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Turchia, il secolo della Repubblica: a Cagliari seminario con ospiti internazionali

Continuano gli incontri all'interno del progetto AttraversaMenti promosso dal Dipartimento di Scienze Politiche e Sociali dell'Università di Cagliari. Michelangelo Guida dell’Università 29 Maggio di Istanbul ha approfondito i principali temi storici e di attualità: una nazione complessa e cruciale per la stabilità internazionale

 


Nell’anno del centenario della Repubblica, la Turchia si avvicina alle elezioni presidenziali del 14 maggio in un clima di grande tensione interna e internazionale. Un esito, stavolta, affatto scontato, che vede il Presidente Recep Tayyip Erdoğan in crisi nei sondaggi, superato sia dal leader dell’opposizione Kemal Kılıçdaroğlu che dalla variegata coalizione di 6 partiti che si oppone a quella guidata dall’Akp, principale partito di Governo. Ma la politica turca, nel corso della storia, ha dimostrato di saper cambiare repentinamente volto, modificando i suoi assetti politici e, allo stesso tempo, rimanendo collocata nel quadro del Patto Atlantico.


Sono alcuni degli spunti sui quali hanno ragionato Michelangelo Guida, Professore dell’Università 29 Maggio di Istanbul, Carlo Sanna dell’Università di Cagliari e Matteo Meloni, Direttore di TocToc Sardegna e giornalista di eastwest. Nel corso del seminario di due giorni organizzato dalla Facoltà di Scienze Politiche dall’Università degli Studi di Cagliari, Guida — responsabile del Dipartimento di Scienze Politiche e Relazioni Internazionali dell’ateneo turco — ha ragionato in termini storici e attuali sulle complesse vicende politiche del Paese, realtà statuale di fondamentale importanza per la stabilità del Vicino e Medio Oriente, dell’ampia area mediterranea e dell’est Europa. Un’eredità pesante quella della Repubblica di Turchia, che a 100 anni dalla sua fondazione si trova davanti a un importante bivio: proseguire con Erdoğan o voltare pagina con Kılıçdaroğlu.


Come ricordato da Michelangelo Guida, entrambi gli esponenti devono fare i conti con coalizioni instabili, ricche di contraddizioni e diversità e, al contempo, dare risposte a una popolazione disillusa dalla forte pressione inflazionistica, da un’economia che non cresce quanto atteso e da una situazione difficile in seguito al terremoto nel sudest del Paese. Trovare la quadra non sarà semplice: la piattaforma politica opposta a Erdoğan cerca di convincere l’elettorato della bontà di un ritorno al parlamentarismo, con l’obiettivo di superare l’accentramento di poteri in mano al Presidente; la coalizione di Governo tenterà l’assalto finale per recuperare il tempo perduto, impiegando il carisma del Presidente per far dimenticare i ritardi negli aiuti alle popolazioni colpite dal terremoto. A due mesi dalle elezioni i giochi sono ancora aperti.

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