• Victoria Atzori

WhatsApp e la nuova informativa sulla privacy: cosa cambia per gli utenti europei?


“Stiamo aggiornando i termini e l’informativa sulla privacy di WhatsApp. Per maggiori informazioni su queste modifiche, consulta questa pagina”.


Con questa notifica, inviata a partire dal 7 gennaio, WhatsApp ha annunciato l’intenzione di modificare le regole sulla privacy, creando, inevitabilmente, il panico tra i suoi utenti.

Ciò che ha destato più preoccupazione è che, non accettando le condizioni stabilite, non si potrà più utilizzare l’app. La proposta di WhatsApp è, infatti, una modifica contrattuale unilaterale dei termini e delle condizioni di servizio.

Cosa significa?

La mancata accettazione delle condizioni comporterà il blocco dell’utente, nonché la cancellazione dell’account. Quindi, chi vorrà continuare a utilizzare l’app di messaggistica istantanea, dovrà accettare queste modifiche.

Quali sono, però, le nuove condizioni di utilizzo?

WhatsApp potrà condividere alcuni dati dei suoi utenti con Facebook per scopi commerciali.

L’iniziativa è quindi quella di collegare queste due realtà, consentendo agli utenti di Facebook di scambiare messaggi con le aziende che usano WhatsApp.

Già da tempo era possibile condividere i propri dati personali, ma a discrezione dell’utente che poteva disattivare questa opzione direttamente dal menù dell’app.

WhatsApp, vista e considerata la grande confusione generata da questa iniziativa, ha pubblicato delle FAQ in cui precisa:

  • né WhatsApp né Facebook potranno leggere i messaggi personali o ascoltare le chiamate. I messaggi personali sono, infatti, crittografati end-to-end e questa misura di sicurezza non verrà mai indebolita;

  • non vengono registrati i dati delle persone che chiami o a cui invii messaggi;

  • né WhatsApp né Facebook possono vedere la posizione da te condivisa. Nessuno può vederla, ad accezione delle persone a cui l’hai mandata;

  • WhatsApp non condivide i tuoi contatti con Facebook;

  • i gruppi rimangono privati;

  • puoi scaricare e vedere le informazioni in nostro possesso sul tuo account, direttamente dall’applicazione. [1]

Inoltre, tutte queste precisazioni, a partire dal 30 gennaio 2021, appariranno anche nella sezione dedicata agli stati di WhatsApp. Il gruppo Facebook, infatti, ha deciso di utilizzare il formato delle storie di WhatsApp per annunciare le novità relative all’app. A conferma dell’autenticità delle informazioni e per evitare la diffusione di comunicazioni da account falsi, oltre al nome e al simbolo della piattaforma, vi è anche la spunta verde. [2]

Cosa cambierà per gli utenti europei dal momento in cui cliccheranno sul tasto “accetto”?

Nulla.

I cittadini europei sono protetti dal GDPR (sigla inglese per General Data Protection Regulation), ovvero il Regolamento Generale sulla Protezione dei Dati.

Si tratta di un regolamento entrato in vigore nel 2018 che ci tutela in maniera molto forte. Grazie a esso, WhatsApp non potrà condividere i nostri dati personali con Facebook. In base a tale regolamento, infatti, le aziende non possono usare i dati personali dei propri utenti raccolti in maniera automatizzata.

Ma, allora, perché ci chiedono di accettare delle nuove condizioni?

Semplicemente perché è stato chiesto a chiunque usi WhatsApp.

L’azienda stessa ha precisato che non ci sarà alcuna condivisione dei dati personali degli utenti europei e del Regno Unito. Inoltre, ha specificato: “WhatsApp non condivide i dati degli utenti WhatsApp dell’area europea con Facebook allo scopo di consentire a Facebook di utilizzare tali dati per migliorare i propri prodotti o le proprie pubblicità”.

In ogni caso, WhatsApp ha deciso di rinviare l’accettazione delle condizioni al 15 maggio, nonostante inizialmente fosse prevista per l’8 febbraio. L’azienda ha preferito dare del tempo ai suoi clienti per informarsi a riguardo. [3]


Il panico iniziale ha portato molti utenti a spostarsi su altre piattaforme ritenute più sicure, quali Telegram e Signal. [4]

Queste ultime sono entrambe delle app di messaggistica create nel 2013 e attualmente si trovano rispettivamente al quarto e al primo posto nella classifica delle app di messaggistica più scaricate del momento.

Signal è una tra le app di messaggistica che raccoglie meno informazioni personali dell’utente e anch’essa ha un sistema di crittografia end-to-end. Non conserva quindi la data e l’ora di invio dei messaggi, i numeri di telefono dell’utente e del destinatario e la loro localizzazione.

Nell’applicazione di Telegram, invece, la crittografia end-to-end può essere attivata dall’utente nelle chat segrete.


Fonti:

[1] Precisazioni relative all'Informativa sulla privacy di WhatsApp, Centro Assistenza WhatsApp,

https://faq.whatsapp.com/general/security-and-privacy/answering-your-questions-about-whatsapps-privacy-policy?campaign

[2] WhatsApp, “stories” usate per le comunicazioni: la novità, QuiFinanza, 30 gennaio 2021,

https://quifinanza.it/lifestyle/whatsapp-stato-storie-novita/456850/

[3] WhatsApp, perché l'informativa privacy 2021 preoccupa Garante privacy, utenti ed esperti, CYBERSECURITY360, 16 gennaio 2021 https://www.cybersecurity360.it/news/nuova-privacy-policy-whatsapp-tanti-timori-sulla-condivisione-dati-ecco-perche/

[4] Perché sempre più utenti abbandonano WhatsApp per Signal e Telegram, QuiFinanza, 13 gennaio 2021,

https://quifinanza.it/lifestyle/video/whatsapp-privacy-signal-telegram/450554/