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  • Immagine del redattoreSilvia D'Andrea

L’eco di Robert Schuman: l’Europa all’indomani della crisi energetica



Nel corso degli ultimi anni l’Europa si è trovata a dover fronteggiare numerose situazioni di grave crisi, come la pandemia, la guerra in Ucraina, la crisi energetica e quella climatica. Queste hanno rappresentato delle ingenti sfide per l’unità della comunità e l’integrità dell’organizzazione; ciò porta a chiedersi se e come l’integrazione politica del continente possa procedere, e lungi dal pretendere di offrire risposte, questo pezzo si propone di affrontare uno degli aspetti menzionati: quello dell’integrazione energetica.


Partiamo da una riflessione storica: lo scorso 9 maggio, l’Europa ha festeggiato il settantatreesimo anno dalla sua nascita, e alla luce degli attuali accadimenti vale la pena di richiamare alcune delle più significative parole all’origine della Comunità europea:


"La pace mondiale non potrà essere salvaguardata se non con sforzi creativi, proporzionali ai pericoli che la minacciano. Il contributo che un'Europa organizzata e vitale può apportare alla civiltà è indispensabile per il mantenimento di relazioni pacifiche". [1]

Così si apre la Dichiarazione Schuman del 9 maggio 1950. Questa dichiarazione, con cui veniva proposta l’istituzione della CECA, mirava a mettere in comune le risorse di due nazioni “storicamente rivali”[2], con ciò perseguendo l’obiettivo illuminista del doux commerce – per dare inizio a un accostamento di interessi che avrebbe poi innescato il cosiddetto processo di integrazione europea. Le risorse si ponevano dunque come mezzo di unità e pace. Oggigiorno la situazione non potrebbe essere più diversa. Le risorse energetiche sono al centro di una politica strategica di accaparramento, cosa che crea divisione, non solo in Europa ma in tutto il mondo.


L’Europa è un importatore netto di energia (per il 58% nel 2020 e per il 56% nel 2021), [3] come dimostra la dipendenza dalla Russia (nel 2021, l’UE importava dalla Russia petrolio per il 28% e gas naturale per il 44%) [4], ora forzatamente messa in discussione in risposta all’aggressione di Mosca nei confronti dell’Ucraina. [5] Eppure nel breve periodo i paesi dell’UE non riescono a rispondere in maniera realmente coesa alla crisi energetica in corso [6], la risposta nazionale sembra essere sempre privilegiata rispetto a quella comunitaria [7], c’è inoltre divergenza di opinioni in merito al modo e agli strumenti tramite i quali affrontare e superare tale crisi. Le misure primarie si sono infatti concentrate sulla stipulazione di accordi per le forniture energetiche con altri Paesi [8] - in sostituzione del gas e petrolio russo -, l’incremento della produzione interna di combustibili fossili con il ritorno al carbone - in alcuni casi [9] - , sussidi e agevolazioni fiscali per combustibili fossili, ed altri interventi governativi. Le risposte nazionali seguono le necessità del momento così come la maggiore o minore sensibilità alle tematiche green, da alcuni Paesi ampiamente avversate. [10] Il mix energetico [11] dei membri dell’UE va infatti tenuto in considerazione, poiché la transizione risulta tanto più difficile per paesi dipendenti dai combustibili fossili.


Veniamo ora alle misure adottate dall’Unione europea. [12] La realizzazione del Green Deal europeo [13] che sembrava destinato a subire un forte rallentamento già a causa della pandemia, ora rischierebbe di subire un ulteriore scacco a causa della crisi energetica esacerbata dalla guerra. Nel marzo 2022, [14] , è infatti emersa con più forza la necessità di porre fine alla dipendenza energetica dalla Russia, [15] , fatto che dal punto di vista diplomatico rafforzerebbe la posizione dell’UE nella sua proiezione internazionale, così come da quello strategico, perché diversificare non solo le fonti energetiche, ma anche i fornitori, può contribuire a garantire la sicurezza energetica senza ricreare una situazione di dipendenza stretta.

