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  • Immagine del redattoreAlessandro Usai

Guerra in Ucraina: gli occhi sulle materie prime del Donbass



Tra le varie ragioni che si possono individuare come fautrici dell’invasione russa dell’Ucraina, possiamo annoverare anche quelle economiche.

Il Donbass, regione dell’estremo est ucraino già dal 2014 sotto il controllo parziale dei separatisti russi, vanta la presenza di innumerevoli depositi minerari. Si parla di circa 8.500 punti di estrazione di importanza industriale, giacimenti di petrolio stimati per circa 135 milioni di tonnellate e la presenza di circa 110 tipi di minerali diversi. [1] La regione del Donbass permetterebbe all’Ucraina di essere al decimo posto per l’estrazione del carbone: secondo le stime verrebbero estratti tra i 23 e i 24 milioni di tonnellate di carbone in un anno. [2]


Tra le altre materie prime si citano i siti di estrazione di ferro, metano, manganese e cobalto, insieme ad una ricca quantità di metalli che vengono considerati come rari e sono fondamentali per lo sviluppo tecnologico. Si deve anche aggiungere la presenza di giacimenti di titanio, litio e altre materie come alluminio e rame che vengono utilizzate per la realizzazione di fibre ottiche e smartphone, materiali destinati all’utilizzo anche all’interno dell’industria automobilistica elettrica. Altre fonti di ricchezza provengono dal mare d’Azov, considerato da Vladimir Putin come il mare interno russo [3] e in cui sono presenti giacimenti di gas offshore (di cui le estrazioni devono ancora iniziare), e dalle coste attorno, in cui vi è la presenza di rocce bituminose dalle quali si può estrarre il gas di scisto. [4] Non va poi scordato il porto di Mariupol, il secondo per importanza in Ucraina, a causa della sua rilevanza strategica sia per posizione che per la possibilità di ospitare navi cargo.


Attualmente “La Cina detiene oltre il 62% della produzione globale di metalli e terre rare e il 36,6% delle riserve mondiali, seguita dagli Usa con il 12,3%, il Myanmar con il 10,5% e l’Australia con il 10%, secondo i dati 2020, gli ultimi disponibili, dello US Geological Survey. Il processo per estrarre e rifinire questi minerali richiede alta intensità di manodopera e genera forte inquinamento, perché si trovano spesso con sostanze radioattive". [5]


È strano come l’uomo continui a rincorrere le fonti di energia inquinanti, invece di cercare l’indipendenza energetica tramite rinnovabili ed energia green. Ma non è poi così strano che una guerra venga combattuta per materie prime che possono avere un impatto determinante sulle economie dei diversi Paesi.


Fonti:

[1] Giuliana Ferraino, Terre rare, carbone e metalli: perché il Donbass è così prezioso. E Putin lo vuole, Corriere della Sera, 9 aprile 2022,

[2] Gabriele Lagonigro, Il tesoro nascosto del Donbass: sottosuolo ricco di terre rare (essenziali per l’hi-tech), uranio, cobalto. Il ritorno economico che fa gola a Putin, Il Fatto Quotidiano, 18 aprile 2022, https://www.avvenire.it/mondo/

[3] Redazione Internet, Ucraina. Il giorno dei discorsi. Putin: stop a trattato Start. Biden: noi con Kiev, Avvenire, 21 febbraio 2023, https://www.avvenire.it/mondo/

[4] Centro Studi Internazionale - Ce.S.I.

[5] vedi Fonte 1


Fonte immagine di copertina: Wikipedia

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