, intensificatisi poi a ridosso della COP27 di Sharm el-Sheikh con due nuovi “colpi”: a Milano gli attivisti hanno ricoperto di farina un’automobile dipinta [1] da Andy Warhol, priva di protezioni, mentre il quadro Morte e Vita di Gustav Klimt è stato l’ennesimo bersaglio del gruppo Last Generation di Vienna.


Da Londra a Roma, passando per le grandi città dell’arte d’Europa, ciò che stupisce di queste azioni non è soltanto l’azione in sé, seguita dalla vigorosa indignazione generale che è scaturita dal tentativo simbolico di voler deturpare opere d’arte dall’inestimabile valore storico, artistico, economico e culturale. L’obiettivo di questi gesti non era di svalutare l’arte in sé o gli autori delle opere. Nessun dipinto, infatti, è stato danneggiato perché protetto da un vetro, anche se in alcuni casi sono stati riscontrati dei danni alle cornici. [2]

Gli attivisti hanno voluto lanciare un messaggio a tutti, indistintamente, specificando che è solo alzando la voce e facendo scalpore che si può essere ascoltati: «Siamo in una catastrofe climatica e tutto ciò di cui avete paura è di zuppa di pomodoro o purè di patate su un dipinto […] Questo dipinto non varrà nulla se dovremo combattere per il cibo» grida un’attivista tedesca, [3] «Cosa vi interessa di più l’arte o la vita?» grida un’altra attivista inglese, [4] «siete arrabbiati perché abbiamo sporcato un vetro che domani verrà pulito, ma fra qualche anno i vostri figli non potranno più mangiare. Dovremmo esplodere di rabbia per questo» spiega infine una giovane attivista italiana. [5] La semplicità di queste affermazioni così risolutive del problema che viene portato all’attenzione degli spettatori indignati è l’elemento che maggiormente desta stupore.


Il gesto degli attivisti è risuonato chiaramente anche grazie all’ingente copertura mediatica. Del tutto diversa è invece la sorte del messaggio da questi comunicato. All’indomani dei fatti di Roma, il Ministro della Cultura Gennaro Sangiuliano ha affermato: «Attaccare l’arte è un atto ignobile che va fermamente condannato. La cultura, che è alla base della nostra identità, va difesa e protetta, non certo utilizzata come megafono per altre forme di protesta». [6] Dure sono state anche le parole di Iole Siena, Presidente di Arthemisia, l’azienda che ha organizzato la mostra dei quadri del pittore olandese a Roma: «Ritengo che il gesto mediatico - perché di questo si tratta - sia decisamente da condannare, un’azione stupida fatta da gente stupida. Che ottiene l’effetto esattamente contrario a quello voluto, perché identificare gli ambientalisti con i vandali non giova alla loro causa, tutt’altro. Non è facendo azioni orribili che si crea consenso sui temi importanti, e di certo non è distruggendo l’arte (o fingendo di distruggerla) che salveranno il pianeta».[7]


Di fronte alle affermazioni delle due parti è difficile non essere combattuti fra la condanna di un oltraggio e la speranza che il messaggio che con tale gesto si è voluto diffondere venga concretamente recepito dalle classi politiche di tutta l’Europa. Sì, perché di fronte un futuro colmo di insicurezze e infelici pronostici sul piano ambientale, l’unica certezza, come reiterato dagli attivisti, è che questa sarà una vera e propria scia di protesta, non una serie di episodi isolati, perché così come il valore dell’arte trascende qualsiasi confine, la crisi climatica fa altrettanto. È dello scorso 7 dicembre, infatti, la notizia di una nuova mossa: alcuni attivisti hanno lanciato della vernice contro l’ingresso del Teatro alla Scala di Milano, dove quella stessa sera si sarebbe aperta la stagione lirica. [8]