È comprensibile che nell’immediato vi sia una naturale predilezione per le misure di emergenza, come già descritto, tuttavia, una buona pratica immediatamente attuabile è la riduzione del consumo di energia finalizzato a un taglio della domanda, una misura che non solo al momento va incontro alla crisi, ma che deve fungere da preludio e accompagnamento a un generalizzato sforzo in ottica di efficientamento energetico. Nel lungo periodo è poi necessario puntare con decisione sulla transizione verde. [16] A tal fine, si rendono anche fondamentali gli investimenti nel campo della ricerca e sviluppo, così come nel campo della comunicazione sociale. Quest’ultima deve essere orientata al coinvolgimento dei cittadini europei (forse prima ancora che i governi) nel mettere in campo le necessarie strategie di conservazione dell’energia, [17] come auspicato anche dal commissario Frans Timmermans in occasione dell’European Energy Efficiency Day 2022. Il cambiamento infatti, non parte dalle politiche ma dalle azioni concrete che ciascuno intraprende, è questo il messaggio di Inger Andersen per la celebrazione del World Environment Day il 5 giugno 2023. [18] La transizione verso un mondo più pulito, nel quale i processi produttivi sono alimentati da energia pulita, passa anche attraverso la lotta all’inquinamento. Il tema di quest’anno è infatti la lotta all’inquinamento da plastica insieme al rifiuto dei cosiddetti single use products, tramite l’incoraggiamento all’adozione di pratiche orientate all’impiego di packaging più sostenibili, al riciclo, ed al riutilizzo. Questi ultimi due punti sono cruciali anche nell’ambito dell’European Critical Raw Materials Action Plan, [19] altro fondamentale tassello della transizione energetica per l’azzeramento delle emissioni, la cui attuazione segue la stessa logica dell’approvvigionamento energetico da Paesi terzi nella sua proiezione esterna. Il fatto che i paesi dell’UE mediamente producano ogni anno il 40% del proprio fabbisogno energetico, e che il 40% di tale fabbisogno sia costituito da energia rinnovabile, [20] indica di per sé la strada da perseguire, tanto è vero che a fine marzo 2023 il Consiglio e il Parlamento Europeo hanno raggiunto un accordo provvisorio sulla riforma della direttiva europea sulle energie rinnovabili. Tramite questa, l’UE mira ad avere una quota del consumo energetico complessivo interno da fonti rinnovabili che ammonti al 42,5% entro il 2030 [21] (con ciò aumentando il target di 10 punti percentuali rispetto all’obiettivo fissato nel 2018 [22]) È necessario puntare sulla transizione energetica come mezzo per la lotta al cambiamento climatico, già obiettivo del Green Deal europeo [23] e del pacchetto Fit for 55, [24] elemento cardine della Commissione Von Der Leyen al quale non si può e non si vuole rinunciare.

Sul piano interno, questi pilastri possono rappresentare per il futuro la chiave di una rinnovata integrazione politica ed energetica fra i paesi europei, richiamandoli alla mutua responsabilizzazione e solidarietà. [25] Sotto quest’ultimo profilo, un importante strumento è il Just Transition Mechanism [26] - parte integrante del Green Deal -, perché con l’obiettivo di “non lasciare indietro nessuno” potrebbe contribuire a un più attivo coinvolgimento dei paesi più vulnerabili. La nuova iniziativa REPowerEU si pone anch’essa in quest’ottica, puntando al risparmio energetico, alla produzione di energia pulita e alla diversificazione delle forniture energetiche, le quali possono essere acquistate in maniera congiunta, [27] con ciò incoraggiando, ancora una volta, la cooperazione. Al contempo, la riforma in senso restrittivo dell’Emission Trading System, pilastro della politica climatica ed energetica dell’UE che punta – tra le altre cose – alla riduzione delle quote di emissione annuali disponibili [28] , solleva le ambizioni dell’UE nella strada per la neutralità climatica (target riduzione emissioni CO2 via ETS entro il 2030 incrementato dal 43% al 62%). [29] Per concludere, volendo proporre un’analisi dai contorni più ampi, è necessario ricordare che oggigiorno sulle relazioni fra i Paesi europei pesano tanti elementi, da ultimo la questione migratoria, nonché il diverso approccio di alcuni paesi di fronte alla guerra (si pensi alla divisione in seno allo stesso Gruppo di Visegrad [30]). Riproporre quindi una soluzione che richiama quella del 1950 oggi non è sufficiente, ma può senz’altro contribuire. Si può dire infatti che le ultime iniziative dell’UE sembrino segnare la strada giusta per dare un rinnovato impulso all’integrazione energetica.


