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  • Davide Casula

Black-out Cagliari, altra sconfitta alla Unipol Domus


Nuova giornata, nuova sconfitta. Il Cagliari perde il match infrasettimanale contro il Milan di Pioli per 3-1.

I rossoblù, nonostante disputino una buona partita, non riescono ad uscire dal momento negativo, rimanendo ancora a secco di vittorie e con una classifica che preoccupa sempre di più, considerata la striscia di 4 insuccessi in 6 match, con soli 2 gol a tabellino e soprattutto l'ultimo posto in solitaria.



Il match

3-5-2 ormai divenuto di rito per gli uomini di Ranieri, che vede pochi cambiamenti oltre ai ritorni di Petagna davanti e Wieteska nella retroguardia. Al lato opposto il Milan sceglie il turnover, dando spazio alle seconde linee come Okafor e Adli. Alcune folate iniziali del Milan sembrano subito alzare il ritmo della gara, prima che i padroni di casa che prendano le misure e controllino senza troppi affanni e in modo ordinato, ripartendo sempre dalla parte di Luvumbo che impegna più volte Theo Hernandez difensivamente. È proprio dalle sgasate dell’angolano, dopo aver punto più volte la retroguardia rossonera, che parte il vantaggio: palla sulla destra recuperarata da Nandez che libera l’attaccante cagliaritano sul piede a forte e sassata che si insacca alle spalle di Sportiello. Nonostante la buona prestazione degli isolani, la gioia dura appena 11 minuti, complice anche una doppia indecisione di Radunovic, con prima il serbo che non trattiene un non invitante cross di Pulisic e al gol di Okafor e, successivamente, sul corner insaccato da Tomori. Il secondo tempo vede un Cagliari inizialmente arrembante, complice anche l’inserimento di un più dinamico Oristanio in avanti. Tuttavia, ci pensa Loftus-Cheeck a chiudere definitivamente la pratica, con un tiro da fuori che si incassa all’angolino alla sinistra dell’estremo difensore serbo. La restante frazione di gara ha visto i rossoblù provare a raddrizzare una partita ormai compromessa, ma senza efficaci risultati.


Porte girevoli?

Quando un evento accade una volta potremmo definirlo un caso, due volte una coincidenza ma tre volte inizia ad assumere i tratti della certezza. Gli errori di Boris Radunovic in queste prima giornate di campionato iniziano ad avere un certo peso specifico nell’economia della squadra. Se risultava giusto ripartire dall'estremo difensore serbo in seno all’ottimo rendimento dato in B dall’ex atalantino, le uscite a vuoto, letterali e non, obbligano ad una seria riflessione. Gli errori potrebbero indurre Ranieri a cambiare per rimettere Radunovic sui binari a cui aveva abituati nei suoi primi scampoli di A al posto di Cragno, nonché in cadetteria. In ogni caso il suo compagno di reparto, l’ex ragazzo prodigio Scuffet, è pronto a scaldare i motori mettendo in pratica l’obiettivo della dirigenza rossoblù: stimolare la competizione fra i compagni di reparto proprio per evitare tali situazioni. Sebbene sia difficile ipotizzare una bocciatura definitiva, le gerarchie risultano men che mai irremovibili.


Cercasi gol

Se da una parte la fase difensiva, oltre che il nodo portiere, creano non poche preoccupazioni, l’attacco continua ad essere il nervo scoperto dei cagliaritani. Il reparto risulta infatti Zito-dipendente, con l’attaccante angolano che risulta l’unico elemento a incidere con una qualche efficacia, seppur l’inserimento di Petagna abbia dato l’aiuto alla manovra e il peso in avanti che Pavoletti e Shomudorov non sono stati in grado di offrire finora. È la vena realizzativa che risulta sfumata, con due reti in sei partite e, come si sa, nel calcio se non segni difficilmente fai punti. Una possibile soluzione potrebbe essere arrivata nel secondo tempo quando, con l’ingresso di Oristanio, si è osservato un pressing e maggiore palleggio nella trequarti avversaria, avvicinando pure i reparti che appaiono quanto mai distanti ed isolati. Un 3-4-1-2 o un 4-3-1-2 per permettere di avere una maggiore qualità e fantasia, rispetto alle formazioni muscolari ma anche sterili viste sino ad ora, ritagliando quindi uno spazio importante per il giovane scuola Inter e per il rientrante Mancosu.


In conclusione, la classifica inizia a creare qualche malumore fra la tifoseria, sia per risultati che per prestazioni. La prossima partita, quella contro la Fiorentina, sarà l’ennesima dura prova e, quella successiva con la Roma, chiuderà il mini tour-de-force che i sardi hanno dovuto affrontare. Servirà dunque fare punti, non solo per evitare di vedere i primi distanziamenti ed un ultimo posto in solitaria, ma anche per riconquistare e tranquillizzare una piazza che intravede già brutti fantasmi.

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