• Lorenzo Pucci e Victoria Atzori

Ius Scholae: uno spiraglio (forse) di uguaglianza


La legge che regola l’accesso alla cittadinanza italiana è vecchia di 30 anni e una parte del Parlamento sta spingendo per una riforma che rispecchi le esigenze attuali del Paese.


Lo scorso 9 marzo, la commissione Affari Costituzionali della Camera ha adottato il testo base sulla riforma della cittadinanza, dando vita a quello che conosciamo come Ius Scholae. La proposta, presentata dall’on. Giuseppe Brescia (M5S Camera), è di conferire la cittadinanza italiana ai minori di origine straniera, nati in Italia o arrivati prima dei 12 anni. Attualmente, un bambino ottiene la cittadinanza solo se uno dei due genitori è già considerato italiano. Altrimenti, chi nasce da genitori stranieri può richiederla solo dopo aver compiuto 18 anni e aver risieduto in Italia legalmente. Le altre modalità per l’ottenimento della cittadinanza sono: servizio di leva militare in Italia o servizio civile, naturalizzazione, matrimonio o unione civile e decreto del Presidente della Repubblica.


Tuttavia, sono stati presentati 727 emendamenti, in particolare da Lega e Fratelli D’Italia che hanno presentato rispettivamente 484 e 167 proposte di modifica. Si tratta infatti di partiti fortemente contrari al cambiamento della legge 91/1992. [1] L’obiettivo è quello di rendere più complesso l’ottenimento della cittadinanza. Si richiede, infatti, il sostenimento di una prova orale concernente la conoscenza di: sagre, festività religiose locali e regionali, patroni e tradizioni popolari, padroneggiare la musica italiana con capacità di riassumere un brano, tradizioni enogastronomiche e infine la conoscenza della storia italiana. [2] Si richiede inoltre il massimo dei voti, la media dell’8 o che addirittura la cittadinanza in sé possa essere rilasciata solo agli stranieri che frequentano scuole private. [3]


Per il Partito Democratico far passare questa riforma è una priorità. Per il segretario Enrico Letta "è una questione di civiltà, che è in sintonia con la maggior parte dell’opinione pubblica. Sarebbe assurdo non farlo. Sappiamo che non sarà facile a causa dell’opposizione ideologica di alcuni partiti. Ma faremo di tutto per farla passare, nella forma più avanzata possibile". [4]


Tuttavia, Igor Iezzi, capogruppo della Lega in commissione, ha dichiarato: "Lo Ius Scholae non è altro che uno Ius Soli mascherato, il solito cavallo di troia per allargare le maglie per il riconoscimento della cittadinanza italiana". [4]


In questo momento ci sono oltre 860 mila figli di immigrati nati o cresciuti in Italia senza cittadinanza. Questo amplia la fuga di cervelli: non potendo accedere alla cittadinanza come la maggior parte dei loro coetanei, molti di questi preferiscono trasferirsi e lavorare all’estero, in quanto le leggi sulla cittadinanza al di fuori dell’Italia sono decisamente più eque. Il mancato ottenimento della cittadinanza comporta inoltre una serie di problemi, come ad esempio il non riconoscimento del diritto di voto e il divieto di partecipazione ai concorsi pubblici. Chi non è in possesso di questo titolo si ritrova ad avere i propri diritti dimezzati. Luca Di Sciullo, presidente di Idos, ha detto: "La storia ci insegna che quando vengono negati i diritti in tenera età e in adolescenza si creano sacche di esclusione e ghettizzazione". [5]


Non tutti poi hanno la possibilità di poter trovare lavoro all’estero: ci sono tanti ragazzi e ragazze che rimangono intrappolati in un sistema burocratico vecchio che limita le loro possibilità; cercano la luce, ma la loro vita è immersa nel buio.


Fonti: [1] Redazione, Ius scholae, quanti minori potrebbero accedervi e quali effetti avrebbe: il vantaggio è per tutti, Il Fatto Quotidiano, 17 aprile 2022, https://www.ilfattoquotidiano.it/ [2] C. Pizzimenti, Ius Scholae: di che cosa si tratta?, Vanity Fair, 4 aprile 2022, https://www.vanityfair.it/article/ [3] will_ita, Instagram, 5 maggio 2022, https://www.instagram.com/p/ [4] Redazione, Ius Scholae, Cos’è e cosa prevede, lentepubblica.it, 7 aprile 2022, https://www.lentepubblica.it/scuola/ius-scholae/ [5] AA.VV., 30 anni senza lode, per una nuova legge di cittadinanza, CILD, p.16, 5 aprile 2022


Fonte copertina: PiuCulture