La tutela dell’ambiente, la condivisione di risorse non rinnovabili [31] e poi il loro superamento, [32] e la riduzione delle emissioni in passato hanno già funzionato come collante per rilanciare un dialogo politicamente difficile a livello internazionale ed anche europeo. Nel primo caso, la Conferenza di Stoccolma sull’Ambiente Umano del 1972 ha permesso un rilancio della cooperazione internazionale durante la fase della distensione, ulteriormente rafforzata in occasione del Summit della Terra di Rio de Janeiro tenutosi vent’anni dopo, all’indomani della fine della Guerra fredda. Il secondo caso, nello specifico la Conferenza sulla Sicurezza e la Cooperazione in Europa del 1975, ha molto a che vedere con il summit di Stoccolma, poiché la tutela dell’ambiente ed anche il tema delle risorse energetiche costituivano un punto dell’agenda di cooperazione bilaterale Est-Ovest. In tutti questi casi, la Comunità europea è intervenuta rappresentando la voce dei suoi membri, che hanno dovuto in via preliminare raggiungere una comunanza di vedute, o almeno un accostamento.


A ciò si può aggiungere che, storicamente, l’approccio funzionalista - almeno in termini di dibattito proposto - ha rivestito un ruolo importante nel processo di integrazione europea, con ciò avvalorando la possibilità che la progressiva integrazione energetica possa contribuire anche all’integrazione politica.

Pertanto, sebbene oggi più che mai le parole di Robert Schuman sembrino lontane nel tempo, si può continuare a sperare in un’Europa che, ancora una volta spinta da una necessità e da un ideale che ne costituiscono il retaggio storico, a poco a poco "sorgerà [o piuttosto continuerà a sorgere] da realizzazioni concrete che creino anzitutto una solidarietà di fatto". [33]



Fonti:

[2] ibidem

[3] Consilium, Infografica - In che misura gli Stati membri dell'UE dipendono dalle importazioni di energia?, 13 giugno 2022, https://www.consilium.europa.eu/it/infographics/how-dependent-are-eu-member-states-on-energy-imports/ , ultima consultazione 10 maggio 2023 . Vedi anche Eurostat, Shedding light on energy in the EU – 2023 edition, Interactive publications, marzo 2023, https://ec.europa.eu/eurostat/web/interactive-publications/energy-2023 , ultima consultazione 10 maggio 2023.

[4] Ibidem, vedi anche Consilium, Infografica – Da dove proviene l’energia dell’UE?, 27 settembre 2022, https://www.consilium.europa.eu/it/infographics/where-does-the-eu-s-energy-come-from/ , ultima consultazione 10 maggio 2023.

[5] In occasione del World Economic Forum di Davos – 16-20 gennaio 2023 – Ursula Von Der Leyen ha dichiarato che dallo scoppio della guerra in Ucraina, in meno di un anno l’UE è riuscita a rimpiazzare l’80% del gas via gasdotto russo, con ciò impegnandosi a perseguire l’obiettivo di porre fine alla dipendenza energetica dalla Russia di Putin, vedi Ursula Von Der Leyen, Special Address, Davos, 17 gennaio 2023, https://www.weforum.org/agenda/2023/01/davos-23-special-address-by-ursula-von-der-leyen-president-of-the-european-commission/ .

