• Davide Casula

Lewis e Max: scontro totale


Il Gran Premio di Jeddah di domenica scorsa ha confermato ancora una volta che il copione di questo mondiale di Formula 1 non è adatto ai deboli di cuore. Erano anni che non si viveva una stagione del genere con colpi di scena incredibili. Il tutto scandito da una delle rivalità più feroci della Formula 1 moderna: Hamilton vs Verstappen.


Il weekend dell’olandese non era partito nel migliore dei modi: durante le qualifiche, a causa di un bloccaggio, la monoposto numero 33 era andata ad infrangersi contro le barriere, con i danni che hanno posto fine alle ambizioni di partire davanti al britannico.

La gara è stata surreale. Alla griglia di partenza Lewis si è presentato davanti a tutti, Max, invece, partiva dalla piazzola numero tre, con Bottas in seconda posizione a separare i due contendenti al titolo.


All’avvio è filato tutto liscio ma al giro dieci la gara è stata totalmente ribaltata. Infatti, perdendo il controllo della sua macchina, Mick Schumacher è andato a colpire il muro. Un istante che ha dato vita al caos dell’intera corsa. Immediatamente la direzione di gara ha optato per l’entrata in pista della Safety Car e così gran parte dei piloti ne ha approfittato per entrare ai box ed effettuare il cambio gomme, smarcando così la mescola. Il duo Mercedes, capitanato da Lewis Hamilton, è riuscito ad effettuare addirittura un doppio pit stop, suscitando le prime schermaglie in quanto il pilota finlandese per favorire la doppia sosta ha rallentato la sua corsa facendo così andare su tutte le furie l’olandese della Red Bull ed il suo muretto. Ma questo è stato solo l’inizio di una domenica all’insegna dell’alta tensione.


Tra lo stupore generale la Red Bull ha invece deciso di non far rientrare ai box Verstappen, che ha proseguito accodandosi dietro la Safety. La gara oramai pareva compromessa per il numero 33, ma ancora una volta la direzione di gara, guidata da Micheal Masi, ha mostrato di non essere adatta ad un palcoscenico del genere decidendo per la bandiera rossa e stravolgendo l’intera gara.

Una scelta che non ha fatto altro che alimentare il nervosismo tra i piloti oramai stufi delle decisioni prese dalle autorità competenti, ritenute del tutto inadatte: vedasi il Gran Premio del Belgio oppure le penalità decise dopo un tempo relativamente eccessivo.


La situazione ha così girato a favore di Verstappen, dato che figurava tra coloro che non avevano effettuato la sosta, potendo così cambiare le proprie gomme e partendo nuovamente dalla prima posizione: un colpaccio, seppur fortunoso.

La ripartenza al giro 15 ha visto un Lewis Hamilton più deciso, capace di sorprendere l’olandese giungendo alla prima curva in un incredibile testa a testa. I due quasi hanno sfiorato il contatto, rischiando di porre fine alla propria gara. Max con lo spirito battagliero che lo contraddistingue non ha mollato di un centimetro conservando il primato davanti ad Ocon ed Hamilton anche se in un modo del tutto irregolare, avendo irregolarmente tagliato la curva.


Un nuovo incidente ha visto coinvolti la Red Bull di Perez e la Ferrari di Leclerc costringendo il primo al ritiro, mentre Mazepin è stato protagonista di un violento tamponamento con George Russell. Episodi che hanno causato la seconda bandiera rossa della gara.


A questo punto la Red Bull ha agito astutamente sapendo che Verstappen avrebbe dovuto cedere le posizioni o sarebbe incappato in una penalità. E ciò a cui abbiamo assistito in tale momento ha del pazzesco: una vera e propria trattativa tra la scuderia austriaca e la direzione di gara (coinvolgendo naturalmente anche la Mercedes). “L’offerta” avrebbe dovuto vedere Verstappen indietreggiare di due posizioni nella griglia di partenza in favore di Ocon e del rivale inglese. Il fatto ha suscitato grandi polemiche a fine gara, con Micheal Masi che a fine gara si è difeso così: "Non chiamerei quanto accaduto 'un accordo', dal punto di vista del direttore di gara non ho l'autorità di istruire effettivamente i team a fare qualcosa. In quella situazione potevo solo fare un'offerta, la possibilità di farlo, ma era una scelta loro: i commissari hanno ovviamente il potere di imporre sanzioni, ma io posso dare loro la mia prospettiva ed è per questo che ho offerto loro la possibilità di rinunciare a quella posizione". [1]

Accettata “l’offerta”, all’ennesima ripresa si è avuta la riprova dello smisurato talento di Verstappen, che con una partenza perfetta (favorita anche dalle gomme gialle) ha infilato alla prima curvia sia Ocon che Hamilton. Con quest’ultimo che ha riportato un piccolo danno dovuto all’impatto con il francese.


