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  • Chiara Aresu

L’Argentina ha un nuovo presidente: Javier Milei



“Oggi inizia la ricostruzione dell’Argentina” queste sono le prime parole pronunciate da Javier Milei subito dopo la notizia della sua vittoria al ballottaggio delle elezioni presidenziali.

Il ballottaggio, tenutosi nella giornata di domenica 19 novembre, ha registrato un’affluenza del 76% circa, una delle percentuali più basse dalla fine dell’ultima dittatura degli anni ‘80. [1]

Javier Milei, l’anarco-capitalista del partito di estrema destra La Libertad Avanza, ha vinto con il 55,8% dei voti, ribaltando cosi il risultato ottenuto al primo turno di votazioni.


Milei si afferma così sul suo avversario Sergio Massa, attuale ministro dell’economia e candidato con il partito peronista Frente Renovator, che ha finito la sua corsa alla Casa Rosada ottenendo il 44,2%.

La battaglia per la presidenza è stata una delle più serrate degli ultimi anni nel Paese latinoamericano. Nonostante Milei abbia ottenuto la maggioranza dei voti in ben ventuno delle ventiquattro province del Paese, compreso il distretto della città autonoma di Buenos Aires, non si è mai distaccato notevolmente dalle percentuali del suo avversario. Nella provincia del Chaco ha vinto con solo lo 0,15% di voti in più rispetto a Massa. [2] A contribuire al ribaltamento del risultato ottenuto lo scorso ottobre è stata sicuramente Patricia Bullrich che, dopo aver ottenuto solo il 23% ed essere rimasta fuori dalla corsa alla presidenza nel turno precedente, ha deciso di sostenere Milei.


Il vincitore non si è fatto attendere e subito dopo la conferma della vittoria si è presentato al pubblico per la prima volta come presidente eletto. Nel suo discorso, celebrato davanti a una folla di sostenitori in festa, Javier Milei ha affermato che “questa è una notte storica, oggi termina un modo di fare politica e ne inizia un altro”. Ha continuato poi ribadendo ancora una volta che “i cambiamenti di cui ha bisogno il nostro Paese sono drastici, non c’è spazio per il gradualismo” e promettendo che tra trentacinque anni l’Argentina tornerà ad essere una potenza mondiale. [3]

Milei ha ringraziato Mauricio Macri, che è stato presidente dal 2015 al 2019, e Patricia Bullrich per il loro appoggio in campagna elettorale.


Sergio Massa ha immediatamente riconosciuto la sconfitta. Nel suo discorso ha affermato “ho parlato con Milei per congratularmi perché è il presidente che la maggioranza ha eletto. La cosa più importante adesso è lasciare agli argentini il messaggio che la convivenza, il dialogo e il rispetto per la pace [...] sono il cammino migliore che possiamo percorrere” e ha anche espresso la sua totale fiducia nel corretto funzionamento del sistema elettorale che in precedenza era stato in più occasioni messo in discussione. [4]


Non tardano ad arrivare i messaggi di congratulazioni e di solidarietà per il neopresidente da parte di varie personalità da tutto il mondo, politico e non.

Donald Trump, che con un post sul social Truth scrive “sono molto fiero di te [...] renderai di nuovo grande l’Argentina”, e Elon Musk che attraverso il suo account X dice “prosperità in arrivo per l’Argentina”. Anche il presidente brasiliano Luiz I. Lula da Silva si è espresso, sempre via X, scrivendo “la democrazia è la voce del popolo e deve sempre essere rispettata” non accennando mai al nome del vincitore Milei, dal quale in passato è stato definito “comunista” e “corrotto”, ma dichiarandosi sempre disponibile a lavorare con l’Argentina. Gustavo Petro, presidente della Colombia, invece si dimostra critico nei confronti di Milei commentando cosi il risultato “l’estrema destra ha vinto in Argentina, è una decisione della sua società. Sono triste per l’America Latina”.


La cerimonia di insediamento del nuovo presidente avrà luogo alla Casa Rosada, la residenza presidenziale Argentina, nella città di Buenos Aires il 10 dicembre, proprio nel giorno del quarantesimo anniversario del ritorno alla democrazia dopo l’ultima dittatura civile-militare conosciuta come Proceso de Reorganización Nacional.

Gli argentini con l’elezione del carismatico Javier Milei hanno scelto di percorrere una strada nuova, sperando che possa essere la chiave per risollevare il Paese che da anni lotta contro una delle peggiori crisi economiche di sempre.

La decisione è stata presa, adesso non rimane che vedere come agiranno Javier Milei e i suoi compagni in questa nuova sfida al governo dell’Argentina.


Fonti:

[1] Redazione, Las elecciones argentinas registran un 76% de participación, la menor en democracia, El Confidencial, 20 novembre 2023,

[2] Juan Pablo Álvarez, Javier Milei será presidente: cómo votó cada provincia y en cuáles ganó Massa, Bloomberg Línea, 19 novembre 2023,

[3] Redazione, El discurso completo de Javier Milei, Página 12, 19 novembre 2023, https://www.pagina12.com.ar

[4] Constanza Lambertucci, Massa reconoce la derrota: “Mañana mismo se inicia una transición democrática”, El País, 19 novembre 2023, https://elpais.com/argentina/


Immagine di copertina: Javier Milei (Fonte: Il sole 24ore)

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