[6] Già in corso fin dal 2020 in seguito a una prima contrazione della domanda di petrolio a causa della pandemia da Covid-19, cui è seguito un tentativo di aggiustamento dell’offerta di petrolio da parte dell’OPEC, ma successivamente anche un nuovo sbilanciamento del mercato in seguito alla ripresa economica post-Covid-19, vedi: 1) E. Dacrema, A. Perteghella, Petrolio: guerra dei prezzi tra Russia e Arabia Saudita, ISPI, 10 marzo 2020, https://www.ispionline.it/it/pubblicazione/petrolio-guerra-dei-prezzi-tra-russia-e-arabia-saudita-25362 ; 2) E. Dacrema, Il prezzo del petrolio e le conseguenze impreviste del coronavirus, ISPI, 4 febbraio 2020, https://www.ispionline.it/it/pubblicazione/il-prezzo-del-petrolio-e-le-conseguenze-impreviste-del-coronavirus-25010 ; International Energy Agency, Global energy crisis, https://www.iea.org/topics/global-energy-crisis, ultima consultazione 11 maggio 2023; 4) T. Jacobs, OPEC+ Moves To End Price War With 9.7 Million B/D Cut, Journal of Petroleum Technology, 12 Aprile 2020, https://jpt.spe.org/opec-moves-end-price-war-10-million-bd-cut.


[7] Climate Action Tracker, Global reaction to energy crisis risks zero carbon transition, 8 giugno 2022, https://climateactiontracker.org/publications/global-reaction-to-energy-crisis-risks-zero-carbon-transition/ ultima consultazione 11 maggio 2023, vedi anche T. Gillespie, Can Europe’s $375 Billion in Relief Keep People Warm Enough?, Bloomberg, 6 settembre 2022, https://www.bloomberg.com/news/articles/2022-09-05/can-europe-s-375-billion-in-relief-keep-households-warm-enough .

[8] Parlamento Europeo, Accordo sul gas tra Italia e Algeria, l'UE rifinanzi il progetto GALSI, Interrogazione parlamentare - P-000197/2023, 24 gennaio 2023, <https://www.europarl.europa.eu/doceo/document/P-9-2023-000197_IT.html.

[9] Parlamento Europeo, Spinta della Germania sulle centrali a carbone: il fallimento del Green Deal europeo pagato dai cittadini, Interrogazione parlamentare E-000165/2023, 19 gennaio 2023, https://www.europarl.europa.eu/doceo/document/E-9-2023-000165_IT.html, vedi anche Euronews, Germania: chiudono tre centrali nucleari, la soddisfazione degli ambientalisti, 14 aprile 2023, https://it.euronews.com/2023/04/14/germania-chiudono-tre-centrali-nucleari-la-soddisfazione-degli-ambientalisti.

[10] L. Colantoni, Europe's Green Wave and the Future of the Energy Union, IAI, 1 giugno 2019, https://www.iai.it/en/pubblicazioni/europes-green-wave-and-future-energy-union , vedi anche Parlamento Europeo, Impact of the coronavirus crisis on climate action and the European Green Deal, Briefing, 2020, https://www.europarl.europa.eu/RegData/etudes/BRIE/2020/649370/EPRS_BRI(2020)649370_EN.pdf , e infine F. Simon, Basescu: European Green Deal risks pushing ‘two or three countries’ towards EU exit, Euractiv, 20 febbraio 2020, https://www.euractiv.com/section/energy-environment/interview/basescu-european-green-deal-risks-pushing-two-or-three-countries-towards-eu-exit/ .