Il giro numero 37 sarà ricordato per sempre negli annali della Formula 1: Hamilton, ormai vicino al rivale, ha cominciato a fiutare la preda. Giunti al rettilineo finale della pista, il campione del mondo in carica ha tentato il sorpasso, con lo scontro evitato per pochissimo. Verstappen è stato così in grado di mantenere la prima posizione ma in modo scorretto.

Questo è stato il punto di rottura della gara. La tensione è perennemente salita all’interno dei box ma soprattutto in pista. Gli ingegneri Red Bull hanno iniziato a comunicare via radio sulla possibile restituzione della posizione, furiosi invece gli uomini della Mercedes. Ma non era finita qui. Il momento clou doveva ancora arrivare.


Durante lo stesso giro viene detto all’olandese di restituire la posizione, quest’ultimo eseguendo gli ordini ha rallentato in modo anomalo per far transitare il rivale, rimanendo però quasi al centro della pista. Hamilton prova il sorpasso finendo però per tamponarlo, subendo così un ulteriore danno alla monoposto. A fine gara, la manovra (Brake Test), costerà a Verstappen altri dieci secondi di penalità.

Dopo cinque giri, sotto indicazione del proprio ingegnere, Verstappen ha ceduto la posizione ma nuovamente in modo sleale, facendo passare Hamilton per poi superarlo immediatamente in modo tale da avere il DRS. Vi era già stato un episodio simile nel 2008 a Spa tra Kimi Raikkonen e Lewis, con quest’ultimo che una volta ceduta la posizione la riprese all’istante venendo poi penalizzato a fine corsa.


Al giro 43 viene comunicata la penalizzazione di 5 secondi a Verstappen per aver tagliato la curva in occasione del giro 37. Nonostante i danni, Hamilton così è riuscito a sorpassare l’olandese in nuovo epico testa a testa e quest’ultimo, una volta persa la prima posizione ed impossibilitato ad entrare al box per cambiare le gomme (in modo tale da provare il giro veloce per strapparlo al britannico), ha mollato del tutto la presa preservando così il motore in vista dell’ultimo gran premio.


A fine gara, i due rivali non hanno nemmeno incrociato lo sguardo, un rapporto del tutto gelido. Già dopo Silverstone e Monza i rapporti sembravano tesi, con quest’ultimo incidente la rivalità ha raggiunto i massimi livelli. Un duello senza pietà contraddistinto da una voglia esasperata di vincer il titolo mondiale senza risparmiarsi, dando il massimo in ogni occasione, pur cadendo in episodi controversi degni di una delle più grandi rivalità della storia della F1 come quella tra Senna e Prost.


Vi è anche da sottolineare come non solo in tale gara ma durante l’intero arco della stagione da una parte abbiamo visto un Verstappen più malizioso, con uno stile di guida forse troppo aggressivo e non del tutto regolare, dall’altra invece un Lewis Hamilton che nei corpo a corpo, escludendo l’episodio di Silverstone, ha tenuto una guida più pulita. Forse proprio il GP britannico è stato lo spartiacque della stagione.


I due piloti arrivano a pari punti, 369.5 a 369.5, al GP di Abu Dhabi in programma il 12 dicembre, ma con Verstappen in testa visto il maggior numero vittorie. Due contendenti al titolo non arrivavano a pari punti all’ultima gara dal lontano 1974 con Emerson Fittipaldi e Clay Regazzoni protagonisti. Potrebbe essere anche l’occasione di rivedere una nuova Suzuka come quella di Prost e Senna?

Non ci resta altro che attendere e goderci sul divano l’ultimo atto di questa meravigliosa stagione.

Fonti: [1] G. Rauli Masi, Le trattative con i team? Avvenivano anche prima!, motorsport.com, 6 dicembre 2021, https://it.motorsport.com/f1/news/f1-masi-le-trattative-con-i-team-avvenivano-anche-prima/6856477/