• Emanuele Orrù

La protezione civile


Ogni qualvolta c’è un disastro naturale, che sia terremoto, maremoto o, più recentemente, pandemia, lo Stato mette in moto la macchina della Protezione Civile.


Il Corpo Nazionale della Protezione Civile (ProCiv) nasce ufficialmente nel 1990, con la legge n.112 ed è incardinata presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri; diversamente da quella che si pensa non è formato solo dai volontari, argomento di cui parleremo, ma da tutto il sistema delle

Forze dell’Ordine.


Uno delle parti più importanti però è il corpo volontario.

Non esiste un unico corpo di Protezione Civile, ma una composizione omogenea di diverse associazioni di volontariato, che fanno capo ad un unico corpo nazionale, che in questo momento ha come presidente Fabrizio Curcio.

Uno dei problemi di cui soffre di più la ProCiv è il poco interesse dei giovani; se nell’ultimo anno si è registrato un aumento delle donne iscritte nelle associazioni, i giovani latitano. La fascia meno rappresentata infatti è quella 16-35.


Essere in Protezione Civile è un'esperienza che ti fa toccare da vicino e ti fa vedere quella che è la realtà di un disastro, sei realmente protagonista. Ti permette di confrontarti e di formarti con tante persone di diverse età, professioni diversi e zone diverse: è una palestra di vita. Sei lì con il tuo gruppo al centro di un paese alluvionato, di un paese terremotato o di una pandemia.

Oltre ad aiutare fattivamente, è ancora più importante la fase precedente all’operatività ovvero quella della formazione. Ogni anno, in Italia migliaia di formatori danno conoscenze agli iscritti che spaziano dai corsi BLSD, quindi rianimazione e primo soccorso, all’utilizzo corretto del defibrillatore, dai corsi di HACCP (sistema di analisi dei pericoli e punti di controllo critico), al movimento di mezzi speciali, dall'antincendio boschivo e non, ai corsi sul recupero dispersi in mare e montagna, su come gestire ogni situazione di stress o su come fare e gestire ponti radio.

Questi corsi, diversamente da quello che si pensa, non solo solo corsi fini all’organizzazione ma possono essere inseriti nei propri curricula e essere inseriti come Alternanza Scuola Lavoro oppure CFU per le università.


Oltre ai corsi operativi sono disponibili corsi che puntano alla formazione della logistica e dell’apparato organizzativo dell’associazione (che può contare su numerose risorse umane e di mezzi). Infatti dentro l’associazione ogni volontario ha un proprio ruolo; oltre ai ruoli che sono presenti nel testo di riferimento, ovvero la nuova legge di riforma del Terzo Settore di cui le ProCiv fanno parte, all’interno sono richieste figure di alta specializzazione come addetti all comunicazione d’emergenza, responsabile dei mesi e scouting, figure che variano a seconda dell’indirizzo di specializzazione che ha l’associazione (mare, montagna, radio, unita cinofile etc.). Ogni associazione può avere anche più di un indirizzo e quindi avere vari responsabili che ne gestiscono le risorse.


Fare volontariato, ed in particolare Protezione Civile, è una grande soddisfazione personale, ma ancora di più è una soddisfazione ed un rendersi utile per la nostra società e la nostra Nazione.


Fonti:

[1] Il Giornale della Protezione Civile, Volontariato di protezione civile: sempre più donne, ma mancano i giovani, 17 ottobre 2020,

https://www.ilgiornaledellaprotezionecivile.it/primopiano/volontariato-di-protezione-civile-sempre-pi-donne-ma-mancano-i-giovani

[2] Camera dei Deputati, Riforma del Terzo settore, 26 marzo 2021, https://www.camera.it/temiap/documentazione/temi/pdf/1105128.pdf

[3] Wikipedia, Dipartimento della Protezione Civile,

https://it.m.wikipedia.org/wiki/Dipartimento_della_protezione_civile