[11] Vedi Gross available energy by fuel, 2021 (%), in Eurostat, Gross available energy, EU, 1990-2020, febbraio 2022, https://ec.europa.eu/eurostat/statistics-explained/index.php?title=Energy_statistics_-_an_overview#:~:text=Final%20energy%20consumption%20in%20the,its%20peak%20level%20by%2010.5%20%25 , ultima consultazione 11 maggio 2023.

[12] Commissione Europea, Interventi dell’UE per affrontare la crisi energetica, https://commission.europa.eu/strategy-and-policy/priorities-2019-2024/european-green-deal/eu-action-address-energy-crisis_it#:~:text=Da%20giugno%202022%20è%20in,%27approvvigionamento%20per%20l%27inverno , ultima consultazione 11 maggio 2023, vedi anche Consilium, Prezzi dell’energia e sicurezza dell’approvvigionamento, 31 marzo 2023, <https://www.consilium.europa.eu/it/policies/energy-prices-and-security-of-supply/ , ultima consultazione 11 maggio 2023.

[13] J. Borrell, I prezzi dell'energia, il Green Deal europeo e la politica estera e di sicurezza dell'UE, EEAS, 14 ottobre 2021, https://www.eeas.europa.eu/eeas/i-prezzi-dellenergia-il-green-deal-europeo-e-la-politica-estera-e-di-sicurezza-dellue_it .

[14] Consilium, La risposta dell'UE all'invasione russa dell'Ucraina, 2 maggio 2023,

https://www.consilium.europa.eu/it/policies/eu-response-ukraine-invasion/ , ultima consultazione 11 maggio 2023, vedi anche Consilium, Spiegazione delle sanzioni UE nei confronti della Russia, 14 aprile 2021, https://www.consilium.europa.eu/it/policies/sanctions/restrictive-measures-against-russia-over-ukraine/sanctions-against-russia-explained/#sanctions , ultima consultazione 11 maggio 2023.

[15] J. Borrell, La guerra in Ucraina e le sue ripercussioni sull'UE, EEAS, 30 marzo 2022, https://www.eeas.europa.eu/eeas/la-guerra-ucraina-e-le-sue-ripercussioni-sullue_it.

[16] Commissione Europea, Transizione verde, <https://reform-support.ec.europa.eu/what-we-do/green-transition_it>, ultima consultazione 5 giugno 2023.

[17] F. Timmermans, Opening remarks ESV Timmermans at the European Energy Efficiency Day 2022, 13 ottobre 2022, https://ec.europa.eu/commission/presscorner/detail/en/SPEECH_22_6204 .

[18] I. Andersen (@andersen_inger), This #WorldEnvironmentDay we are calling on everyone to #BeatPlasticPollution. Recycling isn't the magic bullet. Change across the whole plastic lifecycle is critical. Keep plastic in the economy & out of our ecosystems. Join the global movement! (+ video), 3 giugno 2023, [Twitter Post], <https://twitter.com/andersen_inger/status/1664888817273241605>, ultima consultazione 5 giugno 2023

[19] Commissione Europea, Commission announces actions to make Europe’s raw materials supply more secure and sustainable, Press release, 3 settembre 2020, https://ec.europa.eu/commission/presscorner/detail/en/ip_20_1542 , ultima consultazione 5 giugno 2023.

[20] La produzione annuale interna di energia da parte dell’UE ammonta mediamente a circa il 40% del fabbisogno totale, tale percentuale è costituita da energia rinnovabile per il 40% (principalmente derivante da biomasse), vedi Eurostat, Energy production and imports, gennaio 2022, https://ec.europa.eu/eurostat/statistics-explained/index.php?title=Energy_production_and_imports#The_EU_and_its_Member_States_are_all_net_importers_of_energy , ultima consultazione 10 maggio 2023.

[21] M. Ciucci, Energie rinnovabili, Note tematiche sull’Unione europea, Parlamento Europeo, aprile 2023, https://www.europarl.europa.eu/factsheets/it/sheet/70/energie-rinnovabili .

