• Francesco Serra

“Cercate di fare anche voi la vostra parte”


“Cari amici, mi spiace non essere più con voi dopo 70 anni assieme. Ma anche la natura ha i suoi ritmi. Sono stati anni per me molto stimolanti che mi hanno portato a conoscere il mondo e la natura umana.

Soprattutto ho avuto la fortuna di conoscere gente che mi ha aiutato a realizzare quello che ogni uomo vorrebbe scoprire. Grazie alla scienza e a un metodo che permette di affrontare i problemi in modo razionale ma al tempo stesso umano.

Malgrado una lunga malattia sono riuscito a portare a termine tutte le mie trasmissioni e i miei progetti (persino una piccola soddisfazione: un disco di jazz al pianoforte…). Ma anche, sedici puntate dedicate alla scuola sui problemi dell’ambiente e dell’energia.

È stata un’avventura straordinaria, vissuta intensamente e resa possibile grazie alla collaborazione di un grande gruppo di autori, collaboratori, tecnici e scienziati.

A mia volta, ho cercato di raccontare quello che ho imparato.

Carissimi tutti, penso di aver fatto la mia parte. Cercate di fare anche voi la vostra per questo nostro difficile Paese.

Un grande abbraccio”

Piero Angela


Sono queste le parole riportate dalle pagine social della trasmissione televisiva Superquark per annunciare la scomparsa del più grande divulgatore scientifico che l’Italia abbia mai avuto, Piero Angela, avvenuta nella mattina di oggi 13 agosto 2022.

Probabilmente nessuna parola, frase o discorso sarebbe sufficiente per descrivere il valore di questa persona e ciò che ha rappresentato per un Paese come l’Italia, per la sua televisione, per i suoi spettatori, durante una carriera durata ben 70 anni, e ciò che senza dubbio continuerà a rappresentare nonostante il suo trapasso.


Esordendo come cronista radiofonico nel 1952, Piero Angela cominciò ad affermarsi come giornalista nel campo della divulgazione scientifica nel 1971 attraverso il programma Destinazione uomo, una delle prime trasmissioni televisive a proporre sul piccolo schermo una forma alta di intrattenimento culturale rivolta al grande pubblico. Divenne poi celeberrimo con la serie Quark, un format innovativo iniziato nel 1981 e continuato fino ad oggi con Superquark, il cui successo è dovuto all’impiego di mezzi tecnologici e comunicativi sempre all’avanguardia, riportando anche ottimi prodotti divulgativi dal mondo anglosassone, ma soprattutto al modo semplice e allo stesso tempo accattivante che aveva il suo conduttore, assieme alla sua equipe, di riportare agli spettatori concetti complessi da ogni ambito della scienza. Questa idea di televisione non era mero intrattenimento bensì una vera e propria forma di educazione, che è riuscita a tenere incollati davanti al televisore milioni di individui, affascinati e ispirati dal carisma, dalla passione e da quel modo avvincente di parlare che possedeva il conduttore Piero Angela, rimanendo sempre fedele, fino all’età di 93 anni, a uno dei motti latini che più lo rispecchiavano, ossia ludendo docere, che significa “insegnare divertendo”[1].

Il suo concreto contributo alla divulgazione scientifica, oltre alla pubblicazione di numerosi saggi e libri, si vide anche quando fu tra i membri fondatori del CICAP (Comitato italiano per il controllo delle affermazioni sulle pseudoscienze) finalizzato a promuovere in modo educativo, attraverso il metodo e l’indagine scientifica, un approccio critico nei confronti delle pseudoscienze.


Probabilmente il periodo che stiamo vivendo è uno dei momenti peggiori in cui perdere un punto di riferimento come Piero Angela. In un mondo in cui le fondamenta della società, tendente sempre più all’ipocrisia, diventano mano a mano più precarie. In un mondo dove la gente arranca nel trovare modelli stabili a cui ispirarsi e va alla disperata ricerca di salde convinzioni su cui arroccarsi senza mezzi termini e di ideologie captate superficialmente con le quali riempirsi, diventando però ancora di più, come direbbe Murakami, persone “prive di immaginazione”. In un mondo dove, nonostante si continui a ripetere “mai più”, quel “mai più” continua invece a ripetersi troppo spesso in numerosi contesti. In un mondo dove si ripone sempre meno fiducia nella scienza per inseguire il sensazionale, il profitto, l’irrazionale e la smania di apparire fine a tutti i costi. In questa realtà è venuto a spegnersi un faro, la cui luce era una certezza incrollabile nel buio della lettura e della comprensione di questo mondo.


Non si può negare il fatto che la scomparsa del divulgatore per antonomasia abbia lasciato un sensibile vuoto nel mondo della cultura e tante incertezze nell’animo di molti. Eppure, vi è la consapevolezza che in ognuno dei suoi spettatori, attraverso le generazioni, è rimasto qualcosa di importante. Nessuno di noi, in particolare giovani, sa proiettarsi nel futuro sapendo già cosa farà o cosa sarà diventato e soprattutto in che direzione andrà il nostro mondo, tuttavia, che sia stato un libro sui dinosauri, che sia stata una puntata sui misteri del cosmo, un vhs sul viaggio di Marco Polo o un aforisma sulla natura, ogni singolo lascito di Piero Angela ha trasmesso un potenziale seme che può crescere, spingerci a realizzarci e avere una maggiore consapevolezza di noi stessi, per avere le carte in regola per riuscire a cambiare in meglio il nostro mondo. Una forma di passione che può invogliarci a cercare di fare anche noi la nostra parte. Dipende dalla volontà che abbiamo dentro di continuare ciò che di buono è stato fatto da altri.


Buon viaggio Maestro.


Fonte: [1] Piero Angela, La macchina per pensare, Garzanti, 1987, pp. 256-257.