• Alessandro Usai

Gas, il filo rosso che lega l’Italia alla Russia




È sempre più paventata la notizia che la Russia “chiuda i rubinetti” per quanto riguarda l’esportazione di gas in Italia. Se ciò accadesse sarebbe lesa una parte di energia abbondante che il bel paese utilizza per il proprio sostentamento. Facendo un breve riassunto, affinché case, industrie, fabbriche, trasporti e riscaldamenti possano funzionare l’Itala utilizza un ammontare di energia che deriva per il 40% dal gas naturale (di cui il 38,2% arriva direttamente dalla Russia, che si classifica come primo fornitore [1]), per il 33% dal petrolio, per il 20% da energia rinnovabile (per lo più idroelettrico) e, infine, il 7% rimanente proviene da altre fonti secondarie. [2]



Le quote delle importazioni italiane di gas naturale per stato

Da una semplice analisi dei dati, si può evincere che l’Italia ha un mantenimento energetico che è composto prevalentemente dal gas naturale e questo spiega come mai ci siano così tante preoccupazioni. Per cercare di evitare un possibile “blackout energetico” dato da un’insufficienza di gas, occorre differenziare il portafoglio energetico, aumentando i tipi di fonti da cui l’Italia possa trarre energia. In tanti hanno pensato all'opportunità di investire subito nelle rinnovabili. Questo purtroppo però non è possibile in quanto non avrebbe conseguenze nel breve periodo: infatti, le infrastrutture che permettono di produrre energia green necessitano di più risorse e tempi più lunghi per poter produrre i primi effetti.


Per questo motivo, e perché l’Italia non ha sentito il bisogno di aggiornarsi e correre ai ripari negli ultimi dieci anni sviluppando nuovi metodi di produzione di energia (rispetto a paesi come la Francia), il premier Draghi ha annunciato che verranno aumentare le forniture di gas naturale proveniente dal Nord Africa e che, in caso di emergenza, potranno essere riavviate le centrali a carbone. In Italia sono sette gli impianti a carbone e si trovano rispettivamente a: Fiume Santo e Portoscuso (entrambi in Sardegna), La Spezia, Fusina, Monfalcone, Torrevaldaliga e Brindisi. Nel 2019 l’Italia aveva promesso che avrebbe dismesso quelle centrali o che le avrebbe convertite in centrali a gas naturale entro il 2025 (un impegno che era stato rinnovato anche durante la conferenza di Glasgow 2021, COP26). [3] Perché la produzione di inquinamento delle centrali a carbone avrebbe effetti deleteri verso gli Accordi di Parigi [4], in quanto causerebbero una crescita delle emissioni [5] (basti pensare che una centrale a carbone produce il triplo delle emissioni di CO2 rispetto alle altre fonti energetiche fossili). [6]


Al netto dei fatti, pur non essendo la situazione delle più rosee, dal punto di vista dei patti energetici sarebbe necessario aumentare le importazioni di gas naturale dagli altri paesi e utilizzare le centrali a carbone per quel breve tempo che permetterebbe all’Italia di staccarsi dalla sua grande fornitrice di gas naturale. Roma ha la possibilità di evitare un blackout energetico e di poter iniziare a ricorrere a nuove forme di energia che permettano all’Italia di avviarsi verso un’indipendenza energetica, anche se nel lungo periodo. Occorre però muoversi in anticipo.


Fonti:

[1] Stefano Gandelli, Le vie del Gas naturale in Italia: il metano Russo e i principali gasdotti per l’import, Geopop, 24 febbraio 2022, https://www.geopop.it/le-vie-del-gas-naturale-in-italia-il-metano-russo-e-i-principali-gasdotti-per-limport/

[2] Geopop, Crisi energetica - Cosa potrebbe fare l'Italia se la Russia chiudesse i rubinetti del gas?, YouTube, https://www.youtube.com/watch?v=BtigK0PGzcQ

[3] Newsletter Legance, La Cop26 di Glasgow: gli accordi sul clima in 10 punti, Legance Avvocati Associati, https://www.legance.it/

[4] Alessandro Usai, Transizione ecologica: 68,9 miliardi previsti nel Recovery plan. Da dove deve partire il Paese?, TocToc Sardegna, 20 aprile 2021, https://www.toctocsardegna.org/post/transizione-ecologica-68-9-miliardi-previsti-nel-recovery-plan-da-dove-deve-partire-il-paese

[5] Rossella Muroni, Il modello Sardegna Verde per imparare a fare a meno del gas di Putin, Huffington Post, 5 marzo 2022, https://www.huffingtonpost.it/blog/2022/03/05/news/il_modello_sardegna_verde_per_imparare_a_fare_a_meno_del_gas_di_putin-8897126/

[6] Geopop, Centrali a carbone in Italia: dove e quali sono, come funzionano e perché si pensa di usarle di più, YouTube, https://www.youtube.com/watch?v=ppnPxJc-NiI&t=283s