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  • Francesco Ortu

Cagliari, con la Roma una sconfitta che fa toccare il fondo




Altra giornata, altra pesante debacle per il Cagliari, con i sardi che, tra le mura domestiche, si schiantano contro la Roma di Josè Mourinho che vince, quasi passeggiando, con un sonoro 4-1 che relega i padroni di casa stabilmente all’ultimo posto della graduatoria della Serie A.


Il match


I rossoblù si schierano ancora con un 3-5-2 che vede poche novità rispetto alle solite uscite, con Obert che viene promosso al posto di Dossena al centro della difesa, Azzi sulla sinistra al posto di Augello e con le titolarità della “linea verde” rappresentata da Prati e Oristanio. L’incontro inizia con ritmi abbastanza blandi, dove l’unico guizzo, nel primo quarto d’ora, arriva da un’incornata di Petagna che viene deviata da Rui Patricio in corner. Bastano pochi minuti perché la qualità della Roma prevalga e, complici due gravi errori difensivi della retroguardia cagliaritana, i giallorossi passano prima in vantaggio con Aouar e, neanche un giro di orologio dopo, con Lukaku raddoppiano. Nonostante i cambi la seconda frazione segue il medesimo ritmo della prima: errore di difensivo di Zappa con Belotti che si iscrive al tabellino e, successivamente, di nuovo il belga che va ad arrotondare le marcature con il secondo centro di giornata. A nulla serve il rigore segnato da Nandez che rappresenta il gol della bandiera in un tonfo totale.


A.A.A. cercasi difesa


Non è una novità il fatto che Ranieri abbia sempre fatto dell’attenzione per la fase difensiva un suo marchio di fabbrica, emblema tipico del calcio all’italiana che pratica. Tuttavia, ad oggi, tanto quanto l’attacco, è la fase difensiva che si sta rivelando una punta particolarmente dolente. Sono ben 16 le reti subite, numeri che la attestano come la seconda peggior difesa del torneo. Il reparto ha manifestato più volte deficit sia dal punto di vista del singolo, buona parte dei gol infatti arrivano proprio da tali situazioni, nonché dal collettivo con una fase difensiva quanto mai ballerina e troppo fragile rispetto ai ritmi della serie A. Non è un mistero che Ranieri avesse richiesto due profili di esperienza per affrontare l’urto della massima serie, inizialmente individuati in Palomino e Ferrari, secondo le voci di radiomercato, per poi virare su Hatzidiakos e Wieteska che, sino ad ora, non hanno offerto le garanzie che si preventivavano complice la provenienza da due campionati esteri. Scelta dettata probabilmente sia da un ragionamento economico, ma anche da una sopravvalutazione e da una troppo ottimistica fiducia riposta nei giocatori dello scorso campionato. Elemento questo che si ricollega ad un altro vizio della stagione rossoblù.


Una valutazione troppo ottimistica


La vittoria dei play-off e la promozione dello scorso anno, quasi miracolosa per i modi in cui è avvenuta, hanno probabilmente portato ad una eccessiva fiducia in un organico che, nonostante l’impresa, aveva dimostrato pecche rispetto alle altre compagini della categoria, controbilanciate da un comparto tecnico e da una guida tecnica superiori. Questo ha sicuramente pesato in maniera distorsiva sulla costruzione della squadra, portando ad una visione eccessivamente ottimistica del patrimonio a disposizione e, al contempo, sottovalutando il salto di categoria. Il mix tra giovani ed elementi in cerca di rilancio, decantato più volte dal DS Bonato, ha fallito nel compensare la mancanza di carattere e di esperienza necessari a cementificare e stabilizzare il gruppo. che al momento sembra incapace di reggere i ritmi della categoria e di resistere alle “libecciate” che stanno rovesciando la barca su cui naviga il Cagliari. Oltre al pedigree dei nuovi acquisti anche le caratteristiche appaiono problematiche, con solo due elementi capaci di apportare qualità, Oristanio e Prati, in mezzo ad una rosa costruita più sulla rottura che sulla costruzione di gioco. Scelta che si ripercuote visibilmente nella proposizione di soluzioni diverse dall’attesa e la conseguente ripartenza rapida.

I sardi appaiono quanto mai ad un bivio, con il peggior avvio di sempre e le avversarie che, seppur lentamente, iniziano a distanziarsi sempre di più. Con Sir Claudio che difficilmente verrà messo in discussione, sia per il peso contrattuale e non del tecnico di Testaccio sia per la mancanza di alternative effettivamente valide. Rimane così da sperare in un cambio di marcia contro squadre teoricamente più alla portata come Salernitana, Frosinone e Genoa, approfittando della sosta nazionale. Nel caso contrario solo un miracolo sportivo, con l’aiuto del mercato, potrebbe raddrizzare la stagione del Cagliari salvandolo da un nuovo purgatorio.


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