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  • Francesco Ortu

Cagliari, a Salerno la beffa finale nega la prima vittoria


Il Cagliari saluta i tifosi al termine della sfida con la Salernitana | Foto X/Twitter Cagliari Calcio


Pareggio per 2-2 fra Salernitana e Cagliari all’Arechi, con i rossoblù che vedono svanire la prima vittoria al fotofinish per un rigore assegnato con VAR dall’arbitro Chiffi. Risultato che mantiene stabilmente i sardi come ultimi della classe nel campionato.


Il match


Cambiamenti per ambedue le compagini, con i campani del neo-allenatore Inzaghi che opta per un 4-3-2-1, in discontinuità con Paulo Sousa, mentre gli uomini di Ranieri rispolverano dalla soffitta l’ormai classico 4-3-1-2 che coincide con il ritorno in campo di Marco Mancosu. Avvio abbastanza lento per due squadre che hanno paura di farsi male, con i padroni di casa che controllano il pallino del gioco, seppur senza mai creare problemi effettivi alla retroguardia sarda, e gli ospiti che aspettano e giocano di rimessa sfruttando le accelerazioni del solito Zito Luvumbo. Proprio l’angolano, ancora protagonista assoluto fra gli isolani, sigla l’unica emozione della prima frazione di gioco con una rete annullata per off-side. Il secondo tempo vede la squadra di Ranieri molto più affamata, con i salernitani che soffrono maggiormente il pressing e il recupero a centrocampo. Situazione da cui nasce proprio il gol del vantaggio, con recupero palla sulla trequarti e assist di Jankto che permette al solito Luvumbo di sbloccare il risultato. Passano pochi minuti e i padroni di casa trovano però rapidamente il pareggio con un grandissimo inserimento di Dia fra le linee che raffredda l’entusiasmo sardo. Il match però non finisce e i rossoblù ribaltano la situazione con un gol di Viola siglato con un assist al bacio di Shomudorov. Il risultato sembra in cassaforte, ma ci pensa il VAR a scompigliare le carte, assegnando un rigore per un ingenuo tocco di mano di Viola che permette a Dia di siglare la sua personale doppietta e di regalare un punto prezioso in zona salvezza ai campani. Un pareggio che, al contrario, per il Cagliari rappresenta una pesante botta psicologica, oltre che di classifica.


Piccoli segnali ma…


Anche nelle scorse partite si è parlato spesso di segnali incoraggianti da parte degli uomini di Ranieri, che dimostrano una lenta e compassata correzione del tiro grazie al certosino lavoro settimanale. Nella partita dell’Arechi, sino all’uscita di Dossena, i rossoblù non hanno mai rischiato, nonostante la presenza di ostici giocatori come Dia e Candreva. Tuttavia, con l’uscita del difensore ex Atalanta e all’aumentare dei ritmi della partita, la barca ha più volte vacillato e alla prima occasione utile i padroni di casa sono riusciti ad imbucare facilmente e trovare il pareggio. Se questa sbandata sia ricollegabile ad una semplice sfortuna o alla mancanza di ricambi all’altezza lo potranno dire unicamente i prossimi match. D’altra parte, rimane ancora privo di soluzione il nodo attacco. Se da una parte Luvumbo sta lasciando la veste di “sorpresa” in favore di quella di “certezza”, rimane immutata e prevedibile la gamma di opzioni offensive della squadra. Non si contano sulle dita d’ una mano i traversoni di Augello conclusi in un nonnulla per la mancanza di punte strutturate in area, mancanza non solo derivante dalla necessità tattica di una partita improntata sul contropiede, ma anche per gli ormai assodati problemi di costruzione della rosa, testimoniati appieno da uno Shomudorov mai investito di fiducia e da un Petagna non ancora in forma fisica accettabile. Il ritorno di Lapadula, con l'attaccante per la prima volta tra i convocati a Salerno, sembra così essere l'ultimo banco di prova per un reparto che a gennaio potrebbe vedere correzioni e rammendi in sede di mercato, nel tentativo di ribaltare una situazione che potrebbe prospettarsi già compromessa.


Bentornato Marco!


Se il risultato non arride, una piccola fiaccola di gioia perviene dal ritorno di Mancosu. Il fantasista sardo, all’esordio quest’anno con i rossoblù, ha dimostrato il peso della sua assenza nelle precedenti giornate. La presenza del numero 5 permette di sopperire alla mancanza di tecnica e di palleggio in mezzo al campo, oltre che un maggiore contagiri nella ricerca della profondità e dello spazio, tutti elementi assenti nel 3-5-2. Le principali azioni del primo tempo, il massimo della sua autonomia, sono arrivate in prevalenza dai suoi piedi, dimostrandosi un elemento imprescindibile che potrebbe rivelarsi asso vincente nei prossimi scontri salvezza.


Dal punto di vista della classifica, momentaneamente ancora corta, il Cagliari non trova utilità nel 2-2, allungando una striscia tremendamente negativa. Fallita l’importante chance ora gli isolani dovranno affrontare il Frosinone dell’ex Di Francesco, squadra particolarmente in forma e, successivamente, il Genoa. Due match da vincere, sia per riavvicinare il risultato sia per scacciare gli spiriti di un ritorno in purgatorio che, nonostante le poche giornate disputate, si fanno sempre più difficili da scacciare e sempre meno eterei. Le prossime giornate tireranno le prime, ardue, somme che declineranno il segno del proseguimento del campionato.



Fonte foto: X/Twitter Cagliari Calcio

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