[22] Commissione Europea, Renewable energy directive, https://energy.ec.europa.eu/topics/renewable-energy/renewable-energy-directive-targets-and-rules/renewable-energy-directive_en, ultima consultazione 5 giugno 2023.

[23] Commissione Europea, Comunicazione della Commissione al Parlamento Europeo, al Consiglio, al Comitato Economico e Sociale Europeo e al Comitato delle Regioni - Il Green Deal europeo, Bruxelles, 11 dicembre 2019, https://eur-lex.europa.eu/resource.html?uri=cellar:b828d165-1c22-11ea-8c1f-01aa75ed71a1.0006.02/DOC_1&format=PDF .

[24] Consilium, “Pronti per il 55%”, 27 aprile 2023, <https://www.consilium.europa.eu/it/policies/green-deal/fit-for-55-the-eu-plan-for-a-green-transition/ , ultima consultazione 11 maggio 2023.

[25] Consilium, Infografica - Crisi energetica: tre misure coordinate dall'UE per ridurre le bollette dell'energia, 23 marzo 2023, https://www.consilium.europa.eu/it/infographics/eu-measures-to-cut-down-energy-bills/ , ultima consultazione 11 maggio 2023.

[26] Commissione Europea, The Just Transition Mechanism: making sure no one is left behind, https://commission.europa.eu/strategy-and-policy/priorities-2019-2024/european-green-deal/finance-and-green-deal/just-transition-mechanism_en , ultima consultazione 11 maggio 2023.

[27] M. Ciucci, Politica energetica: principi generali, Note tematiche sull’Unione europea, Parlamento Europeo, aprile 2023, https://www.europarl.europa.eu/factsheets/it/sheet/68/politica-energetica-principi-generali

[28] Fondamentale e strettamente connesso è anche il Carbon Border Adjustment Mechanism, vedi Parlamento Europeo, Il sistema di scambio delle quote di emissione e la sua riforma in breve, 18 aprile 2023, https://www.europarl.europa.eu/news/it/headlines/society/20170213STO62208/il-sistema-di-scambio-delle-quote-di-emissione-e-la-sua-riforma-in-breve ultima consultazione 11 maggio 2023, vedi anche Commissione Europea, Carbon Border Adjustment Mechanism, https://taxation-customs.ec.europa.eu/carbon-border-adjustment-mechanism_en ultima consultazione 10 giugno 2023.

[29] Consilium, Infographic – Fit for 55: reform on the EU emissions trading system, 15 maggio 2023, https://www.consilium.europa.eu/en/infographics/fit-for-55-eu-emissions-trading-system/ , ultima consultazione 5 giugno 2023, vedi anche Consilium, 'Fit for 55': Council and Parliament reach provisional deal on EU emissions trading system and the Social Climate Fund, Press release, 18 dicembre 2022, https://www.consilium.europa.eu/en/press/press-releases/2022/12/18/fit-for-55-council-and-parliament-reach-provisional-deal-on-eu-emissions-trading-system-and-the-social-climate-fund/ , ultima consultazione 5 giugno 2023.

[30] A. Follis, Gruppo di Visegrad, le divisioni interne indeboliscono l’alleanza dell’Europa centrale, Euractiv, 7 gennaio 2022, https://euractiv.it/section/politica/news/gruppo-di-visegrad-le-divisioni-interne-indeboliscono-lalleanza-delleuropa-centrale/.

[31] United Nations, Report of the United Nations Conference on the Human Environment, Stockholm, 5th-16th June 1972, A/CONF.48/14Rev.1, New York, United Nations Publications, 1973, p. 4.

[32] United Nations, Agenda 21, in Report of the United Nations Conference on Environment and Development, Rio de Janeiro, 3rd-14th June 1992. Volume 1, Resolutions Adopted by the Conference., New York, United Nations Publication, 1993, p. 83.

[33] R. Schuman, cit.






























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