L’urgenza sempre più pressante di contrastare il cambiamento climatico ed implementare strategie di adattamento sembra generare ultimamente un cambiamento all’interno dei movimenti ambientalisti stessi e della loro lunga storia. [9] Non ci si limita più a condannare l’inazione con parole dure, come ha fatto spesso Greta Thunberg, non ci si ferma più alle manifestazioni e alla partecipazione a eventi di rilievo internazionale dedicati, né alla prestazione dei cosiddetti servizi ambientali. Le proteste stanno ormai acquisendo un carattere di intransigenza, un gesto il cui messaggio non accetta di passare inosservato. Certamente ciò non si è verificato, al punto che già il 9 novembre un centinaio di direttori di alcuni dei musei più noti e importanti al mondo hanno firmato congiuntamente uno statement che è stato pubblicato sul sito dell’International Council of Museums, organizzazione internazionale che dal 1946 rappresenta e supporta i musei e il lavoro dei loro professionisti. Di seguito un estratto del breve comunicato: «Nelle ultime settimane ci sono stati diversi attacchi alle opere d'arte nei musei internazionali. Gli attivisti responsabili sottovalutano gravemente la fragilità di queste opere insostituibili del patrimonio culturale mondiale, che devono essere preservate. In quanto direttori di musei, la pericolosità di questa situazione ci ha scosso profondamente». [10] Ancora, i direttori asseriscono che i musei, che favoriscono i momenti di socialità all’insegna di un accesso diretto all’eredità culturale, in questo singolare momento storico sono ancora più importanti. Essi tuttavia possono continuare a svolgere la propria funziona solo se le opere ivi contenute sono mantenute intatte.


Restano infine tre provocazioni, tre domande su cui è necessario interrogarsi: che tipo di giudizio si può dare su quanto sta avvenendo? E, per ridurre tale questione ai minimi termini, qual è il confine fra attivismo e vandalismo? E soprattutto, fino a che punto azioni di questo genere si renderanno necessarie affinché ognuno comprenda la vitale importanza di fronteggiare la crisi climatica, sia pure rimettendo in discussione la scala di valori a cui siamo abituati?


Fonti

[1] Redazione, Il video degli attivisti per il clima che coprono di farina un’auto dipinta da Andy Warhol esposta a Milano, Il Post, 18 novembre 2022, https://www.ilpost.it/flashes/

[2] Redazione, Attacco ambientalista alla National Gallery di Londra danneggia opera di Constable, Artuu, 6 luglio 2022, https://www.artuu.it/

[3] Redazione, Attivisti ambientali gettano purè su un Monet, Rsi, 23 ottobre 2022, https://www.rsi.ch/news/mondo/

[4] Redazione Cronache, I «Girasoli» di Van Gogh, attivisti ambientali gettano zuppa di pomodoro sul capolavoro, Corriere della Sera, 14 ottobre 2022, https://www.corriere.it/cronache/

[5] Redazione, VIDEO | Le immagini degli attivisti che gettano zuppa di piselli su quadro di Van Gogh, Roma Today, 4 novembre 2022, https://www.romatoday.it/attualita/

[6] Twitter, Ministero della Cultura, 4 novembre 2022, https://twitter.com/MiC_Italia/

[7] Redazione, Il 'Seminatore' di Van Gogh torna in mostra: "Nessun danno dopo il lancio della zuppa", Roma Today, 6 novembre 2022, https://www.romatoday.it/attualita/

[8] Redazione, Milano, lanciano vernice contro la Scala: bloccati cinque attivisti di Ultima Generazione, SkyTg24, 7 dicembre 2022, https://tg24.sky.it/

[9] Giorgio Osti, Dalla protesta ai servizi: percorsi del movimento ambientalista in Italia, Quaderni di Sociologia [Online], 1998, online dal 30 novembre 2015, http://journals.openedition.org

[10] Statement: Attacks on artworks in museums, International Council of Museums, https://icom-deutschland.de/


Fonte foto di copertina: Silvia D'Andrea | TocToc Sardegna

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